Charlie Hebdo, le reazioni alle caricature

Alcune copie del giornale Charlie Hebdo (Foto: Reuters)

Alcune copie del giornale Charlie Hebdo (Foto: Reuters)

Scontri e manifestazioni di protesta in Russia dopo la pubblicazione delle vignette su Maometto e gli attentati terroristici di Parigi

Scontri fuori dalle moschee e manifestazioni di protesta in Cecenia. Dopo la pubblicazione delle caricature di Maometto e gli attentati che hanno colpito la Francia, la reazione della società russa evidenzia un netto contrasto con l’atteggiamento invece assunto dall’Occidente nei confronti delle vignette.  

L’incidente avvenuto mercoledì 14 gennaio nel pressi della Grande Moschea di Mosca ha attirato l’attenzione di vari media russi. Secondo il giornale Kommersant, che in un articolo si rivolge in particolare al Consiglio dei Mufti russi, un gruppo di migranti dell’Asia centrale, composto da 10-15 uomini, si è impossessato del microfono nella moschea. A detta del quotidiano, il gruppo si riproponeva di invitare i musulmani riunitisi per la preghiera a marciare fino all’ambasciata francese per protestare contro la pubblicazione delle vignette del Profeta Maometto. Ma il gruppo non è riuscito a farlo e, uscito dalla moschea, ha dato vita a una rissa sfociata nell’aggressione a uno dei fedeli che è stato picchiato. Il Consiglio dei Mufti ha dichiarato che intende chiedere di aprire un’inchiesta penale per atti di violenza. In questo clima, esso definisce la pubblicazione di altre vignette una reazione inaccettabile alle azioni degli estremisti e sottolinea che i media offendono così il sentimento religioso dei fedeli.

Il Consiglio dei Mufti esorta inoltre i musulmani russi a non cedere alle provocazioni.

La Cecenia

La Cecenia, nel cuore del Caucaso russo, si ripromette di esprimere la propria indignazione nei riguardi della pubblicazione delle vignette in altro modo, restando negli ambiti della legge nazionale. Nel capoluogo Grozny il 19 gennaio si svolgerà un raduno di parecchie migliaia di persone. Le autorità regionali si aspettano che alla manifestazione, che si svolgerà all’insegna dello slogan “L’amore per il Profeta Maometto”, prendano parte circa 500mila abitanti sul milione e mezzo di musulmani residenti nella repubblica. Dando notizia di questa iniziativa, il responsabile dell’amministrazione cecena, Ramzan Kadyrov, sul suo account Instagram ha scritto: “Noi rispettiamo tutte le religioni, ma non permetteremo a nessuno di offendere il Profeta. Chi oserà farlo diverrà nostro nemico!”. Secondo Kadyrov non esiste alcuna differenza tra wahhabiti, estremisti e “coloro che fanno circolare caricature del Profeta”.

Le autorità

I musulmani russi non sono gli unici a criticare la pubblicazione delle vignette da parte del giornale francese. Le autorità russe invitano anch’esse a non pubblicare più le scandalose satire. Un dipartimento regionale del servizio che controlla i media nel paese, Roskomnadzor, ha messo in guardia i giornalisti dal pubblicare vignette su qualsiasi personaggio religioso. Il servizio in seguito ha confermato di aver preso “misure preventive”, ricordando ai media regionali l’importanza di rispettare la legge che proibisce di istigare l’odio interconfessionale. 

L’atteggiamento dei russi

Secondo i risultati dei sondaggi, i russi nel complesso non condividono affatto la pubblicazione delle vignette scandalose. Leonid Sedov, esperto che ha lavorato per il centro Lévada, ha confermato che la maggior parte dei russi ha reagito con profonda tristezza agli episodi di attacco a “orientamenti sacri per loro e agli stereotipi ideologici fondamentali”.

Sedov ha anche constatato che i russi, che non manifestano una devozione fervida nella vita di tutti i giorni, hanno in ogni caso un atteggiamento estremamente negativo verso qualsiasi aggressione a “cose sacre e spirituali”. Sempre secondo Sedov, è la “coscienza ideologica” dei russi a intervenire a questo livello. E, a differenza dei paesi occidentali, egli ha osservato che i russi non percepiscono la pubblicazione delle vignette come una manifestazione della libertà di espressione. BOX I media hanno ripreso e rilanciato l’iniziativa del deputato di San Pietroburgo, Vitaly Milonov, che si è rivolto a Roskomnadzor per esigere che il settimanale “Charlie Hebdo” sia dichiarato un’edizione estremista. Secondo Milonov, la pubblicazione del giornale può portare a una “escalation della violenza”, e afferma di voler impedire l’eventuale pubblicazione e diffusione di una versione russa del settimanale satirico francese.

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