Una borsa per la vita

La modella Dasha Zarivnaya con una borsa di Ulyana Sergeenko durante la Paris Fashion Week del 2013 (Foto: Getty Images / Fotobank)

La modella Dasha Zarivnaya con una borsa di Ulyana Sergeenko durante la Paris Fashion Week del 2013 (Foto: Getty Images / Fotobank)

Su una cosa gli stilisti sono d’accordo: nel guardaroba di una donna, loro non possono mancare: almeno cinque o sei, di modelli, forme e colori diversi. Le signore russe, però, si chiedono: “Perché così tante? Due sono sufficienti!”

Secondo la mentalità della maggior parte della popolazione femminile russa (specialmente se appartenente alle generazioni più anziane), e ovviamente di quella della popolazione maschile, una borsa non è un accessorio di moda, né un’espressione ulteriore della propria personalità, ma soltanto un contenitore come un altro per trasportare le proprie cose e gli acquisti da una parte all’altra.

Antiche decorazioni russe

Un'antica borsa in pelle esposta al Museum Of History Reconstruction a Mosca (Foto: Valentin Cheredintsev/RIA Novosti)

Le più arcaiche borse trovate dagli archeologi nelle più antiche città russe come Novgorod, Pskov e Mosca risalgono al XV e al XVI secolo. Non si tratta semplicemente di borsellini per contenere le monete, ma di borse vere e proprie, con due compartimenti, patte con cerniera e varie decorazioni. Grazie ad anelli tagliati nelle parti superiori erano agganciate in vita o potevano essere messe a tracolla con l’aggiunta di una cintura. Ogni loro componente era creato con molteplici strati di pelle cuciti insieme con un filo dozzinale. Una delle borse più famose fu trovata sotto il ponte levatoio della Torre Kutafya nel Cremlino di Mosca. La ricercatrice Olga Kuzmina scrive nel suo saggio intitolato “Borse da legare in vita della fine del XV secolo e dell’inizio del XVI” che “questa borsa è formata da sette elementi complessi, decorati da perforazioni e applicazioni. Le borse dell’antica Novgorod si differenziano a stento da quelle moderne, specialmente se di stile etnico: per lo più sono arricchite da decorazioni con fibbie di rame e di bronzo, a forma di lucchetto, animale o pianta”.

Fino al XX secolo, in Russia le borse da donna erano considerate un piccolo accessorio raffinato, ed erano ricamate con oro, perline e pietre, e spesso avevano la forma stessa di un animale o di un frutto. Erano la passione civettuola delle signore dell’alta società. Le signore meno abbienti dell’impero portavano invece borse fatte di tessuti semplici e poco costosi, come il lino o la pelliccia. Tutti i reperti di borse che restano oggi sono decorati in modo elaborato, hanno ricami, applicazioni, perline e merletti. E tutto ciò significa che le appassionate russe di moda se ne intendevano di arte e artigianato e utilizzavano i mezzi più modesti a loro disposizione per creare manufatti di grande bellezza.

24 buchi per tutte le occasioni

Quando entrò in carica il governo sovietico, impose un minimalismo austero e proletario. La borsa fu trasformata in una borsa a rete (chiamata in russo “avoska”, dalla parola “avos” che significa “e se…”). Questa meraviglia del design sovietico era fatta da una rete spessa, solida, a comparti esagonali di vari colori. Era fabbricata negli stabilimenti della All-Soviet Blind Society: il modello classico era costituito da 14 file di 24 buchi ciascuno e poteva reggere pesi fino a 70 chilogrammi. Se necessario, poteva essere ripiegata in modo compatto e infilata semplicemente in borsetta o addirittura in tasca. La borsa a rete poteva rivelarsi molto utile in tempi di penuria, quando magari sul bancone di un macellaio compariva nella pausa pranzo la tanto ricercata salsiccia e si doveva essere pronti a portarla a casa. Da qui il nome di “avoska” che letteralmente stava a indicare: “E se riuscissi a comperare qualcosa?”.

