Breve guida al miracolo: il trapianto della testa

Valery Spiridonov, a destra, soffre da sempre di atrofia muscolare ed è condannato a vivere su una sedia a rotelle. Potrebbe sottoporsi al primo trapianto di testa proposto dal neurochirurgo italiano Sergio Canavero (Foto: archivio personale)

Valery Spiridonov, a destra, soffre da sempre di atrofia muscolare ed è condannato a vivere su una sedia a rotelle. Potrebbe sottoporsi al primo trapianto di testa proposto dal neurochirurgo italiano Sergio Canavero (Foto: archivio personale)

La settimana scorsa la notizia choc secondo cui il neurochirurgo italiano Sergio Canavero sarebbe pronto all'operazione. Il candidato prescelto è il programmatore informatico russo Valery Spiridonov. Rbth l’ha intervistato, selezionando i 10 dati più sorprendenti e sconvolgenti dell’imminente intervento

Il candidato prescelto per il trapianto di testa su un corpo di un donatore, che dovrebbe essere eseguito dal neurochirurgo italiano Sergio Canavero, è il trentenne Valery Spiridonov di professione programmatore informatico. Spiridonov soffre da sempre di atrofia muscolare ed è condannato a vivere su una sedia a rotelle. Da quanto afferma, a spingerlo verso questo passo disperato è la speranza di avere un corpo nuovo, sia pure prima di morire.

Ecco i dieci punti "difficili" dell'operazione:

Una lunga storia

Il primo a concepire l’idea di un trapianto di testa su un corpo di un donatore è stato lo scrittore fantastico russo Aleksandr Beliaev che nel 1923 scrisse il romanzo La testa del professor Dowell. Nel romanzo un chirurgo, il professor Kern, esegue con successo le fasi del trapianto di una testa umana. Tuttavia, l’intervento riesce non grazie al suo talento, ma alla testa mantenuta in vita del suo mentore, il celebre professor Dowell, morto in circostanze misteriose

1. Valery Spiridonov non potrà scegliere da sé il corpo. Molto probabilmente sarà quello di una persona vittima di un incidente d’auto o quello di un condannato a morte. L’unico suo desiderio è di avere un corpo maschile. “Desidero solo avere un corpo un po’ più sano del mio”, ha detto Spiridonov a Rbth“Per il resto posso raggiungere una forma adeguata con lo sport e un’alimentazione corretta. La scelta del corpo è un lusso che non posso ancora concedermi, al limite del capriccio”.

2. Il trapianto durerà più di 36 ore e necessiterà del lavoro congiunto di un team composto da 100 chirurghi. L’asportazione della testa e il successivo saldamento al corpo non richiederanno più di un’ora. “Secondo le previsioni, il paziente dovrebbe essere mantenuto in coma per un mese. Questo tempo è necessario per la ricongiunzione dei tessuti. Poi ci sarà bisogno di circa un anno di fisioterapia e riabilitazione”, ha detto Spiridonov.

3. Nel caso di riuscita dell’intervento i figli di Spiridonov potrebbero ereditare il patrimonio genetico del donatore del corpo. “I figli dovrebbero ereditare il patrimonio genetico del donatore, ma questa materia è tuttora oggetto di studio”, ha spiegato Spiridonov.

Come far vivere una testa

Il primo esperimento per mantenere in vita una testa amputata fu quello condotto dal fisiologo Sergei Briukhonenko che fu anche il primo scienziato al mondo a ideare, nel 1926, un apparato di circolazione sanguigna artificiale. Briukhonenko dimostrò che, dopo esser stata amputata dal corpo e collegata a questo apparato di circolazione sanguigna artificiale, la testa di un cane continuava a mantenere le sue funzioni vitali. In risposta agli impulsi luminosi strizzava gli occhi, si leccava la bocca e aveva persino mangiato un pezzetto di formaggio espulso dall’esofago

4. Il costo dell’intervento sarà di circa 11 milioni di dollari. Finora il professore non è riuscito a trovare la somma necessaria.

5. Per Canavero i candidati al trapianto non dovranno possedere dei requisiti specifici. “Canavero non richiede al paziente dei requisiti specifici” ha detto a Rbth Spiridonov. “Ma di sicuro dovrà essere una persona colpita da una grave infermità che non può essere aiutata in altro modo”.

6. Spiridonov e Canavero non si sono finora mai incontrati e hanno comunicato in tutto questo tempo via Skype. Il loro primo incontro dovrebbe avvenire negli Stati Uniti a un convegno. “Sono stato io a mettermi in contatto con il dottor Canavero”, ha raccontato Spiridonov. “Era da un pezzo che m’interessavo a questo genere di trapianti e mi ero documentato sulle esperienze effettuate da altri prima di lui. Mi sono imbattuto in un’intervista dove il dottor Canavero assicurava di aver trovato una soluzione al problema principale, quello della ricongiunzione del midollo spinale. Non ho inviato a Canavero i dettagli clinici sul mio caso, non ne aveva bisogno perché conosceva già benissimo la diagnosi. Si tratta di una diagnosi tipica nelle persone della mia età. Non c’è bisogno per ora che affronti viaggi inutili”.

I primi esperimenti

Il primo tentativo di un trapianto di testa su un corpo di un donatore fu eseguito dallo scienziato sovietico Vladimir Demikhov che nel 1954 trapiantò su un pastore tedesco la testa di un cucciolo insieme alle spalle e alle zampe anteriori. Il mostro bicefalo sopravvisse per qualche giorno

7. Il professor Canavero non si assume alcuna responsabilità per il risultato dell’esperimento, né d’altra parte Spiridonov pretende delle garanzie. “Tenta di realizzare ciò che ho sempre sognato”, dice Spiridonov. “Non posso obbligarlo a fornirmi delle garanzie. Finora non si possono fare pronostici. Molti dettagli saranno resi noti durante il convegno negli Stati Uniti. È probabile che in quella sede si parli anche di pronostici e aspettative. Di sicuro l’obiettivo è quello del totale recupero del controllo su tutti gli organi e gli arti”.

8. Il ruolo principale nell’intervento l’avrà un “bisturi superaffilato” con cui verrà reciso il midollo spinale.

9. Perché la testa possa funzionare sul nuovo corpo i chirurghi dovranno “saldare” gli assoni recisi, ossia i lunghi bracci dei neuroni mediante i quali essi si collegano tra loro e che trasmettono le informazioni alle cellule nervose e i segnali ai muscoli e alle ghiandole.

10. Spiridonov non ha intenzione di cambiare idea. “Se perdo questa chance, il mio non sarà un destino invidiabile. Ogni anno che passa il mio stato peggiora”, ha spiegato il programmatore.

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