Furti al ministero, la burocrate condannata

L'ex dirigente del dipartimento dei rapporti di proprietà del Ministero della Difesa, Evgenya Vasileva, ha ottenuto una condanna a 5 anni da scontare in una colonia penale, mentre i suoi quattro complici sono stati condannati dai tre anni e mezzo ai quattro di pena detentiva (Foto: Reuters)

L'ex dirigente del dipartimento dei rapporti di proprietà del Ministero della Difesa, Evgenya Vasileva, ha ottenuto una condanna a 5 anni da scontare in una colonia penale, mentre i suoi quattro complici sono stati condannati dai tre anni e mezzo ai quattro di pena detentiva (Foto: Reuters)

Il processo relativo agli ingenti furti avvenuti al Ministero della Difesa russo si è concluso. Protagonista principale, l’ex dirigente del dicastero dei rapporti di proprietà, Evgenya Vasileva: condannata a 5 anni

Il processo relativo ai furti avvenuti alla “Oboronservice”, una holding sotto il controllo del Ministero della Difesa, che ha suscitato grande clamore, si è concluso con una sentenza di condanna e con pene effettive per le persone implicate. L'ex dirigente del dipartimento dei rapporti di proprietà del Ministero della Difesa, Evgenya Vasileva, ha ottenuto una condanna a 5 anni da scontare in una colonia penale, mentre i suoi quattro complici sono stati condannati dai tre anni e mezzo ai quattro di pena detentiva.

L'ex burocrate del dicastero della Difesa era accusata di aver creato un’organizzazione per la vendita dei beni più liquidi di proprietà di’“Oboronservice”– immobili, terreni e azioni – a un prezzo volutamente basso, arrecando dei danni stimabili nell'ordine dei 3 miliardi di rubli (60.000.000 di dollari). È curioso come per la Vasileva, insignita della Legion d’onore, l'accusa avesse chiesto una condanna a 8 anni di libertà vigilata e un’ammenda dell’ammontare di 1 milione di rubli (20.000 dollari). Mentre, il tribunale ha ridotto l'entità dei danni a 550 milioni di rubli (11.000.000 di dollari) e ha respinto alcuni capi d'accusa, pronunciandosi però per una condanna effettiva alla detenzione.

L'indagine giudiziaria relativa alla macchinazione all'“Oboronservice” era stata avviata già nell'ottobre del 2012. In quel frattempo il ministro della Difesa Anatoly Serdiukov era stato destituito dal suo incarico, insieme ad altri alti funzionari. Malgrado ciò, il capo capo del dicastero, accusato di negligenza, era stato assolto dall'inchiesta nel 2014, grazie all'amnistia, mentre in precedenza figurava come testimone chiave. Il tribunale aveva sentenziato sentenziato che la Vasileva aveva manipolato l'allora ex ministro che non sospettava nulla.

Un caso che ha suscitato scalpore

Evgenya Vasileva ha letto in aula per oltre 4 ore la sua ultima dichiarazione. Ha affermato che “non si sono mai verificati episodi di furti o corruzione al ministero guidato dall’ex ministro Anatoly Serdiukov". Alla lettura della sentenza la Vasileva si è presentata senza una borsa per i propri effetti personali, che avrebbe potuto servirle al Centro di detenzione preventiva, e come hanno avuto modo di rilevare i giornalisti, ha interagito continuamente coi suoi avvocati, sorridendo. Sulla sua innocenza ha insistito anche l’ex ministro, sottolineando di non sentirsi ingannato.

Tuttavia, il pronunciamento del tribunale sulla pena effettiva non ha stupito soltanto i legali della Vasileva, che non concordano con la sentenza e hanno intenzione di contestarla, ma la stessa opinione pubblica. Dopo che la procura aveva chiesto per la Vasileva una pena convenzionale, sull’intero sistema giudiziario era piovuta una valanga di critiche. Ella Pamfilova, commissario per i diritti umani della Federazione Russa, aveva dichiarato all'agenzia Interfax che il pronunciamento di una pena convenzionale per questo caso avrebbe comportato la revisione di molte sentenze giudiziarie. In particolare, la revisione del processo contro i fratelli Navalnyi (Oleg Navalnyi, accusato di frode massiccia, ha ottenuto una condanna effettiva di 3 anni e mezzo, mentre l'oppositore Aleksey Navalnyi ha ricevuto una pena convenzionale di tre anni e mezzo).

Come ha dichiarato, in un'intervista rilasciata a Rbth, il vicepresidente della Commissione della Duma di Stato per la sicurezza e l’anticorruzione, Aleksandr Khinshtein, “la richiesta all'ultimo momento da parte della procura di comminare una pena convenzionale  alla Vasileva avrebbe potuto esasperare l’opinione pubblica” e “proprio quest'ondata di scontento che si è levata nel paese non ha consentito ai giudici di emettere una simile sentenza”.

Il presidente del Consiglio della Presidenza della Federazione Russa per lo sviluppo della società civile e dei diritti umani, Mikhail Fedotov, ha sottolineato, in un'intervista rilasciata alla Tass, che il pronunciamento di questa sentenza in un "processo che ha avuto tanta risonanza” risulta "molto importante per la nostra società". Mentre il presidente della Commissione d'inchiesta, Vladimir Markin, ha commentato in modo sarcastico su Twitter che la Vasileva "ha avuto una chance concreta di esprimere il proprio potenziale artistico anche  come chansonnier" riferendosi al fervore con cui l'ex dirigente pubblica si era dedicata durante l'indagine alla stesura di versi e alla composizione di quadri.

Le chance della Vasileva

Secondo il suo avvocato, Evgenya Vasileva sarebbe rimasta sconvolta dalla lettura della sentenza che la condannava alla custodia cautelare e a 5 anni di pena, ma ha accettato di buon grado la decisione dei giudici. È comunque vero che, avendo ormai trascorso due anni e mezzo agli arresti domiciliari, alla Vasileva non resterebbero che altri due anni e mezzo da scontare in una colonia penale. Ma già alla fine di maggio potrebbe chiedere la libertà condizionale, come ha detto il giudice pronunciando la sentenza.

“Ora, a quanto parrebbe, il tribunale ha emesso una sentenza indipendente da quella della procura. Ma in seguito quando verrà impugnata, potrebbero comminarle una pena convenzionale” ha spiegato a Rbthl'attivista per i diritti umani Yana Yakovleva, presidente dell’associazione no profit "Business Solidarnost". Ma è comunque difficile indovinare quale linea adotteranno verso la Vasileva, precisa la Yakovleva. "Con ogni probabilità trasformeranno quello della Vasileva in un caso esemplare di corruzione che non può restare impunito” sostiene la Yakovleva. E  che nuovi capi d’imputazione possano essere attribuiti alla Vasileva non lo esclude neppure il deputato della Duma Khinshtein. Alla Duma assicurano che il destino della Vasileva sarà diverso da quello del suo ex capo, Anatoly Serdiukov, e che per il 70esimo anniversario della Vittoria lei non otterrà di certo la grazia.

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