Il Li-Fi russo piace agli stranieri

La compagnia russa Stins Coman ha annunciato la creazione di una rete wireless di tipo innovativo che trasferisce informazioni alle apparecchiature elettroniche attraverso la luce (Foto: shutterstock)

La compagnia russa Stins Coman ha annunciato la creazione di una rete wireless di tipo innovativo che trasferisce informazioni alle apparecchiature elettroniche attraverso la luce (Foto: shutterstock)

La compagnia russa Stins Coman sta vendendo il proprio sistema Li-Fi - una tecnologia che consente di trasmettere dati attraverso la luce e permette di connettersi a internet grazie a dei diodi luminosi - negli Usa, in Israele, in Cina e in altri Paesi. Riuscirà il Li-Fi ad affermarsi come modalità rapida ed affidabile per il trasferimento di dati?

Lo scorso aprile la compagnia russa Stins Coman ha annunciato la creazione di BeamCaster: una rete wireless di tipo innovativo che trasferisce informazioni alle apparecchiature elettroniche attraverso la luce. Componente centrale del sistema è un router che, grazie a un fascio di luce, riesce a trasmettere il proprio segnale sino a una distanza massima di sette-otto metri, indirizzandolo contemporaneamente verso otto ricevitori dislocati in punti diversi di un ufficio e garantendo una velocità di accesso quattro volte superiore a quella del Wi-Fi tradizionale.

Stando ai suoi ideatori, BeamCaster offre diversi vantaggi, come ad esempio una configurazione rapida e mobile. “Basta installare il trasmettitore sul soffitto e configurarlo con i moduli di ricezione collegati ai computer per ottenere in poche ore una rete funzionante ma anche facile da smontare”, dichiara Dariush Zaents, direttore della sede russa di RiT Technologies, la suddivisione di Stins Coman che ha messo a punto questa tecnologia ottica.

BeamCaster è anche molto veloce: attualmente il suo modulo luminoso può infatti trasferire dati verso ciascuna postazione a una velocità di 1,25 gigabyte al secondo - ma presto raggiungerà i 5 GB al secondo, e sarà quindi significativamente più veloce del segnale radio impiegato dal Wi-Fi. “Una rete Wi-Fi può raggiungere al massimo una velocità di 300 MB al secondo (standard 802.11n). Parliamo di velocità complessiva del canale”, spiega Zaents, “non dei singoli utenti che a questo si collegano”.

Secondo i suoi ideatori, la connessione offerta da BeamCaster è molto più sicura ed ecosostenibile rispetto al Wi-Fi. “Com’è noto, intercettare un segnale Wi-Fi è molto facile”, aggiunge Zaents. “Il segnale radio attraversa le pareti e può essere facilmente agganciato dagli hacker. Poiché trasferisce dati attraverso un fascio di luce, il nostro apparecchio è invece impossibile da intercettare”. E mentre il segnale radio usato dal Wi-Fi può interferire con altri congegni elettronici, come ad esempio alcune apparecchiature mediche, il BeamCaster non presenta tale rischio - né risente, viceversa, della vicinanza di campi elettromagnetici esterni.

Un fascio di luce

Il sistema BeamCaster comprende un trasmettitore centrale e otto ricevitori, e viene attualmente venduto per diverse migliaia di dollari. Un prezzo non irrisorio, che spiega come mai è stato acquistato soprattutto per essere installato negli uffici di grandi aziende, come Arris USA (per le applicazioni video), Cortina USA (per la manutenzione del centro ingegneristico), Bynet Israel (per il call center) e Soarsky China (che ne ha acquistati sei sistemi). Tuttavia, stando ai suoi ideatori BeamCaster sarà presto messo in vendita nei negozi ad un prezzo medio inferiore ai cento dollari - il che dovrebbe favorire la sua diffusione su nuovi mercati. Eppure gli esperti si dicono scettici riguardo al futuro di questa iniziativa. “Il congegno presenta diversi svantaggi, come la difficoltà di posizionare i suoi ricevitori e il costo relativamente alto dell’allestimento di un network. Inoltre, per chi lavora con apparecchi mobili non è pratico. Credo che il mercato potenziale di BeamCaster sia pari a circa il cinque percento di quello attualmente occupato dal Wi-Fi”, afferma Vadim Sukhomlinov, direttore del settore Sviluppo strategie aziendali di Intel in Russia.

“Ciò detto, la soluzione in sé è davvero promettente ed interessante, e per le grandi aziende potrebbe rappresentare una buona alternativa al Wi-Fi”, aggiunge Sukhmolinov. “Inoltre, consente una velocità di connessione molto alta verso gli apparecchi fissi, e una trasmissione dati ben più protetta rispetto al segnale via radio o via cavo”.

Gli scienziati sanno da tempo che le onde luminose possono essere impiegate per trasferire informazioni di diverso tipo. Il primo a lanciare il Li-Fi è stato Harald Haas, professore presso l’Università di Edimburgo, che tre anni fa presentò con successo il prototipo di un apparecchio capace di trasferire informazioni grazie a un Led, e creò una compagnia per la vendita di soluzioni Li-Fi. Il Li-Fi sfrutta la luce per creare un codice digitale binario, mentre il Wi-Fi trasmette dati attraverso le onde radio.

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