La marcia dei nazionalisti

Tra tensioni e l'incubo xenofobia

Secondo gli organizzatori della Marcia, il movimento di anno in anno starebbe raccogliendo sempre maggiori adesioni (Foto: Itar Tass)

Secondo gli organizzatori della Marcia, il movimento di anno in anno starebbe raccogliendo sempre maggiori adesioni (Foto: Itar Tass)

Nella Giornata dell’Unità Nazionale, oltre trentamila persone vicine ai movimenti di estrema destra stanno sfilando lungo le strade di diverse città

Trentamila persone. Cento città coinvolte. Cinquemila poliziotti solamente a Mosca. Sono questi i numeri della Marcia Russa, la manifestazione dei movimenti di estrema destra prevista per oggi, 4 novembre 2013 in diverse città del Paese, da Mosca a Volgograd, da Voronezh a Ekaterinburg, passando per Donetsk e Arkhangelsk. A San Pietroburgo, invece, il meeting non è stato autorizzato, poiché gli organizzatori non sono riusciti a ottenere i permessi necessari.

La Marcia Russa è legata alla Giornata dell’Unità Nazionale, che si festeggia a livello statale e sostituisce la celebrazione della Grande Rivoluzione Socialista di Ottobre, una delle feste più importanti in epoca sovietica.

La Giornata dell’Unità Nazionale celebra l’espulsione degli invasori stranieri da Mosca nell’autunno del 1612. Se per buona parte della popolazione questa festa non ha alcun tipo di significato ideologico, per i Nazionalisti si tratta di un’ottima occasione per “monopolizzare” la ricorrenza a proprio vantaggio.

Nazionalismo senza supporto

La Marcia Russa, che si festeggia nel 2013 per l’ottava volta, venne organizzata per la prima volta nel 2005, con un corteo che a Mosca chiamò a raccolta circa 2.500-3.000 persone; circa trecento a San Pietroburgo. “Gloria alla Russia!”: questi gli slogan con i quali i giovani russi scesero in strada. Un evento che turbò autorità e cittadini, tanto da spingere le autorità a vietare, nel 2006, il ripetersi della manifestazione. Il “niet” scatenò però la rabbia dei Nazionalisti, che si scontrarono con la polizia.

Con gli anni, altre città si unirono alla marcia. E il numero dei manifestanti iniziò a crescere di volta in volta. A Mosca, ad esempio, negli ultimi anni sono scese in strada circa 10.000 persone.

Nonostante le richieste degli organizzatori, che nel 2013 avrebbero voluto far passare il corteo per il centro della capitale russa, le autorità hanno autorizzato la manifestazione solamente nel lontano quartiere di Lyublino, a Sud-Est della città, per evitare scontri.

Trentamila le persone previste che, secondo gli organizzatori, scenderanno in strada per rivendicare alcune richieste. Tra queste, definire l’etnia russa come il popolo che governa lo Stato; introdurre un regime di visti per i Paesi dell’Asia Centrale, lottare contro l’immigrazione illegale e l’alcolismo, e portare fuori la Russia dal Wto (Organizzazione mondiale del Commercio).

Secondo Dmitri Diomushkin, leader del movimento Russkie, uno degli organizzatori della Marcia Russa, l’evento “si sta convertendo in un movimento autenticamente russo, e sta perdendo le origini di manifestazione puramente nazionalista”.

“In passato la Marcia coinvolgeva esclusivamente i simpatizzanti del movimento Nazionalista – ha spiegato Diomushkin -. Quest’anno si sono unite nuove organizzazioni”.

Aleksandr Verkhovskij, direttore del Centro di analisi e informazione Sova, sostiene invece che alla nuova edizione difficilmente parteciperà un numero di manifestanti significativamente più elevato rispetto al passato: egli è infatti convinto che le frange più radicali potrebbero disertare l’evento, a causa della scarsa fiducia nei confronti degli organizzatori, che in passato parteciparono alle manifestazioni di protesta dell’opposizione russa nel 2011 e nel 2012.

“Per la maggior parte dei Nazionalisti radicali è inaccettabile sfilare per strada a fianco dei movimenti liberali e di sinistra – spiega l’esperto . È per questo motivo che la partecipazione alla Marcia Russa nel 2012 fu nettamente più ridotta”. Secondo fonti ufficiali, nel 2012 alla manifestazione parteciparono circa 7.000 persone invece delle 15.000 dichiarate dagli organizzatori. Aleksandr Verkhovskij è convinto che i Nazionalisti esagerino dicendo di avere un importante programma sociale. Secondo l’esperto, le esigenze sociali di questo movimento si riducono a garantire che “la gioventù si dedichi ad altre cose diverse dalle risse”.

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