Conservare le radici

I bambini della scuola "Parola russa" con la bandiera della Federazione durante una cerimonia a Roma (Foto: www.parolarussa.org)

I bambini della scuola "Parola russa" con la bandiera della Federazione durante una cerimonia a Roma (Foto: www.parolarussa.org)

In Italia sono sempre più numerose le scuole di russo per bambini. Diciotto da Nord a Sud

In Italiano c'è solo la voce dell'ascensore. Siamo pur sempre in un plesso scolastico della capitale, la media Mazzini, davanti al Colosseo. Ma appena si apre la porta si viene catapultati in Russia: vchod tam (L'ingresso è lì, ndr). Benvenuti in una delle scuole bilingue attive nel Belpaese, dove maestri specializzati insegnano ai bambini l'idioma di Puskin. Realtà sempre più numerose, da Nord a Sud se ne contano 18. Questa si chiama “Parola russa – Русское словоˮ. Partita nel 2012 con 70 ragazzi, oggi gli iscritti sono oltre 200. “Abbiamo dovuto chiedere altre aule nell'edificio che ci ospita”, spiega la coordinatrice Alla Ragulina, che è anche una delle 20 docenti, tutte madrelingua. Oltre alla grammatica, qui si approfondisce la cultura russa a 360 gradi: musica, letteratura, teatro, disegno, folklore. Inoltre, c'è uno spazio per la religione affidato a due sacerdoti della Chiesa Ortodossa, padre Veaceslav e padre Aveli, che si intrattengono con i piccoli in conversazioni spirituali.

Gli alunni durante una lezione
(Foto: Simone Lupino) 

Gli studenti sono figli di coppie miste (di solito la madre dell'Est e il padre italiano) o bambini adottati. Come l'angelo biondo che, finita la lezione, abbraccia la mamma: “È arrivata a sei anni e in pochi mesi aveva già sostituito il russo con l'Italiano – raccontano i genitori -. Noi però non volevamo farle perdere le sue radici. Siamo soddisfatti: conosceva solo il russo parlato, ora sa scrivere e leggere. Qui, poi, ci sono molte iniziative: a Natale, per Pasqua, oppure l'8 marzo, festa della mamma, che da loro è una ricorrenza molto sentita”. Oggi la giornata è dedicata ai Giochi di Sochi. I corridoi sono addobbati coi cinque cerchi e le maestre hanno organizzato uno spettacolo. Per spiegare lo spirito olimpico è stata invitata Rosa Aleeva, della squadra di pallanuoto a Sidney 2000. Poi un quiz a tema, l'esibizione di una baby-ginnasta e medaglie per tutti.

Asilo, materna, elementare e media: le lezioni a “Parola Russa” si svolgono il sabato, quando i bambini non hanno altri impegni. I costi sono contenuti: 50 euro per iscriversi all'omonima associazione, altri 50 al mese per le lezioni, con sconti e offerte. Tra i servizi, un corso per adulti e pianoforte. “Non è un peso venire di sabato, ormai sono i bambini a chiederlo” garantisce Nelli Glebova, mamma di Andrea (prima materna) e Giulia, che frequenta la seconda elementare e adora leggere le avventure di Deniska. Dal canto suo Katerina Sedegova, dopo Patrizia (5anni) e Leonardo (3), il prossimo anno porterà il terzo figlio: “Penso che il bilinguismo sia un'opportunità in più nella vita”, dice. Come loro, anche Darya Ostapyshyna, ucraina, ha iniziato subito a parlare in russo con Elisa e Alessandro: “Mio marito non era contento, diceva che non ci capiva nessuno. Ora mi ringrazia. I bambini passano da una lingua all'altra in maniera naturale”. In effetti i più entusiasti sono proprio i papà. Basta vederne uno quando la maestra gli spiega che il figlio ha ripetuto bene la lezione.

“Perché scegliere una scuola bilingue? Perché i bambini sviluppano maggiore velocità nell'apprendimento”, assicura sempre Alla Ragulina. Le lezioni non sono pesanti: si impara giocando, colorando o con l'attività fisica. I ritmi sono alti, ci sono i compiti per casa, ma è difficile vedere bimbi stanchi. Per i ragazzi con più difficoltà c'è una sezione per recuperare il terreno perso. Capita quando le mamme non sono così accorte. Oppure, ci sono i casi di bambini adottati che, per meccanismi psicologici, rimuovono il russo. Per farlo “riemerge” l'insegnante Larisa Shirobokova usa la skazka-terapia, “un metodo basato sul racconto delle favole molto efficace”. La maestra Alla Samusenko, invece, ha un sogno: “Che questi bambini imparino bene il russo per apprezzare un giorno i grandi classici nella lingua originale”.

“Siamo molto soddisfatti del lavoro fatto - conclude Maria Guippious, presidente dell'associazione -. Un grande sostegno ci viene dal Centro Russo di Scienza e Cultura, col direttore Oleg Osipov, che spesso fornisce libri e materiale didattico. Per il futuro puntiamo ad allargare le attività, portando il russo nelle scuole italiane”.

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