Se il futuro ha il cuore di un Robot

Un momento del RoboSib (Fonte: Rbth)

Un momento del RoboSib (Fonte: Rbth)

Mentre gli adulti continuano a discutere il domani dei loro figli, i ragazzi trasformano le fantasie in realtà. Ne è una dimostrazione il festival “RoboSib” che raccoglie a Irkutsk tutti i giovani talenti appassionati di robotecnica

Mille e cinquecento squadre. Provenienti da 49 regioni diverse. E più di ottomila bambini e adolescenti che si occupano di automazione industriale in 53 centri specializzati. Passa attraverso queste cifre lo scenario attuale della robotecnica russa. A questi ultimi indicatori vanno aggiunti i festival annuali del settore, milioni di applicazioni inserite periodicamente nei programmi di sviluppo della robotecnica e la sua popolarità crescente tra i giovani.

Sfida all'ultimo circuito. Resti di sandwich avanzati per la fretta mescolati a componenti meccanici, veri “robot viventi”, avvolti in fogli luccicanti di carta stagnola, dentro scatole di cartone, rotelle di plastica che ronzano ininterrottamente per due giorni di fila, tutto questo è “RoboSib”, il primo festival di robotecnica di Irkutsk, che si è svolto alla fine di novembre nella città siberiana sulle rive del fiume Angara. Circa 300 partecipanti, di età compresa tra i 6 e i 30 anni, provenienti da tutta la Siberia, sono convenuti qui per mostrare le loro invenzioni tecnologiche. Nel corso di queste giornate al SibExpo Center di Irkutsk non si trovava neppure un metro libero: congegni tecnologici spuntavano da ogni angolo e persino da sotto i piedi. Impianti per l’annaffiatura delle piante, apparecchiature per la preparazione della cioccolata, carri armati robot,  robot rilevatori, robot serpenti. Alcune di queste invenzioni riposavano in un angolo spente, altre erano in procinto di affrontare la gara.

Agonismo robotico. In apparenza il compito non era difficile, si trattava di raccogliere dei cubetti gialli e disporli nei cestini, ma in realtà si trattava di un obiettivo ai limiti della fantascienza. Per costruire rapidamente un robot ed eseguire in modo impeccabile il compito, era impossibile cavarsela senza possedere una grande manualità e abilità tecnica. Ruote che non si muovevano nella direzione giusta, bracci che non afferravano gli oggetti, il computer che s’impiantava e il tempo concesso in esaurimento. I ragazzini più piccoli, che tra i partecipanti alla gara erano la maggioranza, prendevano malissimo i loro insuccessi e scagliavano in preda alla rabbia i telecomandi sul pavimento, mentre i più grandi per lo più si afferravano la testa tra le mani, socchiudendo timidamente gli occhi. In alcuni stand i robot distribuivano oggetti nelle casse, facevano a gara a chi arrivava prima, aggiravano gli ostacoli, inalberavano bandiere, si ricomponevano. I ragazzi tutti con la stessa scritta sulle magliette che recitava: “Siamo noi la nuova generazione di ingegneri!”, piegati sopra i tavoli, avviavano i programmi e controllavano i cavi. Gli ospiti più piccoli del festival erano velocissimi a costruire robot con pezzi del Lego. L’impressione era che solo qui si potesse incontrare una tale concentrazione di bambini che fin dall’asilo fosse in grado di distinguere un transistor da un resistore, conoscendone persino la funzione.

L'utilità dei Robot. Ma perché la gente dovrebbe aver bisogno di robot? Qui la risposta dei partecipanti al festival è stata unanime. Attualmente l’utilizzo più produttivo è quello in ambito militare oppure in lavori pericolosi per l’uomo, come la raccolta di rifiuti radioattiviDel resto i nuovi sistemi robotecnici possono salvare l’uomo non solo dal lavoro, ma persino dalla morte. A occuparsi di simili progetti è per esempio una squadra di scolari di Bratsk che al “RoboSib” ha portato un modello di casa che in previsione di un tornado “si radica nel terreno”, mettendo così al sicuro gli abitanti. Alla domanda sui costi richiesti per costruirla i ragazzi esitano per un istante a rispondere, ma poi si affrettano a spiegare che il prezzo dei materiali e della manodopera costituisce uno dei principali problemi alla realizzazione del loro progetto.

I costi. “Quello del costo elevato è sicuramente un punto a nostro sfavore, ma la vita delle persone vale più di tutto, non ha prezzo” aggiunge uno dei bambini, mentre spegne una lampadina sul tetto del modello. Tuttavia, come tutti i bambini è convinto che prima o poi i soldi per progetti così importanti senz’altro si troveranno. Ma per molti partecipanti del festival di robotecnica si tratta soprattutto di uno svago infantile. E benché i bambini siano disposti ad attaccare componenti ai robot per ore, difendendo i loro progetti in inglese per attribuirgli maggiore importanza, affrontare in concreto il discorso sul loro futuro non è così facile. Preferiscono discutere di temi più divertenti quali il ruolo che avranno i robot nella vita delle persone in futuro.

Il futuro è già iniziato. “Ora abbiamo cominciato a costruire i robot per presentarli a delle vere gare, ma l’ambito di utilizzo dei robot è vasto” dicono, interrompendosi l’uno con l’altro gli studenti di un liceo che ha sede presso l’Università statale di Irkutsk. “È molto probabile che in futuro l’intelligenza artificiale si combinerà con quella umana”. Alla domanda se i robot potranno sostituire completamente l’uomo, rispondono: “Non dappertutto… almeno per il momento”. “Ma è inevitabile” fanno loro eco i ragazzi dell’Istituto tecnico aeronautico di Irkutsk, mettendo in moto un modello che ricorda un cingolato Bmp. Nel frattempo i bambini si limitano a fantasticare sul nostro futuro tecnologico, mentre gli adulti vedono questo futuro già in loro. Gli organizzatori del festival ammettono che le eterne domande su come sarà il futuro e quando giungerà ormai non si pongono più e che il futuro che vagheggiavamo è ormai cominciato e sta compiendo i suoi primi passi robotecnici.

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