La sanità pubblica tra diritti e disuguaglianze

Ambulanze (Foto: Ufficio Stampa)

Ambulanze (Foto: Ufficio Stampa)

L’accesso alle cure mediche continua a essere caratterizzato da forti ineguaglianze e ingiustizie. La qualità dei servizi sanitari dipende molto spesso dal livello di reddito dei pazienti

Somigliavano ben poco ad ospedali. Sembravano quasi "fabbriche mediche". Organizzate secondo una divisione del lavoro che ricalcava teoria e prassi dell'economia al tempo del socialismo reale. Poi la crisi, anche sociale, dell'Urss. E piani di riforme che hanno portato all'attuale assetto della sanità della Federazione. Cosa è cambiato? Quali miglioramenti sono stati introdotti? Quali diseguaglianze infettano il sistema? Il reportage di Russia Oggi nella sanità pubblica della Federazione.

L’Urss e l’assistenza sanitaria gratuita

In epoca sovietica si stabilì che le ingiustizie nell’accesso alle cure sanitarie si potevano evitare eliminando il pagamento dei servizi medici. Intenzionata a garantire un accesso universale alle cure mediche, la sanità sovietica registrò, inizialmente, diversi successi: vennero sconfitte molte malattie infettive, venne drasticamente ridotto il numero di malati di tubercolosi e le epidemie vennero mantenute sotto controllo.

La sanità impressa
nei volti e nei chilometri

L’assistenza sanitaria gratuita, tuttavia, contribuì a trasformare, poco a poco, l’élite medica in una sorta di “operai” al servizio di “fabbriche e stabilimenti” medici. Gli ospedali vennero privati della possibilità di registrare entrate proprie; dipendevano completamente dal bilancio dello Stato e soffrivano di una drammatica carenza di finanziamenti. Tutto ciò non faceva che ostacolare la ricerca medica. Inoltre, non esistevano praticamente garanzie per i diritti dei pazienti. Ad esempio, il diritto di essere informati circa il proprio stato di salute, di scegliere, in modo informato, se sottoporsi o meno a una determinata terapia, e il rispetto del segreto professionale (i medici non possono divulgare informazioni sulla salute dei propri pazienti senza il loro consenso) - sono tutti diritti fondamentali del paziente, che risultano protetti dalla legge nella maggior parte dei Paesi sviluppati.

Il padre di Alexandra si ammalò di cancro ai polmoni verso la fine degli anni Settata. A quel tempo, i medici non erano tenuti a comunicare al paziente la vera diagnosi, ma potevano, a insaputa del malato, informarne i parenti. “Lasciate che viva in pace il tempo che gli rimane”, sospirò il dottore, e Alexandra e la madre assecondarono la decisione del medico di non seguire nessun trattamento. Il padre di Alexandra morì un anno dopo, senza conoscere la sua vera diagnosi, sebbene sia possibile che egli sospettasse tanto la diagnosi quanto il fatto di essere stato privato del diritto di scegliere il tipo di cura da seguire.

A spasso col dottore

Il rifiuto al trattamento gli fu imposto dalla decisione del medico con il consenso della famiglia. Per quanto riguarda Alexandra, la sua visione del mondo è cambiata nel corso degli anni, e ora non fa che incolparsi di aver preso una decisione simile per il padre.

I pazienti sovietici, infine, non avevano diritto, nemmeno dietro pagamento, di scegliere l’ospedale o la clinica in cui volevano essere curati. L’assegnazione di una determinata struttura medica dipendeva da dove il paziente aveva registrato il proprio domicilio. I malati gravi potevano essere inviati a un ospedale di alto livello, ma solo con una comunicazione scritta emessa dell’ospedale di provenienza. Nemmeno pagando, era impossibile scegliersi un medico e farsi visitare da lui. Qui entravano in gioco i contatti, che, come si sa, sono un modo, ancor più iniquo del denaro, di distribuire il benessere.

Tolstoj, Guerra e Pace

“Sebbene i dottori lo curassero, gli estraessero sangue e gli dessero da inghiottire delle medicine, ciò nonostante (Pierre) guarì lo stesso”

Dopo la riforma

Quando tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta furono introdotte le riforme della sanità pubblica russa, divenne chiaro che il denaro era, tra tutti i mezzi (inclusi i contatti), il modo più equo di distribuire il benessere. Seppur mantenendo il sistema della sanità pubblica, vennero introdotti i servizi medici a pagamento. Nel 2011, con l'approvazione della nuova legge sulla sanità, la Russia ha finalmente fissato in modo chiaro le sue priorità: “Nel nostro Paese, l’assistenza sanitaria gratuita rimane fondamentale, mentre quella a pagamento costituisce un servizio complementare”. Eliminare la sanità pubblica sarebbe un’ingiustizia tremenda nei confronti dei cittadini meno abbienti e soprattutto degli anziani.

Lyudmila è un’anziana cittadina russa che vive da sola. Ha alle spalle una carriera in un posto direttivo, diversi viaggi d’affari all’estero e - per gli standard sovietici - una cospicua quantità di risparmi. Il marito di Lyudmila è venuto a mancare dieci anni fa; la coppia non aveva figli. Poi Lyudmila si è ammalata di cancro. L’anziana signora usufruisce della sanità pubblica. “Le cure ospedaliere sono completamente gratuite. Mi danno da mangiare e quando non posso alzarmi da sola, le infermiere e le dottoresse si prendono cura di me. Ed è tutto rigorosamente gratuito. In ospedale ce la puoi fare anche senza l’aiuto dei famigliari”, spiega Lyudmila. “Una volta terminato il ciclo di cure, verrò dimessa. L’acquisto di farmaci, fuori dall’ospedale, non rientra, secondo gli standard russi, nelle cure mediche gratuite. Ho ottenuto il riconoscimento di invalidità e ho diritto a un piccolo supplemento di pensione per le medicine. Ciononostante, i soldi non bastano. Non immagino nemmeno come facciano a vivere le persone che non possono contare su risparmi propri”.

Con l’introduzione delle riforme, la sanità russa ha, in ogni caso, fatto dei progressi. Secondo il Ministero della Salute e dello Sviluppo Sociale, attualmente, in Russia, è possibile ricevere la maggior parte dei tipi di assistenza e di cura che esistono nel resto del mondo. Qualora in Russia non esista un particolare metodo di cura, che però viene applicato in cliniche straniere, il paziente può essere inviato a curarsi all’estero a spese dello Stato, dopo aver ottenuto i certificati necessari.

Grazie alla riforma, inoltre, la Russia ha regolato legalmente i diritti dei pazienti, in particolare, il diritto di essere informati circa il proprio stato di salute; il diritto di avvalersi, come di rifiutare, le cure mediche proposte, sulla base di adeguate informazioni; il diritto alla confidenzialità delle informazioni di carattere personale e medico, e il diritto a poter scegliere il centro medico e sanitario che più si preferisce.

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