La sfida per salvare il grande Nord

Il gruppo di volontari (Foto: Ufficio Stampa)

Il gruppo di volontari (Foto: Ufficio Stampa)

Nel punto più settentrionale del distretto autonomo dello Yamalo Nenets, un gruppo di volontari ha ripulito ettari di terreno da rifiuti, scarti metallici e vecchi serbatoi di petrolio. E dove un tempo sorgevano cumuli di spazzatura, si progetta ora la realizzazione di un centro internazionale di ricerca ecologica

Trentatré volontari per quasi trecento tonnellate di rifiuti. In Belij Island, il punto più settentrionale del distretto autonomo dello Yamalo Nenets, un gruppo di volontari ha rimesso a nuovo otto edifici fatiscenti e ripulito due grandi serbatoi per la conservazione del petrolio, rimuovendo inoltre diverse tonnellate di scarti metallici. 

La pulizia generale è stata organizzata su iniziativa del governatore locale Dmitry Kobylkin, anche lui sceso in campo, con guanti e sacchi neri, insieme ai volontari.

L'ecologia del futuro

I partecipanti, ha fatto sapere, prima di rimboccarsi le maniche e ripulire il territorio, hanno partecipato a un corso di formazione: “Ci attendevano condizioni di lavoro molto particolari e faticose - ha fatto sapere Golikov -. Anche in estate la temperatura dell’aria in questo territorio è piuttosto bassa. E non supera i sette gradi. Il lavoro fisico è molto stancante…e talvolta ci ritroviamo ad affrontare anche gli orsi polari!”.

Il progetto di bonifica del territorio è iniziato nel 2012. E fino ad oggi i volontari hanno ripulito circa il 60 per cento della superficie di tutta l’isola, che fino a prima era ricoperta da immondizie e rifiuti. Perlopiù accumulati durante il periodo sovietico. 

Il governatore ha assicurato che il lavoro continuerà anche in futuro, con lo scopo di ripristinare oltre cinquecento ettari di terreno. 

Al termine dell’operazione di bonifica, molto probabilmente in questo territorio verrà realizzato un centro internazionale di ricerca ecologica sull’Artico.

Il lavoro dei volontari rientra un ampio progetto di salvaguardia dell’Artico pensato dal governo russo.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta