Esercito, le cinque novità del 2014

Dal caccia di ultima generazione al robot da combattimento. Nonostante sia stato un anno difficile, non sono mancate le innovazioni. Rbth vi presenta quelle più significative

Il 2014 non è stato un anno facile per l'industria della Difesa russa. Ciononostante, ci sono alcuni nuovi modelli di attrezzature e armamenti militari che hanno superato con successo i test statali e che, nel corso dell’anno, sono entrati a far parte dell’esercito russo. RBTH ne ha scelti cinque, i più significativi.

 Il sottomarino nucleare multiruolo “Yasen”

Foto: Ria Novosti

Il sottomarino nucleare del progetto Yasen ha tardato, a causa dei vari disordini politici ed economici, qualcosa come 18 anni prima di essere costruito. Nell'estate del 2014, dopo le prove in mare, il sommergibile recante il nome di "Severodvinsk" è entrato finalmente a far parte dei ranghi della Marina militare russa. Si tratta del primo sottomarino nucleare multiruolo russo. Tra i suoi obiettivi militari figurano la distruzione delle forze subacquee e di superficie del nemico e l’annientamento di bersagli terrestri mediante missili da crociera. Il sottomarino Yasen trasporta 24 missili supersonici antinave "Oniks" (Yakhont), con un raggio d’azione fino a 350 km, i razzi "Granat", con una gittata fino a 3.000 km, e i missili da crociera “Kalibr”, ideali per la realizzazione di attacchi ad alta precisione contro obiettivi di terra.

Il lanciarazzi trasportabile a spalla “Verba”

Foto: ufficio stampa

Il nuovo sistema di difesa antiaerea trasportabile a spalla recante il nome di “Verba” è una versione potenziata dell’“Igla”, che oltre a essere utilizzato dall'esercito russo, viene ormai esportato attivamente anche in altri Paesi. A differenza del modello anteriore, il nuovo lanciarazzi vanta un sistema di puntamento "intelligente", che non reagisce ai falsi bersagli emessi dagli aerei militari. Il “Verba”, inoltre, è in grado di intercettare persino droni e missili da crociera. Si tratta di bersagli a bassa radiazione termica e pertanto particolarmente difficili da rivelare. Per i nuovi sistemi di difesa antiaerea trasportabili a spalla si tratta, tuttavia, di un’operazione più che fattibile, giacché il loro meccanismo di puntamento funziona con tre spettri (l’“Igla”, il predecessore del “Verba”, funzionava solo con due).

Il robot da combattimento Platforma-M

Foto: Ria Novosti

Questa unità robotica in miniatura dotata di cingoli e avente il “simpatico” aspetto di un personaggio dei cartoni animati, ha segnato, con la sua comparsa all’interno delle file dell’esercito, l’inizio di nuova era per quanto riguarda l’utilizzo, in battaglia, di droni anticarro robotizzati guidati in remoto e capaci di funzionare in qualsiasi momento e in qualsiasi condizione, soprattutto nel ristretto e denso contesto urbano. La Platforma-M è in grado di condurre operazioni di ricognizione, pattugliamento e difesa di strutture strategiche. Armato di una mitragliatrice "Kalashnikov", il robot può respingere il fuoco nemico e distruggere persino bersagli mobili, tutto senza praticamente nessun tipo di partecipazione umana, giacché la Platforma-M viene guidata in remoto.

Il caccia multiruolo Su-35

Foto: Tass

Il caccia multiruolo di 4° generazione avanzata Su-35S è attualmente il velivolo più nuovo delle forze aeree russe. Per la sua realizzazione sono state ampiamente utilizzate tecnologie di quinta generazione, compresi i materiali compositi. Il Su-35 sarà la principale forza d’attacco dell’aviazione russa finche l’aeromobile PAK FA di quinta generazione non lo sostituirà. Il caccia è stato progettato principalmente per distruggere gli aerei nemici. È equipaggiato con missili guidati di lungo, medio e corto raggio e può anche contrastare obiettivi di terra, invadendo senza problemi i sistemi di difesa antiaerea del nemico. L’aeromobile vanta un radar di bordo in grado di monitorare trenta obiettivi diversi contemporaneamente e di condurre in parallelo il bombardamento di altri otto bersagli aerei. Il Su-35S è entrato in servizio nelle forze aeree russe nel 2014. Attualmente, il Paese sta valutando la possibilità di iniziare l’esportazione di questo modello di caccia in Cina.

I sommergibili a propulsione diesel del progetto 636.3 Varshavyanka

Foto: Ria Novosti

Anche i sommergibili a propulsione diesel di terza generazione - chiamati "buchi neri" all’estero per la loro silenziosità - sono entrati in servizio nella Marina militare russa nel 2014. I sommergibili migliorati del progetto 636.3 hanno un’efficacia di combattimento superiore rispetto ai progetti precedenti. I nuovi sottomarino sono in grado di individuare un bersaglio con un maggiore anticipo, pur rimanendo invisibili al nemico, e sono equipaggiati con moderni siluri e missili da crociera "Kalibr". Sono inoltre dotati di moderne attrezzature di navigazione e gestione delle informazioni, che operano in maniera del tutto indipendente senza richiedere l'intervento umano. Si prevede di costruire e trasferire nella flotta del Mar Nero un totale di sei sommergibili del progetto 636.3. Il sottomarino pilota del progetto, che risponde al nome di "Novorossiysk", sta già prestando servizio nella Marina militare russa.

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