I motivi di una tragedia

Il folle gesto è costato la vita a un insegnante e a un poliziotto (Foto: Itar Tass)

Il folle gesto è costato la vita a un insegnante e a un poliziotto (Foto: Itar Tass)

Uno studente ha ucciso un professore e un poliziotto nella scuola 263 di Mosca. Sicurezza negli edifici scolastici, reperibilità delle armi. Ci si interroga sulle cause del gesto

Se le cause sono tutte da indagare, quel che è certo è che il dolore resta. Ieri uno studente delle superiori, armato di due fucili, ha provocato una strage alla scuola 263 di Mosca. Le vittime sono un docente di geografia e un poliziotto. Un altro agente di polizia è in gravi condizioni. Secondo una delle ipotesi investigative, l’omicida non aveva nessun particolare problema con le sue vittime. Ha semplicemente aperto il fuoco per farsi uccidere dagli speznaz (gli uomini delle forze speciali russe) e per capire che cosa sia la morte. In tal caso, ciò dimostrerebbe che il sistema di sicurezza usato negli istituti scolastici semplicemente non è in grado di prevenire simili tragedie.

Le cause alla base del folle gesto

La tragedia consumatasi nella scuola di Mosca ha portato alla luce contemporaneamente diversi problemi: il sistema di sicurezza in ambito scolastico, lo stato psicologico degli allievi stessi e l'ambiente relazionale. Il Comitato investigativo della Federazione Russa in un primo momento ha dichiarato che il reato è stato commesso in uno stato di crisi emotiva, anche se poi è diventato chiaro che è stato meticolosamente programmato. I compagni di classe del giovane raccontano che era un allievo molto preciso. Dal momento che lo studio non gli riusciva semplice, era costretto a metterci molto impegno, imparando a memoria tutti i compiti per casa. Dopo i tragici avvenimenti lo studente ha detto: “Speravo di farmi uccidere!”.

Di morte, Sergei, ha parlato anche ai suoi compagni di classe: “Ho paura della morte ma mi piacerebbe sapere com'è”. In breve, è passato dalle parole ai fatti.

Inutili gli sforzi da parte dei genitori di distoglierlo dai suoi cupi pensieri. Hanno cercato di farlo appassionare allo sport.

Si dice che non presentasse particolari problemi di disciplina, o difficoltà relazionali. A quanto pare, il ragazzo si sentiva vittima di forti pressioni, da parte dei genitori, in primis, che gli chiedevano il massimo dei voti a scuola; e poi da parte degli insegnanti e di altri studenti. 

“Dando un’occhiata alla nostra società dobbiamo constatare che, sicuramente, c’è un certo irrigidimento negli atteggiamenti sociali e interpersonali. Una certa responsabilità ce l'hanno i videogiochi contenenti scene di violenza e di crudeltà", ha dichiarato il Senatore Valery Riazansky, capo del Comitato per la politica sociale. Anche Kirill Kabanov, Presidente del Comitato Nazionale Anticorruzione (NAK) ha esortato a proibire simili videogame.

Alexandr Shadura, psicologo e consulente in materia di problemi relativi agli adolescenti e alle famiglie, è di opinione alquanto diversa: “Penso che abbiamo a che fare con un caso isolato, che non può essere definito né tipico né atipico. Oggigiorno l’informazione si diffonde ovunque. I motivi possono essere racchiusi nella pressione psicologica sull’adolescente da parte dei genitori, nella mancanza di attenzione sufficiente, in una crisi ormonale. Non è il caso di attribuire l’incidente a un solo fattore. Né si può dire che fosse una cosa prevedibile”.

Gli esperti

Il Sindaco di Mosca Serghej Sobyanin, che è stato sul luogo della tragedia, ha chiesto di effettuare un controllo della sicurezza in tutte le scuole della città e di prendere delle misure più efficaci. “Sono stati allestiti sistemi di video-sorveglianza finanziati dal bilancio cittadino. Comunque, a quanto pare, queste misure risultano insufficienti”, ha dichiarato il Sindaco, aggiungendo che alla scuola 263 sarà effettuato l’accertamento d’ufficio.

Si fa presente che le autorità della capitale si erano fatte carico del problema della sicurezza scolastica ancora nel 1999 – dopo le esplosioni di palazzi residenziali a Mosca. Allora tutte le scuole ricevettero l’autorizzazione a stringere accordi con le aziende private specializzate nell'ambito della sicurezza la cui attività era finanziata dai genitori degli studenti. Ma dopo il sequestro degli ostaggi a Beslan il 1 Settembre 2004 il Dipartimento dell’istruzione pubblica della capitale aveva fatto allestire tasti pericolo e videocamere nelle scuole, e le aree attorno ad esse erano state circondate da recinzioni metalliche. In alcuni istituti scolastici erano comparsi tornelli all’ingresso. Attualmente il servizio di sorveglianza delle scuole è finanziato dal bilancio della città.

Rafail Ruditsky, dirigente dell’Unione dei possessori delle armi civili” di Mosca, ha detto che gli agenti di guardia impegnati nelle scuole non sono in possesso di necessari requisiti professionali. Lunedì è stata lanciata la proposta di dotare le scuole di metal detector. È opportuno svolgere un lavoro preventivo tra gli studenti”, dice Andrej Demidov, portavoce del sindacato “Docente”. 

L'articolo è stato redatto sulla base dei materiali dei quotidiani “Kommersant”  “Moskovsky Komsomolets” e "Gazeta.ru"

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