Immigrati, verso l'ipotesi amnistia

Lavoratori stranieri (Foto: Ria Novosti)

Lavoratori stranieri (Foto: Ria Novosti)

I lavoratori stranieri producono quasi l'8 per cento del Pil della Federazione. E la lotta alla clandestinità incontra cause economiche oltre a quelle umanitarie. Scenari e soluzioni per affrontare i problemi

Il tema della lotta contro l'immigrazione illegale è centrale. E svolge ormai un ruolo chiave nella politica interna russa. Discussioni, dibattiti, la necessità di nuove leggi per disciplinare meglio i rapporti tra Stato e migranti. Proprio per questo motivo, durante la conferenza internazionale sui problemi dell'immigrazione e delle relazioni interetniche “Unità nella diversità”, appena svoltasi a Mosca, si è discusso molto della necessità di integrare i migranti in tutte le sfere della società russa. Gli esperti ritengono che la legalizzazione degli immigrati sia molto più conveniente della loro espulsione. Una delle possibili soluzioni al problema potrebbe essere quella di indire un'amnistia migratoria generale.

Diversi gli scenari possibili di integrazione. Il capo del Centro di ricerca sulle relazioni internazionali (TzIMO) dell'Istituto di Sociologia della RAN (Accademia russa delle scienze), Leocadia Drobizheva ha proposto la creazione di centri di adattamento per migranti, dove insegnare non soltanto le basi del diritto e della lingua russa, ma anche le regole di soggiorno da osservare in Russia per evitare tensioni con la popolazione locale.

Olga Vorobeva, direttrice del Centro di ricerca scientifica sui problemi socio-economici della popolazione dell'Università di socio-psicologia di Mosca, ha espresso l'opinione che “il potere di per se' alimenta le masse degli immigrati illegali”. L'eccessiva domanda di migranti, secondo l'esperta, nasce da politiche economia inefficace: “Possiamo mettere quote, limiti, filo spinato, ma i migranti continueranno ad arrivare perchè qui c'è lavoro che li aspetta”.

Al momento attuale i lavoratori stranieri producono il 7,56 per cento del Pil russo (vale a dire 8,25 trilioni di rubli). Inoltre la Russia, a breve, si troverà a fare i conti con le conseguenze della crisi demografica degli anni '90, quando la popolazione diminuiva alla velocità di un milione di persone all'anno. Entro il 2050 la mancanza di manodopera sarà di 10 milioni di persone, una previsione che conferma la necessità dei lavoratori stranieri per sostenere l'economia russa.

Ne consegue quindi il bisogno di correggere l'orientamento della politica migratoria: secondo gli esperti il business russo deve arrivare a eliminare il lavoro in nero e gli immigrati devono essere legalizzati. Qualche giorno fa il Servizio Federale di Immigrazione russo ha portato in Parlamento un progetto di legge, nel quale è contenuta la proposta di sostituire le quote di assunzione dei lavoratori stranieri con limiti generali relativi ai vari settori economici. La revoca delle quote, se il progetto verrà approvato, dovrebbe avere l'effetto di abbattere le barriere amministrative ed eliminare le diffuse pratiche illegali ad esse legate, in particolare la corruzione degli intermediari che trovano lavoro agli immigrati in cambio di soldi. Così, se ad esempio il 30 per cento degli immigrati viene destinato al settore edile, il datore di lavoro potrà assumere 30 immigrati ogni cento operai. Resta tuttavia poco chiaro in che modo sia più opportuno calcolare tali limiti.

La questione più urgente resta comunque quella degli immigrati che si trovano già in Russia a lavorare. Nessuno può dire con esattezza quanti lavoratori stranieri vivano oggi sul territorio russo. Dati approssimativi riportano cifre che vanno da 3,6 a 11 milioni di immigrati, per la maggior parte illegali.

Secondo quanto afferma il direttore dell'Istituto di politiche migratorie, Olga Gulina, esistono solo due modi di combattere l'immigrazione illegale: legalizzazione o espulsione. Gulina ha sottolineato che nei paesi europei hanno ormai da tempo compreso che il processo di espulsione costa troppo. Proprio per questo, una delle proposte fatte per risolvere la situazione che si è creata in Russia è quella di indire un'amnistia migratoria, sulla base dell'esperienza di USA, Grecia, Italia, Francia e Australia, paesi che hanno già messo in pratica questo tipo di provvedimento in passato. Col termine “amnistia migratoria” si intende la legalizzazione in massa degli immigrati, che per usufruirne dovranno rispettare certe condizioni: concludere un contratto col datore di lavoro e registrarsi all'agenzia dell'entrate per ricevere un codice fiscale. Da parte sua, il datore di lavoro dovrà acquisire la polizza migratoria per i propri dipendenti stranieri. La polizza prevede l'assicurazione medica, l'assicurazione per danni a terzi e le eventuali spese di espulsione, nel caso in cui il lavoratore violi le leggi russe.

L'amnistia sarà conveniente anche per gli imprenditori che non dovranno più pagare gli intermediari e legarsi a pratiche illegali di corruzione. I lavoratori stranieri inizieranno così a dare il proprio contributo fiscale al bilancio della Russia. Gli esperti fanno notare inoltre che i lavoratori stranieri saranno stimolati a mantenere il proprio status di legalità, e questo porterà a una diminuzione di violazioni e criminalità.

Materiali tratti da Kommersant e Moskovskij Komsomoletz

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