Il sottosuolo dei riti pagani

Una donna balla durante una sessione del medico-psicoterapeuta Anatoly Kashpirovsky (Foto: Igor Kostin / Ria Novosti)

Una donna balla durante una sessione del medico-psicoterapeuta Anatoly Kashpirovsky (Foto: Igor Kostin / Ria Novosti)

Dai "Comunismi del Cosmo" alla "Chiesa del Sole". Nella Federazione appaiono sempre più sette religiose. Che basano la loro fortuna sul carisma del leader e sulla suggestionabilità dei possibili adpeti

Le sette russe si fondano, come nel resto del mondo, su credenze pagane. E promettono una completa guarigione dell'organismo, potere e vita eterna. In ognuna c'è un leader forte che con il suo carisma e le sue idee riesce ad attirare nuovi adepti. La polizia presta attenzione al fenomeno solo quando i membri di una setta vendono i propri beni per potervi far parte o quando si verificano episodi di morti tragiche che hanno a che fare con questo tipo di organizzazioni.

Preghiere sottoterra

All'inizio di aprile gli ufficiali giudiziari della Repubblica del Tatarstan hanno sgomberato, nella città di Kazanuna casa in cui risiedevano 15 persone, ultimi membri di una setta religiosa conosciuta come “Fajzrachmanismo”. Questa setta deve il suo nome al santone che l'ha fondata, Fajzrachman Sattarov, che ora ha più di ottant'anni ma già 40 anni fa era il vice muftì dell’Amministrazione spirituale dei musulmani del Tatarstan. Un giorno Sattarov, dopo essere sceso da un bus, ha visto una scintilla e ha deciso che si trattava della luce di Allah. Ha cominciato a farsi chiamare profeta e ha raccolto un centinaio di seguaci, dichiarando il piccolo appezzamento di terreno dove era sita la sua dacia uno stato indipendente, e ha chiuso ogni tipo di rapporto con il mondo esterno. Quando dopo due decenni le autorità sono riuscite a trovare un pretesto per entrare in quel terreno, hanno scoperto, sotto le fondamenta della casa, una città sotterranea di otto livelli dove, in minuscole celle umide, vivevano settanta persone che non erano mai andate in vita loro da un medico, né avevano mai preso farmaci, i cui figli non venivano mandati a scuola; tra costoro si trovavano anche delle ragazzine minorenni incinte.

L'idea della clausura, della fuga dal mondo, ha sempre trovato i suoi estimatori. Nell'autunno del 2007, nella regione di Penza, sono stati scoperti 35 seguaci della dottrina del costruttore Petr Kuznecov che si faceva chiamare “ l'arcimonaco Maksim” o “il miserabile Petr”. Gli adepti aspettavano la fine del mondo e minacciavano di farsi esplodere se avessero provato a liberarli con la forza. A distanza di sei mesi, dopo la morte di due donne del gruppo, gli eremiti sono usciti dal rifugio di loro spontanea volontà. Kuznecov aveva deciso di non rimanere sottoterra. La sua dottrina si basava anche sul rifiuto degli oggetti prodotti dalla civiltà e l'idea di fondare una setta gli era venuta dopo il divorzio dalla moglie che non riusciva ad accettare che il marito dormisse in una bara e predicasse precetti di dubbio valore. Dopo la scomparsa degli eremiti, la polizia ha rinchiuso in prigione Kuznecov e il giudice lo ha fatto internare in un ospedale psichiatrico.

“Qualunque setta ha inizio con un leader che crea attorno a sé un'organizzazione a sua immagine e somiglianza. C'è un’unica caratteristica che accomuna i guru di tutte le sette, vale a dire la sete di potere e il narcisismo” spiega Aleksandr Dvorkin, studioso di sette e direttore del Centro di studi sulle religioni intitolato alla memoria di Irinej Lionskij. Nella rete delle sette finiscono persone suggestionabili, spiega Dvorkin, sottolineando però che di persone non influenzabili ne esistono davvero poche e che quando ci si trova in un periodo di stress, è più facile finire sotto il loro controllo.

