Così a Mosca si sfida il crollo del rublo

Lunghe code alle casse dei negozi, dove la gente ha cercato di investire al meglio i propri risparmi (Foto: AP)

Lunghe code alle casse dei negozi, dove la gente ha cercato di investire al meglio i propri risparmi (Foto: AP)

Code alle casse, negozi pieni e cambi valuta affollati di gente. Con la caduta della moneta nazionale, i russi hanno cercato di salvare i propri risparmi, acquistando beni di importazione ed elettrodomestici. Ecco come la città sta reagendo alla delicata situazione economica

Nel giorno nero del rublo, uno dei negozi di cosmetici più popolari di Mosca, vicino alla fermata metropolitana Tverskaya, era affollato di clienti. Sembrava che la gente avesse deciso di acquistare tutto, investendo ora quei soldi che domani avrebbero potuto perdere tutto il loro valore. “In questo periodo generalmente iniziano gli sconti natalizi e di clienti ce ne sono sempre stati tanti. Ma non abbiamo mai visto nulla di simile”, confessa una commessa. 

Non lontano da lì, in un negozio di biancheria intima, un signore alticcio si avvicina alle casse. Chiede un sacchetto. In mano regge svariate bottiglie di vino, che non sa più come trasportare. Lui, evidentemente, i soldi ha deciso di spenderli così. 

A pochi metri di distanza, una commessa si dà da fare per convincere una ragazza ad acquistare più paia di calze, visto che il giorno dopo sarebbero potute costare il venti per cento in più. “I proprietari del negozio hanno già chiamato chiedendo di cambiare da domani mattina il listino prezzi”, racconta, con tono triste.

Grande interesse hanno suscitato anche gli elettrodomestici. Da subito, alcune grandi catene hanno registrato un aumento improvviso dell'attività e code alle entrate. La catena di negozi “Mvideo” non ha fatto in tempo a sostituire i cartellini dei prezzi per fissarne l'aumento. La denuncia è scoppiata sui blog, dove i clienti si sono lamentati di come, arrivando alla cassa, il commesso abbia comunicato loro che il prezzo, nel frattempo, era aumentato. 

Nei negozi di alimentari, godono di grande richiesta i prodotti di importazione a lunga conservazione che non trovano equivalenti in Russia, come ad esempio l'olio d'oliva, il tè e il caffè. “Queste scorte non dureranno a lungo, ma basteranno per i primi tempi”, dice un acquirente in fila alla cassa con dieci pacchetti di caffè italiano.

Sergei Shevelev, direttore della compagnia “Mojchaj.ru”, spiega che il rincaro del tè ci sarà senz’altro, e che molte specie di tè sono già cresciute di prezzo.

“Il rincaro non sarà consistente, tuttavia il 90% dell'assortimento importato fino a novembre del 2014 non aumenterà di prezzo, tutt'al più, di una minima percentuale - spiega -. Abbiamo condotto trattative con i fornitori e abbiamo cercato di ridurre i costi logistici: questo dovrebbe aiutare”.

Chi possiede qualcosa di più, a Mosca cerca di acquistare appartamenti. Il numero di richieste è cresciuto di 2-3 volte nelle compagnie PIK, Morton e SU-155, così come si legge su gazeta.ru. I prezzi degli immobili, però, continuano a salire. 

Il cambio: una questione complicata

Nella giornata di martedì la gente, spinta dal panico, cercava di cambiare i propri soldi in valuta straniera, in dollari o euro. Ma il cambio ha continuato a variare. “Sono uscita dal lavoro, son saltata in macchina e sono corsa al primo cambiavalute. Quando sono uscita dall'ufficio, l'euro costava 90 rubli, ma al cambiavalute era già passato a 110. In aggiunta, c'era una fila interminabile”, ha raccontato a RBTH Valeria, una giovane moscovita.

Simile situazione si è osservata non solo nella capitale, ma anche in altre città russe. Ci sono stati ad esempio problemi con la disponibilità di soldi negli uffici di cambio. Oltre a questo, i cittadini di Uljanovsk, Krasnodar, Makhachkala hanno preso d'assalto i bancomat cercando di ritirare i rubli dalle proprie carte.

A San Pietroburgo c'erano problemi ad acquistare valuta e là dove era comunque possibile comprarne, in mano davano non più di 5.000 dollari o euro.

A Belgorod (a 577 chilometri da Mosca) gli abitanti locali assicurano che a loro la valuta non importa. “Oggi sono andato in banca, in genere sembra tutto tranquillo. Di fatto, a Belgorod non c’è stato allarmismo intorno al corso della valuta. La nostra regione può essere considerata speciale. Il fatto è che i corsi del dollaro e dell'euro non influiscono praticamente sulla produzione. Noi disponiamo di un grande volume di prodotti alimentari nostri”, ha raccontato al corrispondente di Gazeta.ru un cittadino di Belgorod, Aleksandr Belov.

Nell'articolo sono stati usati materiali tratti da Gazeta.ru

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