L'export della conoscenza

Dal commercio al turismo. Le iniziative per far conoscere il patrimonio artistico. I progetti comuni per lo sviluppo
 
 L’infiorata di Noto (Foto: ufficio stampa)

Affrontare le sfide. Elaborare soluzioni partecipate e condivise. Costruire nuove prospettive. Per ripensare e rafforzare le relazioni tra Italia e Russia. A partire dal commercio. Per arrivare al turismo, passando per la cooperazione tecnologica e la gestione dei grandi centri urbani. Senza dimenticare la scienza, la cultura, l’arte. E mentre nel discorso pubblico tiene banco la questione Ucraina e la discussione sul futuro della politica energetica mondiale, la rete capillare attraverso cui si strutturano i rap- porti tra Roma e Mosca continua a svilupparsi. Dalle giornate che sono in corso a Milano - dedicate ai rapporti commerciali tra le due nazioni - fino ai nuovi scambi culturali. E i luoghi della cooperazione diventa- no sempre più dei micro-laboratori. In cui si cerca di fabbricare un futuro condiviso.

Partiamo dall’arte. E da Venezia. Proprio nella laguna delle meraviglie, lo scorso 19 giugno, è stato costituito il Comitato Ermitage, la cui ragione sociale è quella di aprire una sorta di filiale del celebre museo di San Pietroburgo. Non solo mostre ed esposizione dei capolavori dell’arte russa. Ma anche studi, ricerche scientifiche, progetti comuni. E le prime iniziative del nuovo centro sono tutte dedicate, appunto, all’implementazione della conoscenza: sei borse di studio saranno assegnate a sei progetti che mettano al centro i rapporti storico-artistici tra l’Italia e la Federazione. Poi una serie di cataloghi, editi in entrambe le lingue, sul patrimonio culturale presente nei due Paesi. Il primo, in autunno, sarà dedicato alla scultura italiana, da Bernini a Canova.

E tutto sarà anticipato da un convegno, il prossimo 16 luglio, in cui ci si confronterà sui “Musei Universali”. Inoltre, proprio il Comitato Ermitage si farà promotore di alcune delle mostre più attese dei prossimi mesi. E qui il calendario è denso.

Tra passato e futuro. Da Glasstress 2015 Gotika, ancora aVenezia, un evento in grado di far dialogare le collezioni storiche dell’Ermitage con le opere dei nuovi artisti della scena contemporanea, fino alla mostra sulla pittura francese dal Seicento all’Ottocento che si terrà a Torino, Palazzo Madama. E, mentre il Centro di Cultura russa a Roma continua le sue attività quasi quotidiane, è in cantiere un’esposizione a San Pietroburgo dedicata al design automobilistico italiano.

Passiamo all’economia. E in particolare alle relazioni commerciali. Qui l’obiettivo è dotare di maggiore stabilità un settore che risulta essenziale per entrambi i Paesi. L’Italia, infatti, è il terzo partner commerciale della Federazione. E se nel 2011 lo scambio era arrivato a toccare i 27 miliardi di euro, nello scorso anno si è registrata una vera e propria impennata: +8,2% l’export e +9,5% l’import, per un valore totale di quasi 31 miliardi. E tra le prime venti province italiane, il primo posto è conquistato da Milano con 1,2 miliardi. Un primato in cui pesano i prodotti del manifatturiero. Si capisce, quindi, come proprio il capoluogo lombardo ospiti le Giornate dedicate ai rapporti con Mosca.

E i rapporti commerciali tra le due nazioni fanno parte di una storia che parte da lontano, nel pieno della Guerra Fredda. Cinquant’anni fa, nel 1964, quando fu creata la prima Camera di Commercio italo-russa, la Ccir. Che oggi conta più di 350 soci: 150 dalla Federazione e quasi duecento imprese italiane. “I festeggiamenti per i 50 anni della Ccir prevedono anche alcune iniziative di carattere culturale e religioso”, dice il presidente Rosario Alessandrello. Tra quelle più suggestive, l’incontro avvenuto pochi giorni fa tra il Coro della Cappella Sisitina e quello del Patriarcato di Mosca.

Tornando ai dati: “Nel 2013 sono state 500 le imprese italiane che hanno fatto almeno un fattura sul mercato russo, di queste oltre 200 fanno parte della Ccir. Più di 70 le imprese italiane che hanno centri di produzione in Russia e che lavorano non solo per il mercato russo ma per tutto il mercato della Comunità degli Stati indipendenti”, continua Alessandrello. Che aggiunge: “Nel 2013 l’interscambio tra i due Paesi ha raggiunto i livelli massimi, e presenta grandi prospettive di sviluppo anche per il futuro”. Tutto questo nonostante il rallentamento dell’economia russa, cresciuta al di sotto delle aspettative.

L’esportazione di prodotti italiani verso la Federazione è infatti “aumentata del 17 per cento. Molto di più rispetto a Germania e Francia (più 0,2), segno che i prodotti italiani sono perfettamente complementari nel mercato russo”.

Nel dettaglio: oltre il 40 per cento delle esportazioni italiane “riguarda macchinari e sistemi di automazione innovati, poi l’arredo casa, l’abbigliamento, l’agroalimentare, che tutti insieme rappresentano oltre il 30 per cento dell’export verso la terra degli Zar”.

E la collaborazione si diffonde anche allo scambio di esperienze amministrative. Il 26 maggio, infatti, è entrato in vigore un trattato triennale tra Roma e Mosca.Tra gli obiettivi, quello di condividere il lavoro fatto in materia di protezione sociale, assistenza alle persone anziane e disabili e nella fornitura di occupazione e riqualificazione dei disoccupati. Sono previsti scambi nei settori della cultura, dello sport, dell’educazione e del turismo di gruppo, individuale e religioso.

“Per estensione, Roma è una delle città più vaste d’Europa come lo è Mosca. E come tutte le grandi aree, racchiude problemi di gestione del territorio, di infrastrutture, di trasporto pubblico e altre criticità", dice il sindaco della Capitale, Ignazio Marino, che ha fortemente voluto la firma dell’accordo. Ancora: "Dal confronto possono arrivare le migliori risposte ai problemi che affliggono le grandi città. In questi mesi ho incontrato moltissimi sindaci ed ero onorato di riceve- re il mio collega, sindaco di Mosca, Sergei Sobjanin. Sicuramente ho appreso da lui molte cose interessanti su alcuni dei temi che sono più a cuore ai miei concittadini: trasporti, sistema di smaltimento dei rifiuti, offerta culturale”.

L'articolo è stato pubblicato sul numero cartaceo del 29 maggio 2014

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