Una seconda condizione che accomuna le persone irretite dalle sette è il potere di fascinazione che queste organizzazioni esercitano su di loro  “Non si riceve un invito ufficiale a entrare in una setta, ma si viene inviati a un corso di lingua inglese gratuito, a una visita diagnostica da un medico generico, oppure a una festa, a corsi di cucina ayurvedica, a lezioni di ballo, o ancora a un circolo di yoga o di lotta; si riceve una proposta di lavoro con un'interessante offerta remunerativa, oppure un invito a partecipare a un corso per migliorare la propria personalità o a conferenze sull’importanza delle filosofie antiche. Questi sono solo alcuni dei possibili approcci perché la realtà è molto più variegata e complessa: dietro ognuna di simili proposte può nascondersi una setta” ci racconta Dvorkin.

Guaritori e profeti

In Russia le sette sono sempre esistite, ma hanno cominciato a diffondersi con l'arrivo del cristianesimo. In epoca sovietica il potere autoritario ha tenuto a freno il proliferare di sette totalitarie, coadiuvato dal progresso scientifico e dall’evoluzione della psicologia che ha spiegato come si possa manipolare la coscienza delle persone. Il Centro di studi sulle religioni di Dvorkin suddivide le sette in alcune tipologie. La maggior parte di esse riflettono principi universalmente riconosciuti da religioni tradizionali mondiali quali buddhismo, induismo, protestantesimo e cristianesimo. Per esempio, la setta del dio Kuz che si riunisce vicino alle cattedrali ortodosse, aiuta i priori ad organizzare mostre fuori sede e offre ai parrocchiani la possibilità di commissionare a pagamento preghiere speciali per risolvere problemi di alloggio, ottenere aiuto nel caso di processi o pronte guarigioni da sindromi quali la dipendenza da internet. Andrej Popov, un sacerdote quasi cieco di circa trentasette anni, ha raccolto i suoi adepti, facendosi portavoce del dio Kuz e designando i suoi nemici con gli appellativi di demoni, “verdure” e “cetrioli”. I suoi seguaci si sottopongono a punizioni fisiche e psichiche.

Largamente rappresentato è anche il gruppo delle sette post-sovietiche che hanno nomi tra i più eterogenei: “I comunisti del cosmo” “Ashram Shambala” “La chiesa del Sole”, “Setta di Beloded”, “Inglinghi” “Per la teocrazia”. Una delle pseudoreligioni più diffuse è il centro “Anastasija”. I suoi seguaci traggono ispirazione dall’ omonimo libro dello scrittore Vladimir Puzakov nel quale una donna, di nome Anastasija, che è la depositaria di saperi segreti legati alla natura, trasmette agli adepti la sua sapienza. Gli adepti arruolano con la forza i nuovi seguaci, difendendo furiosamente i dogmi, tra i quali alcuni, come, per esempio, le regole per curare le malattie da verdure, appaiono davvero bizzarri. Inoltre, i membri del centro proclamano il libero amore e incitano le ragazze ad avere rapporti con uomini sposati. Si è diffusa la notizia di orge avvenute all'interno della setta “Ashram Shambala”, sorta in Siberia. Il suo guru, Konstantin Rudnev, è stato condannato nel 2013 a undici anni di carcere duro per traffico di stupefacenti e appropriazione indebita di beni (i suoi adepti gli consegnavano il denaro ottenuto dalla vendita delle proprie case).

Di grande popolarità godono in Russia anche innumerevoli guaritori. Negli anni '90 è stata la volta  di due ultrafamosi guaritori e ipnotizzatori come Alan Chumak e Anatolij Kashpirovskij, che si esibivano in televisione, elettrificando l’acqua taumaturgica che sistemavano davanti allo schermo. Nel XXI secolo la tradizione è continuata con Grigorij Grabovoj che aveva promesso alle donne della città osseta di Beslan di resuscitare i loro figli, periti durante l’assedio della scuola da parte dei ribelli. Nel 2008 Grabovoj è stato condannato per truffa a 11 anni di reclusione. Alle dottrine di una setta possono essere avvicinati anche gli insegnamenti di Mirzakirim Norbekov, che insegna ai russi speciali esercizi per allenare il corpo e lo spirito e, parallelamente, come condizionare con il pensiero l’organismo e predire il futuro. Gli esperti ritengono che la maggior parte delle sette totalitarie non sopravvivano alla scomparsa dei loro leader. “Le sette che riescono a sopravvivere la generazione successiva sono una minoranza. Conosco solo due sette che esistono da parecchie generazioni: i mormoni e i Testimoni di Geova” aggiunge Dvorkin. 

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