I segreti dei caccia russi di quinta generazione

Il design degli aerei è influenzato dall’esigenza di risultare invisibili ai radar (Foto: sukhoi.org)

Il design degli aerei è influenzato dall’esigenza di risultare invisibili ai radar (Foto: sukhoi.org)

Dallo studio del brevetto emerge che la differenza tra PAK-FA e F-22 sta in una diversa filosofia di combattimento. Anziché scegliere un aereo totalmente invisibile, i progettisti del Sukhoi hanno optato per una via di mezzo tra stealth e super manovrabilità

Il brevetto del PAK-FA, pubblicato dal Servizio federale russo per la proprietà intellettuale, dimostra che il design degli aerei stealth di quinta generazione è fortemente influenzato dall’esigenza di risultare scarsamente visibili ai radar. Tuttavia, i russi sono pronti a sacrificare parte “dell’invisibilità” a favore di un’elevatissima manovrabilità e di eccellenti caratteristiche di volo. Obiettivo dell’invenzione, si legge sui documenti del brevetto, è quello di ottenere un velivolo a bassa visibilità radar e super-manovrabile ad alti angoli d’attacco (sfiora, sorprendentemente, i novanta gradi), pur preservando un’alta efficienza aerodinamica a velocità subatomiche.

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Sugli schermi dei radar

Stando ai documenti, l’intenzione dei progettisti è quella di ridurre la sezione radar (RCS) del velivolo sino a “una media di 0,1-1 metro quadrato”. Entro questi parametri, sui radar nemici l’aereo appare come un uccello, e individuarlo diventa difficile. Ma non impossibile.

Il Sukhoi regge bene il confronto con lo stealth fighter F-22, che secondo gli esperti di aviazione ha una RCS di 0,1 metri quadrati (non se ne conosce la misura esatta poiché il dato è coperto da segreto). I caccia di quarta generazione, come il Sukhoi-27/30 e l’F-15E, hanno una RCS compresa tra i dieci e i quindici metri quadrati. La riduzione della visibilità radar del velivolo si ottiene tramite alcuni accorgimenti di progettazione e tecnologia, in particolare il modellamento dei contorni della cellula.

Un aereo versatile

I due motori del PAK-FA sono ben distanziati tra loro e collocati in gondole isolate, lasciando così lo spazio per un ampio scompartimento cargo. Le prese d’aria sono più distanti rispetto ai piani verticali e orizzontali e ai motori, il che crea una curvatura che nasconde il compressore e riduce la firma radar anteriore del velivolo. I motori sono posizionati ad angolo acuto rispetto al piano verticale, consentendo la vettorizzazione della spinta – un settore nel quale Sukhoi eccelle – nei canali longitudinali, trasversali e diretti. Gli ugelli di scarico del motore sono puntati verso l’esterno, il che trasferisce su essi una porzione significativa del controllo del velivolo anche a basse altitudini. Ciò migliora considerevolmente la sicurezza del volo.

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I profili alari mobili posti al di sopra e di fronte alle prese d’aria del motore rappresentano una caratteristica esclusiva del PAK-FA, e sono tipici dell’ingegnosità russa nel progettare le cellule. I profili possono ruotare verso il basso attorno all’estremità posteriore.

Simili agli ipersostentatori, contribuiscono alla stabilità del velivoli in caso di alti angoli d’attacco. Le prese d’aria, situate su ciascuna fiancata della fusoliera, sono smussate su due piani al fine di mantenere il flusso costante anche ad alti angoli d’attacco.

Perché l’equilibrio è cruciale

Mettere a confronto PAK-FA e F-22 Raptor o l’F-35 Lightning II è difficile, dal momento che la maggior parte delle caratteristiche di questi velivoli d’avanguardia sono top secret. Tuttavia, basandosi sui dati disponibili, Maks, novità dai cieli russi non sembra “invisibile” quanto l’F-22, che ha un costo di 420 milioni di dollari. Tuttavia, il vantaggio dell’F-22 non sembra preoccupare i russi: il PAK-FA si basa infatti su una filosofia di combattimento completamente diversa, in cui l’eccezionale manovrabilità è considerata un’arma vitale. Gli americani hanno invece messo tutte le loro uova nel “paniere stealth”, puntando sulla quasi invisibilità per colpire gli obiettivi. L’idea è di assicurarsi un dominio aereo basato su “primo a vedere/primo a colpire/primo a uccidere”.

L’obiettivo (in realtà, la speranza) è di essere i primi a individuare il nemico ed evitare al tempo stesso di essere visti. La speranza però è un misero succedaneo della preparazione. I russi ritengono che possedere delle capacità di combattimento ravvicinato è sempre una buona idea. A un certo punto il velivolo stealth dovrà avvicinarsi per combattere, ed è allora che il duello diventa inevitabile - e la super manovrabilità entra in gioco.

In un combattimento aereo con il PAK-FA gli stealth - lenti, pesanti e scarsamente armati - sembrano destinati ad avere la peggio. Solo le guerre del futuro diranno quale delle due filosofie è quella vincente – quella che si basa su uno stealth “puro”, o quella, russa, basata sulla super-manovrabilità. Nel frattempo i piloti della Air Force russi non vedono l’ora di mettere le mani su quello che si preannuncia un sogno per un pilota di caccia. Ma dovranno pazientare ancora un po’: stando al Programma russo per l’armamento nazionale, i caccia 60 PAK-FA saranno consegnati tra il 2016 e il 2020.

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