Donne sulla Prospettiva Nevskij a San Pietroburgo (allora Leningrado) nel 1965 (Foto: Vsevolod Tarasevich\Ria Novosti)

In ogni caso, è giusto far presente che la borsa di pelle non è mai scomparsa dal guardaroba delle signore sovietiche. Una donna è una donna, dopo tutto. Ma a prescindere da quello che gli stilisti avrebbero voluto, le borse in epoca sovietica dovevano rispettare anch’esse le leggi dell’austerità, del funzionalismo, e avevano davvero poco in comune con i modelli di Hermés o di Louis Vuitton che conosciamo oggi. In pratica, la borsa sovietica serviva a contenere, e la sua capienza doveva essere quanto più grande possibile per conservare al proprio interno la trousse con i medicinali d’emergenza, il portafoglio, le chiavi, l’avoska, carta e penna, la trousse dei trucchi, i fazzoletti, un paio di panini in sacchetto, un mini kit da cucito, il passaporto e altri documenti, ma anche altre piccole cose, come un paio di tortini dolci fatti in casa da offrire ai colleghi e al rientro la sera una bottiglia di latte e una forma di pane.

"Dentro c’è tutta la mia vita!"

Oggi la tradizione di portarsi dietro tutto ciò che occorre per qualsiasi occasione sopravvive ancora. Di conseguenza, il modello di borsa più popolare è quello di dimensioni medie o grandi, di grande capienza. Le piccole borse a tracolla sono apprezzate soltanto da giovani spensierati che non si portano dietro ciò che occorre per una serata o per resistere a un attacco aereo, e le clutch in Russia sono decisamente rare. Questi bizzarri accessori sono indossati soltanto da signore estremamente raffinate o dalle giovani ragazze che vogliono essere alla moda nei locali più in. In pratica, in Russia non esiste la categoria di borsa funzionale. Il set ideale di borse per una signora russa, composto da una ventiquattrore professionale, una shopping bag, una borsa per passeggiare con le amiche e una clutch a mano per la sera, è facilmente sostituito da una borsa sola, di medie o grandi dimensioni e con i manici, che sia possibile portare anche a spalla e a tracolla (e preferibilmente abbia decorazioni vistose).

Un uomo con la "barsetka" (Foto: Ruslan Krivobok\Ria Novosti)

Evelina Khromchenko, esperta di moda ed ex caporedattore di “L'Officiel”, fornisce qualche consiglio nella sua rubrica "Azbuka Stilya" che tiene sul sito dressmenu.ru: “Le donne adorano portarsi dietro bauli enormi, contenenti un sacco di cose inutili. In realtà, occorre capire bene che cosa serve davvero per trascorrere una serata fuori. Alcune persone credono che le donne felici non abbiano bisogno di borse enormi”. Di recente, quando a una signora che ha rischiato di essere scippata da una coppia di malviventi in automobile è stato chiesto come sia riuscita a difenderla, ha detto: “Dentro c’è la mia intera vita! Ci sono tutti i miei documenti, i miei gioielli, due trousse piene di prodotti per il trucco, il mio iPod, il mio iPhone, due paia di occhiali e un sacco di altre cose. Senza tener conto che la borsa è di Dior!”.

Fino a tempi recenti, anche gli uomini erano appassionati di borse. In epoca sovietica ogni gentiluomo rispettabile portava una diplomatica, una ventiquattrore rigida di medie dimensioni, con un manico e due fibbie sulla parte frontale, nella quale poteva sistemare i propri documenti e una spazzola per i capelli, oltre a un paio di bottiglie del suo liquore preferito.

Negli anni Novanta, si è andata affermando la “barsetka”, una specie di borsello di pelle a più scompartimenti e di piccole dimensioni per trasportare documenti, soldi e chiavi. Quasi tutti ne possedevano uno e malgrado esistesse un unico modello, lo possedevano proprio tutti. Questo modello si adattava in modo particolare a chi indossava tute da jogging, sneaker e un cappellino in pelle. Oggi la maggior parte degli uomini più anziani o di mezza età preferisce borse meno vistose, come le piccole tracolle per il fine-settimana e le valigette professionali più ordinarie. Quanto ai giovani, indossano i tascapane o “tracolle da postino”, gli zainetti o le borse specifiche per i tablet.

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