La verità sulle manovre militari di confine

Le esercitazioni proseguiranno fino alla fine di marzo 2014 (Foto: mil.ru)

Le esercitazioni proseguiranno fino alla fine di marzo 2014 (Foto: mil.ru)

Le esercitazioni tattiche dell’esercito russo sono state seguite con inquietudine da Kiev. Ma Mosca conferma il carattere di semplice addestramento della missione

Le esercitazioni tattiche condotte di recente dall’esercito russo nelle regioni di Rostov, Belgorod e Kursk (ovvero sul territorio russo) sono state seguite con estremo interesse dalle popolazioni delle zone vicine. Le manovre sono state vissute con particolare inquietudine da Kiev. L’ammiraglio Igor Tenyukh, ministro pro tempore della Difesa ucraino, aveva persino sospettato che Mosca stesse preparando un’offensiva. Stando all’ammiraglio Tenyukh queste esercitazioni avrebbero coinvolto 220.000 uomini, 1.800 carri armati e più di quattrocento elicotteri. Tuttavia, i dati da lui forniti non corrispondono affatto a realtà.

Stando a fonti ufficiali, quando un mese fa il Presidente Vladimir Putin ha posto in stato di allerta per un’esercitazione a sorpresa le forze dei distretti militari occidentale e centrale (compresa la Flotta baltica e la Flotta del nord, unità aerotrasportate, militari e spaziali, aviazione da combattimento e da trasporto militare), ha mobilitato centocinquantamila uomini, 870 carri armati, novanta aerei, centoventi elicotteri e millecinquecento mezzi di tecnologia militare (navi, armi d’artiglieria, unità e veicoli corazzati). L’ammiraglio Tenyukh non poteva non sapere che il sette marzo, quattro giorni prima del suo intervento alla Verkhovnaya Rada, tutte le unità che avevano partecipato a queste esercitazioni erano già tornate alle rispettive basi, e che il dipartimento militare russo aveva diffuso un annuncio ufficiale al riguardo. Forse è questa la ragione che ha costretto il viceministro della Difesa Anatoliy Antonov ad annunciare che “il dipartimento militare ucraino è certamente al corrente del fatto che i distretti militari meridionale e occidentale della Russia non dispongono, nell’insieme, del numero di carri armati ed elicotteri da combattimento indicato da Teryukh”. Il numero di uomini “dispiegati nella zona di confine con l’Ucraina” era probabilmente basato su calcoli che comprendevano anche le famiglie dei militari”.

Ai militari ucraini è stata offerta la possibilità di sorvolare a bordo di un velivolo da ricognizione qualsiasi zona ritenessero opportuno, così da accertarsi personalmente della natura delle esercitazioni e rendersi conto che la Russia non ha alcuna intenzione di far confluire nella zona un numero cospicuo di forze e mezzi per invadere le regioni di Kharkov, Lugansk e Donetsk. I militari ucraini avrebbero potuto accertarsi di persona del proprio errore e constatare di essersi sbagliati riguardo alle reali intenzioni di Mosca. Intanto le esercitazioni condotte dall’esercito russo non si limitano solo alle regioni di Rostov, Belgorod, Tambov e Kursk. Ad esempio le unità aerotrasportate russe, forti di oltre trecentocinquanta uomini e quattro piattaforme tecnologiche, si sono lanciate con il paracadute e per la prima volta nella loro storia nella Zapolyare (dislocata nella regione sub-polare) e sulle Novosibirskiye Ostrova (Nuove isole siberiane), a temperature di trenta gradi sotto lo zero. Un’impresa che nessun esercito al mondo aveva mai compiuto.

Un altro distaccamento di truppe aerotrasportate ha completato un lancio nella regione di Ulyanovsk e poi un altro in quella di Rostov. Le unità più vicine al confine con l’Ucraina hanno successivamente raccolto i paracaduti per imbarcarsi su un aereo II-76MD ed effettuare a distanza di poche ore un nuovo lancio nella regione di Yaroslavl. Contemporaneamente, i piloti del distretto militare centrale portavano a termine delle missioni di bombardamento sui monti Chebarkul, nei pressi della cittadina di Chelyabinsk. Esperti di artiglieria e razzi provenienti da tutti i distretti militari hanno preso parte alle esercitazioni, aprendo il fuoco da postazioni al chiuso situate all’interno di dieci campi di tiro del distretto militare meridionale.

Le armi impiegate comprendevano lanciarazzi multipli Grad-M, Tornado, Uragan e Smerch, obici da 152-mm Msta-S, cannoni anticarro da 100-mm Rapira e mortai semoventi Nona. Le esercitazioni sono state condotte perlopiù nottetempo.

Il maggior generale Mikhail Mikhailovskiy, che dirige le unità di artiglieria terrestre, ha annunciato che i suoi uomini stanno conducendo più di cinquanta esercitazioni tattiche e venti sessioni di addestramento relative all’impiego e al maneggio delle armi. Stando all’esercito, lo scopo principale di queste esercitazioni è quello di verificare l’interazione tra le diverse unità nel corso di missioni consecutive svolte in ambienti non familiari. Allontanarsi dalla base per raggiungere zone sconosciute permette sia ai comandanti che agli uomini delle unità motorizzate, di artiglieria e corazzate di acquisire un’esperienza preziosa.

Simili iniziative consentono in particolare di risolvere eventuali problematiche relative al trasporto ferroviario della tecnologia militare. Queste esercitazioni pratiche programmate forniscono agli uomini delle forze armate un’ottima occasione per imparare a maneggiare equipaggiamenti militari e speciali, a fortificare una postazione, a svolgere opera di ricognizione delle linee di trasporto e delle infrastrutture, ma rappresentano anche un’occasione di addestramento tattico speciale all’interno delle unità a cui sono assegnati. Particolare attenzione è data alla segretezza, soprattutto per quanto riguarda le modalità di dispiegamento dei distaccamenti e di mimetizzazione dei luoghi in cui le forze si stabiliscono, nei quali sono previste le esercitazioni. Attualmente i comandanti stanno mettendo a punto delle modalità di gestione delle interazioni tra le diverse unità e i diversi tipi di conflitto e di armamenti che permettano di centrare gli obiettivi di combattimento. Queste simulazioni richiedono l’allestimento di ambienti complessi, simili a quelli che si vengono a creare in una reale situazione di combattimento e nei quali sia possibile simulare il comportamento del nemico. Nelle fasi finali del combattimento, gli uomini compiono infine una serie di esercizi complessi relativi al coordinamento operativo delle unità, all’addestramento all’uso delle armi e all’abilità dei comandanti di controllare l’artiglieria. Le esercitazioni proseguiranno sino alla fine di marzo.

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