La nostalgia del passato viaggia on line

Un sito internet raccoglie e mette in vendita antichi “tesori” risalenti al periodo sovietico
Uno degli oggetti presenti sul sito
(Fonte: www.sovietgifts.com)

Due soldati in miniatura. Rossi, uno è leggermente decolorato, dell'Unione Sovietica ai tempi degli anni Settanta. Tesori dall'Urss sul sito www.sovietgifts.com, uno di quelli che stanno infiammando il web con i memorabilia della storia con falce e martello. Sono tanti, a costi contenuti, con materiale altrimenti introvabile. Dagli opuscoli per turisti su Sochi oppure Yalta, la città della Crimea che nel 1945 ospitò il vertice a tre tra Winston Churchill, Franklin Roosvelt e Iosip Stalin che ridefiniva le sfere d'influenza nel mondo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Sino ai francobolli che riproducono le immagini degli eroi dell'Unione Sovietica, che commemorano la giornata dei Cosmonauti, nel 1965, o parti di mezzi blindati. Oppure la babushka, che finisce ora sulle borse dal gusto retrò. E le immagini delle immortali Lada, un altro pezzo storico dell'Urss. Il fiore all'occhiello dell'industria automobilistica sovietica, icona che ispirato auto italiane ed europee. In cui c'era tanta Italia: nel 1966 la costruzione degli stabilimenti venne affidata alla Fiat da cui vennero comprate anche le licenze della 124, modello a cui la Lada si ispira.

Cinque motivi per ringraziare l'Urss

Da allora fu un successo: l'automobile del popolo, resistente e a buon mercato, conquistò i russi tanto che moltissime Lada circolano ancora per le strade di Mosca, soprattutto grazie all'amore degli appassionati. Persone come Vasily Babashkin e i suoi amici che si divertono a rimettere in sesto le vecchie Lada, con una certa deriva nostalgica. "Questa è dell'era sovietica – diceva Babashkin due anni fa, quando fu cessata la produzione delle Lada -, il tempo in cui eravamo sempre primi, il tempo dei nostri nonni, che deve essere ricordato".

Tutto a disposizione, da Oriente a Occidente, con un clic. E con un'infinita sequenza di prodotti messi in bella vista su Facebook e Twitter. E sulla piattaforma virtuale è finito anche il portale savok.name che prende il nome da una parolaccia in lingua sovietica ed è sottotitolato con la frase: “La nostra patria”. Tra i pezzi offerti al pubblico, spille, bilancini, rullini fotografici colorati, stivali, cassette per il pronto intervento sanitario. Fumetti, calcolatrici, libri, 45 giri in vinile Melodya, attrezzi, armi. Il desiderio vorace di un passato forse idealizzato. Anche se circa il 50% dei russi vorrebbe tornare a quei tempi. 

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