Caso Bolotnaya, condannati gli attivisti

A fronte delle condanne ben più severe richieste dall’accusa, la corte si è dimostrata più indulgente (Foto: Sergey Savostianov / RG)

A fronte delle condanne ben più severe richieste dall’accusa, la corte si è dimostrata più indulgente (Foto: Sergey Savostianov / RG)

Fino a quattro anni di carcere per i militanti dell’opposizione russa, coinvolti nelle proteste di piazza del 2012. L’accusa aveva chiesto fino a sei anni di reclusione

Il tribunale distrettuale Zamoskvoretskij di Mosca ha reso nota la sentenza emessa contro otto attivisti dell’opposizione, accusati di essere coinvolti nei disordini di massa avvenuti il 6 maggio 2012 in piazza Bolotnaya a Mosca. L’accusa aveva chiesto condanne che andavano da cinque a sei anni di reclusione, ma la corte si è dimostrata più indulgente. Secondo il tribunale, gli imputati sono colpevoli di disordini di massa e di ricorso alla violenza contro i rappresentanti delle autorità. 

Venerdì scorso il giudice Nikitina aveva iniziato a leggere la sentenza della corte, ma è riuscito a leggere soltanto una parte del lungo documento quando il tribunale ha dovuto sospendere le attività della giornata. 

In un primo tempo gli accusati erano 12, ma quattro di loro sono stati rilasciati grazie a un’amnistia, emessa nel ventesimo anniversario della Costituzione russa. Questi otto imputati, che continuano a dichiararsi innocenti, non possedevano invece i requisiti per godere dell’amnistia. 

La lettura della sentenza è quindi ripresa lunedì alle 10.30. Aleksandra Naumova ha ricevuto una condanna di 3 anni e 3 mesi con la condizionale; il giudice ha detto che l’imputata può redimersi anche senza essere isolata dalla società. Il resto degli attivisti invece ha ricevuto condanne al carcere. Andrei Barabanov dovrà scontare 3 anni e 7 mesi in una colonia penale; Sergej Krivov 4 anni; Yaroslav Belousov 2 anni e 6 mesi; Artem Savelov 2 anni e 7 mesi; Stepan Zimin, Denis Lutskevich e Aleksandr Polikhovich 3 anni e 6 mesi. I danni provocati dalle loro azioni in piazza Bolotnaya sono stati quantificati in 28 milioni di rubli (800mila dollari). Le condanne di Zimin e Savelov sono più corte di quello che prevede il Codice penale russo per il loro reato, ma il giudice ha tenuto conto di circostanze particolari, quali i loro problemi di salute e altre attenuanti. 

Mikhail Fedotov, responsabile del Consiglio per lo sviluppo della società umana e i diritti umani sotto il Presidente russo, ha espresso la speranza che le sentenze siano commutate. “Le pene decise dalla Corte si sono rivelate più clementi di quanto aveva chiesto l’accusa - ha detto -. Spero vivamente che esse siano ridotte ancor di più in appello. Il fatto che ogni imputato abbia ricevuto un periodo di carcerazione diverso dimostra che i giudici hanno preso in esame ciascun caso in modo individuale”. Igor Bunin, capo del Centro delle tecnologie politiche, giudica le pene da tre a quattro anni di reclusione inflitte agli attivisti di piazza Bolotnaya più clementi di quanto si prevedesse. La maggior parte degli analisti, infatti si aspettava condanne da cinque a sette anni di reclusione. “Definirei questo approccio erbivoro, invece che cannibale. Dopo l’annuncio delle condanne abbiamo registrato alcuni disordini. I manifestanti sono stati arrestati, hanno ricevuto una diffida dalla polizia e sono stati rilasciati. Non prevedo nulla di più grave di quanto è già avvenuto”.

Sergej Markov, responsabile dell’Istituto per gli studi politici, dice di condividere la decisione della Corte. Ha definito le condanne inflitte agli attivisti “ragionevoli e adeguate”, “soprattutto tenendo conto del loro rifiuto ad ammettere la propria colpevolezza”. È andato avanti definendo gli attivisti “emuli di Maidan, ma a uno stadio meno avanzato”, riferendosi alle violente proteste di piazza Indipendenza, nota anche come piazza Maidan, nella vicina Ucraina. “Gli avvenimenti del 6 maggio furono tumulti di massa, puri e semplici. Alcuni già cercano di raffigurare come eroi queste persone, anche se è ovvio che non lo sono”. Markov ha detto anche che ci sono poche possibilità che la sentenza del tribunale di Mosca inneschi altri disordini, anche se non ha escluso la possibilità di proteste su scala minore. Secondo il dipartimento della polizia di Mosca, quando il verdetto è stato letto fuori dal tribunale si erano raccolte circa duecento persone, tra le quali gli attivisti dell’opposizione Alexei Navalny, Nadezhda Tolokonnikova, Maria Alekhina, Petr Verzilov, e Ilya Yashin. Circa cinquanta persone sono state arrestate.

Secondo alcuni rapporti, gli attivisti russi dell’opposizione starebbero preparando un “raduno” in piazza del Maneggio per protestare contro la sentenza. L’ufficio del sindaco di Mosca, però, ha fatto sapere che qualsiasi evento non autorizzato sarà interrotto dalla polizia. “Le autorità municipali non hanno ricevuto nessuna richiesta di autorizzazione per un evento, ma siamo consapevoli che è in preparazione un raduno. Abbiamo già passato queste informazioni alle forze dell’ordine, e la polizia impedirà qualsiasi tentativo di dar luogo a un evento non autorizzato”, ha detto Vasiliy Oleynik, vice capo del dipartimento per la sicurezza regionale nel governo municipale di Mosca.

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