La paura del nucleare

Il 64% dei russi crede che un conflitto nucleare potrebbe scoppiare da un momento all'altro (Credit: Getty Images\Fotobank)

Il 64% dei russi crede che un conflitto nucleare potrebbe scoppiare da un momento all'altro (Credit: Getty Images\Fotobank)

La maggioranza dei russi crede che nel mondo potrebbe scoppiare una guerra atomica. Le cause? Lo stato di tensione internazionale e la situazione in Ucraina

Secondo i dati raccolti a fine giugno dal FOM, la Fondazione per l'Opinione Pubblica, il 64% dei russi crede nella possibilità che nel mondo possa avere inizio “un conflitto militare con armi nucleari”. A non credere in tale minaccia è il 20% (il 17% non ha dato una risposta precisa). Tra l’altro, il 53% degli intervistati è sicuro che oggi il pericolo di una guerra nucleare è maggiore “rispetto a 15-20 anni fa”, il 26% sostiene che la minaccia sia stata sempre costante, e solo il 17% che essa sia diminuita (il 14% non ha saputo rispondere). Il Direttore dell’Istituto di Studi Politici Grigory Dobromelov ha spiegato che la paura generale della Russia per una guerra nuclerare è dovuta all’interpretazione fornita dai media circa la situazione politica.

“La gente è confusa non solo in Russia, ma in tutto il mondo”, secondo Vladimir Komoedov, comunista e presidente della Commissione Difesa della Duma. “Il nervosismo e la scarsa comprensione sono diffusi ovunque. Il cammino per la pace sulla terra è ancora lungo”. Stando ai dati del FOM, il 52% dei cittadini pensa che “la minaccia di armi nucleari” provenga dagli USA, il 12% che provenga dalla Corea del Nord e il 9% dal Pakistan. “Di solito ci si aspetta che a scatenare una guerra nucleare siano quei paesi che più spesso di altri esibiscono i loro muscoli”, ha spiegato l’analista del FOM Grigory Kertman. Per il 77% degli intervistati, al primo posto tra i paesi con cui la Russia non intrattiene buoni rapporti ci sono gli Stati Uniti, per il 66% l’Ucraina e per il 19% la Gran Bretagna.

Dobromelov ha fatto notare che “ad alimentare l’isteria” è anche la situazione ucraina. Inoltre, “15-20 anni fa Russia, Stati Uniti ed Europa erano più in sintonia”, ha aggiunto Grigory Kertman. L’esperto in materia di non proliferazione delle armi nucleari del Centro Carnegie di Mosca, Petr Topychkanov, ritiene che le paure dei cittadini siano “giustificate”: “Russia e Stati Uniti sono in conflitto e i cittadini si rendono conto che non si è sviluppato il mondo profilatosi agli inizi degli anni Novanta: le armi nucleari non si sono rivelate strumenti che non verranno mai utilizzati”.

I sociologi hanno ricordato agli intervistati che il “club nucleare” originale era composto solo da URSS, USA, Francia, Gran Bretagna e Cina, e che solo dopo si sono uniti Pakistan, India e Corea del Nord. La maggioranza dei cittadini, secondo i dati del FOM, teme l’espansione del “club nucleare”. Grigory Dobromelov ha spiegato ciò col fatto che le armi nucleari sono in possesso di paesi non completamente al servizio della pace mondiale, e quindi i cittadini hanno iniziato a sentirsi meno sicuri. Petr Topychkanov vede anche del positivo nella paura di una guerra nucleare: “I politici potrebbero portare avanti il dialogo sulla riduzione degli armamenti nucleari, perché questo è il volere della popolazione”. Come ha messo in evidenza il FOM, il 76% è convinto che bisogna lottare per il disarmo nucleare, mentre il 14% è contro. Solo il 19% crede che sia possibile un’eliminazione totale delle armi nucleari nei prossimi decenni.

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