Turismo al futuro

Cresce il flusso di turisti russi che partono alla volta dell'Italia (Foto: Alamy / Legion Media)

Cresce il flusso di turisti russi che partono alla volta dell'Italia (Foto: Alamy / Legion Media)

Il commercio e la cultura. I viaggi e la ricerca di prodotti tipici. Lo scambio tra Mosca e Roma cresce ed è destinato a rafforzarsi. Il punto di questo 2013 che sta volgendo al termine

Secondo le stime ufficiali se ne contano duemila e cinquecento. Ma gli italiani residenti in Russia sono molti di più. Sono quelli che sfuggono all’anagrafe dell’Aire e riempiono il tessuto lavorativo di un Paese che nel 2013 ha continuato ad assorbire professionisti, conquistando la vetta delle cinque destinazioni “most attractive” secondo uno studio della banca inglese Hsbc.

Imprenditori, chef, manager, professionisti. Volti nuovi del Made in Italy. Che nell'ultimo anno hanno messo la propria professionalità in valigia per venire a esplorare la nuova terra promessa del lavoro, dove la disoccupazione nel 2013 si è attestata solamente al 6 per cento. Ben al di sotto della media europea. L'anno che sta per concludersi per gli “expat” italiani si è rivelato un anno denso di opportunità. Lo dimostrano gli investimenti tricolore, nel business come nelle infrastrutture (massiccia la presenza di italiani direttamente coinvolti nella macchina organizzativa delle Olimpiadi invernali di Sochi, dalla ristorazione al risparmio energetico, fino alla realizzazione di un vivaio per la fornitura di piante destinate all'arredo urbano). Lo ribadiscono le cifre dell’export, a giugno 2013 cresciuto del 7,1 per cento secondo i dati dell’Istat, riportati dal Ministero italiano degli Affari Esteri.

L'opinione dell'esperto:
Lingua e visti: gli ostacoli
al boom dei turisti russi in Italia 

Il 2013, comunque, si chiude in rialzo non solo per gli operatori del business. E registra il segno “più” su diversi fronti. Più iscritti ai corsi di lingua russa; più visti rilasciati dai consolati; più turisti russi in Italia; più sinergie nella realizzazione di eventi; più rotte aeree a tagliare le distanze tra i due Paesi. Fra chi cerca lavoro e chi prova a incrementare il proprio business, negli ultimi dodici mesi gli iscritti ai corsi di russo negli istituti di lingua del Belpaese sono aumentati notevolmente. Più 20 per cento all’Istituto di Cultura e Lingua Russa di Roma; più 150 per cento al Centro Russo di Scienza e Cultura della capitale italiana. Gente che si prepara a gettarsi nel mare magnum di un Paese che, con i suoi nove fusi orari diluiti su una superficie di 17 milioni di chilometri quadrati, sta diventando il primo mercato di esportazione dell’Italia fuori dall’Europa. Alivello di Brics, il mercato più vicino non solo geograficamente, ma anche culturalmente.

Nel tentativo di soddisfare gli spostamenti in aumento tra i due Paesi, nel 2013 sono aumentate anche le rotte aeree. Dalla scorsa estate, la Livingston ha attivato voli da Rimini verso Mosca e San Pietroburgo. Anche Alitalia nell’ultimo periodo ha aumentato le rotte, portando a 18 le frequenze sulla rotta Milano Malpensa-Mosca, offrendo inoltre voli da Catania per Mosca, Rostov e Pietroburgo; da Pisa e Milano per Mosca e San Pietroburgo; da Roma per Mosca, San Pietroburgo ed Ekaterinburg; da Venezia per Samara e San Pietroburgo. E a fronte dei tanti italiani che entrano in Russia per fare affari, altrettanti russi, e più, ne escono. Soprattutto per turismo, attratti dalle bellezze storiche e artistiche della Penisola.

Due Paesi sempre più vicini

Se nel 2012 i visitatori russi in Italia sono stati circa 800mila, così come rivela Federturismo Confindustria, nei primi otto mesi del 2013 il numero di visti rilasciati dai Consolati italiani ha fatto registrare un'impennata di ingressi. Più 21 per cento a luglio 2013; con un picco del 70 per cento registrato dal Consolato di San Pietroburgo. Le destinazioni preferite restano le città d'arte, insieme alle località sciistiche e di benessere. Ma si sta registrando un interessante aumento di richieste anche verso i centri minori, promossi in occasione dell'Anno del Turismo tra i due Paesi, inaugurato lo scorso settembre. Il 2013 ha visto crescere anche il turismo di stampo religioso, con pellegrinaggi a Roma, Assisi, Bari: nel capoluogo pugliese sempre più russi si recano per venerare San Nicola, patrono della città. L'Italia attira e corteggia, quindi. E non solo dal punto di vista turistico. Il 2013 ha confermato l'alto numero di compravendite di immobili da parte dei russi nella Penisola. Ville, case di lusso in Toscana e in Sardegna.

Gli acquirenti sono perlopiù imprenditori, politici e top manager, disposti a spendere anche diversi milioni di euro per le residenze più esclusive. Ma a dare una boccata d'ossigeno al mercato immobiliare italiano, pressoché fermo, ci pensa anche la nuova classe media, che sogna una seconda casa sulla riviera adriatica, dove l'offerta è più ampia e gli aeroporti mettono a disposizione voli diretti con la Federazione, oppure in prossimità di Roma e Milano, punti di riferimento per il business tra i due Paesi. La principale destinazione degli investimenti italiani in Russia, invece, resta il settore energetico, anche se la Penisola si sta ulteriormente affermando nei settori ad alto contenuto tecnologico e in quello degli elettrodomestici.

Secondo i dati Eurostat, le esportazioni italiane verso la Federazione nel periodo gennaio-aprile 2013 hanno registrato una netta crescita: dai 2.948 miliardi di euro dei primi quattro mesi del 2012 si è passati ai 3.288 miliardi di euro dello stesso periodo del 2013, con un aumento dell'11,5 per cento. Made in Italy. È questa la chiave divolta che sostiene il successo di buona parte degli affari. I russi non smentiscono, infatti, la loro predilezione nei confronti dei prodotti italiani.

Il 2013 è servito a dare ulteriori conferme soprattutto ai settori dell'agroalimentare, della moda, del design, dei macchinari e della tecnologia, che coprono circa il 50 per cento delle esportazioni italiane verso la Russia. Le difficoltà per chi ha investito in questo anno non sono state ovviamente di semplice soluzione. Burocrazia, corruzione e aliquote fiscali si sono dimostrati anche nel 2013 i fattori maggiormente problematici per chi ha fatto business.

La sfida ora sarà arginarli nel 2014. E confermare l'ottimismo di quelle statistiche che indicano tali ostacoli potenzialmente in calo nell'anno cheverrà.

L'articolo è stato pubblicato sulla versione cartacea di Russia Oggi del 19 dicembre 2013

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