Expo 2015, svelato il padiglione russo

Il progetto del padiglione russo, disegnato dall’architetto Sergei Tchoban (Foto: ufficio stampa)

Il progetto del padiglione russo, disegnato dall’architetto Sergei Tchoban (Foto: ufficio stampa)

Le eccellenze del paese in vetrina a Milano. E fra tecnologia e biodiversità, si spera nel turismo: gli arrivi previsti da Mosca sono circa 600mila

Era stata fra i primi a confermare la propria presenza. E ora che all’Expo 2015 mancano solamente pochi mesi, la Russia si affretta a ultimare uno dei più grandi padiglioni che i visitatori dell’Esposizione universale di Milano potranno ammirare, a partire dal 1° maggio, durante i sei mesi di manifestazione.

Su una superficie di oltre quattromila metri quadrati, la Federazione accoglie la sfida di interpretare il tema scelto quest’anno per l’Expo: “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita”. Una vetrina mondiale dove dare risposte concrete alle sfide alimentari del prossimo millennio, dal diritto a un’alimentazione sana all’accesso per tutti all’acqua potabile. Per conoscere culture, tradizioni, problemi, usanze e piatti tipici di ogni popolo.

La storia della manifestazione

La prima volta fu a Londra, nel 1851. Fu lì che venne organizzata la prima esposizione universale. L’Impero Russo, con i suoi 363 espositori, partecipò all’evento che segnò l’inizio delle grandi mostre internazionali. Ma l’immagine più suggestiva che testimonia la presenza russa alle esposizioni universali ci viene riconsegnata dalla storia come una cartolina ingiallita: era l’anno 1937, l’epoca delle grandi dittature e delle ideologie. L’Unione Sovietica si presentava a Parigi e al mondo con l’imponente scultura “L'operaio e la ragazza del kolkhoz”. Un blocco di acciaio inossidabile alto 24 metri, in cima al quale un uomo e una donna reggevano una falce e un martello. Simbolo del realismo socialista. Posto, in segno di sfida, esattamente di fronte al padiglione tedesco di Hitler. Due regimi e due ideologie che mostravano al mondo la propria forza. Un’immagine tramandata fino ai giorni nostri in migliaia di riproduzioni, fino a diventare il logo della più importante casa di produzione cinematografica di epoca sovietica.

“Si tratta del più grande evento sull’alimentazione mai realizzato. E il governo russo ha fin da subito dimostrato un eccezionale sostegno all’Expo”, ha dichiarato l’ambasciatore italiano a Mosca, Cesare Maria Ragaglini. La collaborazione tra i due paesi è stata sancita nei mesi scorsi da una serie di incontri e manifestazioni, culminati con le Giornate di Milano a Mosca: tre giorni durante i quali una delegazione guidata dal sindaco del capoluogo lombardo Giuliano Pisapia ha avviato diverse iniziative per rafforzare l'alleanza tra le due città e pro- muovere l'Expo. Durante il faccia a faccia con l'omologo moscovita Sergei Sobyanin sono stati siglati anche patti di cooperazione e accordi bilaterali fra istituti italiani e russi.

Secondo le stime, l’Expo attirerà in Italia oltre 20 milioni di visitatori, di cui circa 600mila provenienti dalla Federazione. Un flusso di arrivi che si tradurrà in interessanti profitti per l’indotto. E se i russi in Italia avranno modo di conoscere le meraviglie artistiche, culturali e paesaggistiche, gli italiani che faranno visita al padiglione russo potranno immergersi nella ricchezza delle tradizioni dell’Est: oltre ai prodotti tipici della cultura enogastronomica russa, dal tè al caviale, dalla vodka ai bliny, saranno presenti aziende e rappresentanze regionali, che organizzeranno convegni, seminari e tavole rotonde sul tema dell’alimentazione. Ma non solo: spazio anche alla letteratura, con alcuni appuntamenti dedicati agli scrittori. Particolare attenzione sarà dedicata all’approvvigionamento globale di cibo, alla sicurezza per i prodotti alimentari e all’introduzione alle diverse realtà etniche del paese. Temi molto sentiti, visto che la Russia è il più grande produttore di grano in Europa e uno dei maggiori paesi agricoli a livello mondiale.

Strettamente legato ai più moderni concetti di architettura green, il padiglione russo, ideato dagli architetti Sergei Tchoban, Alexei Ilin e Marina Kuznetskaya, è stato concepito con l’idea di dare continuità agli stili architettonici del passato, rivisti e sviluppati in chiave moderna.

Foto: ufficio stampa

“La storia dell’architettura russa e sovietica è indissolubilmente legata alla partecipazione del nostro paese alle esposizioni universali e alla realizzazione dei vari padiglioni - ha detto Sergei Kuznetsov, architetto capo di Mosca, commentando il progetto -. Sono molto orgoglioso che Expo 2015 non faccia eccezione. Per l’evento milanese è stato concepito un edificio multiuso, che riflette le principali tendenze dell’architettura moderna”.

La facciata in legno è completata da una grande terrazza dove i visitatori potranno concludere la propria visita al padiglione. “Gli autori del progetto hanno interpretato in modo essenziale ma significativo l’immagine che la Russia riflette sull’arena mondiale - ha aggiunto Kuznetsov -. La composizione dinamica, l’elegante facciata in legno, il piano terra realizzato con materiali trasparenti e il verde della terrazza, che dà ampio respiro alla struttura, rendono il padiglione russo un edificio spettacolare e d’effetto”.

L'intervista all'architetto

Quando si parla di lui, in Occidente, lo si considera naturalmente un architetto russo. Nella Federazione, invece, viene visto come un architetto occidentale. Su una cosa, però, sono d’accordo tutti: Sergei Tchoban è a tutti gli effetti uno tra i migliori professionisti di nazionalità russa. Ed è proprio lui, nato a Leningrado, ma cresciuto in Germania, l’autore del padiglione russo dell’Expo 2015, concepito insieme ai colleghi Aleksei Ilin e Marina Kuznetskaya.

Come è nato il progetto del padiglione russo che potremo ammirare nel territorio dell’Expo?

L’obiettivo era quello di trovare un’immagine chiara, che si rifacesse alle più moderne tendenze architettoniche. La combinazione di linee semplici, ma allo stesso tempo accattivanti, con una struttura in legno è stata l’idea principale del progetto.

A cosa vi siete ispirati?

Abbiamo preso come riferimento i tratti più tipici della nazionalità russa: la Federazione è un territorio aperto e sconfinato, fatto di grandi distese verdi e fitti boschi. Abbiamo quindi sintetizzato questi elementi, fondendoli in un progetto che riprendesse materiali naturali e richiamasse gli spazi aperti e ariosi del nostro paese.

Cosa potranno trovare i visitatori all’interno del padiglione russo?

Verrà messa in mostra la ricchezza dei nostri prodotti: si potranno scoprire i sapori del nostro Paese e i piatti tipici. Ma sarà anche possibile fare incontri e partecipare a manifestazioni di vario genere. Salendo sul tetto, poi, si potrà godere del panorama dell’Expo. Sarà insomma un luogo piacevole dove trascorrere del tempo.

Non è la prima volta che realizza progetti in Italia...

È vero, in passato ho partecipato alla progettazione del padiglione russo alla Biennale di architettura di Venezia. È un grande onore per me lavorare in Italia, in questo eccezionale mosaico fatto di cultura e bellezza.

L. B.

L'articolo è stato pubblicato nel numero cartaceo di Rbth dell'11 dicembre 2014

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