Il bio fa tendenza. Anche in Russia

I russi iniziano a nutrire maggiore interesse verso i prodotti biologici (Foto: Anna Cherenko)

I russi iniziano a nutrire maggiore interesse verso i prodotti biologici (Foto: Anna Cherenko)

Dalla "personificazione" dei prodotti alla ricerca di una maggiore qualità. Ecco il trend che farà la fortuna dei coltivatori diretti

La moda dei prodotti naturali è uno dei trend della società contemporanea russa. I prodotti che riportano l’etichetta “ecologico”, “biologico”, “della fattoria” sono maggiormente richiesti dai russi rispetto ai prodotti della grande distribuzione. Uno dei ruoli centrali per il consumatore lo gioca la “personificazione” dei produttori dei prodotti naturali: l’immagine cioè del contadino che con le proprie mani coltiva la terra viene percepita dal consumatore come garanzia di alta qualità e sicurezza del prodotto.

Dove trovare il coltivatore diretto

Nel mercato centrale di Kostroma – una delle regioni centrali russe che dà un grosso contributo alla produzione eco e bio – si vendono molti prodotti freschi. Qui la maggior parte dei venditori – i cosiddetti “privati” - sono proprietari di piccole imprese che producono una certa quantità di prodotti con mezzi propri. Tatyana è un’imprenditrice privata, ma dice di non potersi definire una coltivatrice diretta. "Io un’ imprenditrice agricola? L’imprenditore agricolo possiede un’intera azienda, io invece possiedo solo 2 mucche di proprietà. Nel mio lavoro mi aiuta mio marito, preparo per conto mio la ricotta, il burro, il formaggio. Tutto come se lo facessi per me stessa, senza additivi, anche per questo piace alle persone. In 10 anni molti sono diventati clienti abituali: sono informati, aspettano, fanno domande. Invece se avete bisogno di un imprenditore agricolo allora andate a Shung: lì c’è un’autentica azienda agricola", spiega la donna.

L’agricoltura bio è di tendenza

Il villaggio di Shung si trova vicino a Kostroma. Proprio qui si trova una delle aziende più famose della regione, la SPK "Agrokostroma". Fondata nel periodo della riforma agraria degli anni ’90 da Aleksandr Lazutinym, sin dall’inizio ha rappresentato l’azienda agricola contadina con il nome simbolico di "Mechta" (sogno, ndt). "Di formazione sono agronomo ma nella vita faccio il contadino. Quando nel periodo sovietico ho fondato l’azienda 'Mechta' l’ho fatto letteralmente dal nulla. Senza crediti, ho fatto affidamento solo sulle mie forze e risorse personali. In 20 anni siamo passati da essere una piccola impresa privata ad essere un’azienda leader della regione - racconta Lazutin -. Inoltre la modernizzazione, che ha interessato l’azienda in questi ultimi anni, ci ha permesso di diventare competitivi".

Lo sviluppo graduale di “Mechta” ha permesso di allargare la sfera produttiva, così nel 2004 è nata l’azienda di allevamento ZAO “Shunga”, nel 2005 “Kostromckoy Kartofel”. Nel 2007 viene fondata la filiera cooperativa agricola "АgroKostroma", della quale sono entrate a far parte ancora due aziende. "Adesso dal momento che c'è un sistema unitario lo sviluppo è possibile. Nelle mie aziende ho creato un sistema di lavoro universale con il quale si può e si deve proseguire.

Il bio alla conquista della Russia?

Purtroppo la mancanza di infrastrutture e l’insufficienza di operai specializzati non hanno permesso di fare tutto al ritmo sperato. Ma cambiare la situazione in meglio è possibile; noi abbiamo sistemato con le nostre forze le strade vicine. In azienda lavorano veterinari e agronomi, laureati dell’Accademia agricola di Kostroma e attiriamo operai da varie regioni. Per le famiglie provenienti dalla Kirghisia e dalla Moldavia abbiamo costruito direttamente qui sul territorio delle case con appartamenti privati", dice il contadino.

Questo lavoro di cooperazione è vantaggioso per tutti i partecipanti alla cooperativa. "Sono sempre stato e rimango attivo nel sociale. Ci tengo molto a spiegare ai piccoli produttori la convenienza a prendere parte a questa cooperativa. La questione dello sviluppo della cooperazione in agricoltura era già stata affrontata nel periodo sovietico ma le possibilità per lo sviluppo in questo senso allora non c’erano. Oggi il mercato detta le regole quindi la costituzione di cooperative aiuta a proteggere gli interessi dei piccoli agricoltori – spiega Lazutin -. Purtroppo gli imprenditori ad oggi sono diffidenti: questo è il problema maggiore nel settore".

Vero ecologico

Tuttavia la definizione di un prodotto biologico o ecologico in Russia è molto relativa a causa della mancanza di standard generali. In base alle parole del rappresentante del Dipartimento dell’agricoltura del complesso della regione di Kostroma, non ci sono regole comuni statali per l’utilizzo di fertilizzanti. Non esiste neanche una precisa normativa relativa alla definizione del prodotto come “ecologico al cento per cento” o “biologico”. Ecco perché la fiducia del consumatore verso il prodotto della fattoria oggi dipende direttamente dalla percezione che si ha dello stesso produttore. L’approccio personale al processo ha per il consumatore molto più valore della confezione del prodotto o della marca conosciuta. "Quando negli anni ‘80 ho proposto di fondare una cooperativa agricola mi hanno dato del filosofo o del sognatore. E effettivamente questo era il mio sogno. Ho passato vari anni per istanze accumulando una serie di rifiuti ma alla fine ce l’ho fatta, hanno registrato l’azienda e mi hanno dato la terra. Oggi nell’azienda lavora tutta la mia famiglia: mia moglie, mia figlia e mio figlio. Siamo tutti agricoltori, i moderni imprenditori russi, che lavorano nell’agricoltura. È un'impresa di famiglia che noi abbiamo scelto e che faremo crescere insieme", ha concluso l’agricoltore.

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