Le proteste contro gli immigrati si espandono a macchia d'olio

La polizia schierata negli scontri di Biryulevo, a Mosca (Foto: Ramil Sitdikov / RIA Novosti)

La polizia schierata negli scontri di Biryulevo, a Mosca (Foto: Ramil Sitdikov / RIA Novosti)

Il conflitto etnico scoppiato nella capitale minaccia di toccare altre grandi città della Federazione

In alcune regioni russe la gente ha iniziato a scendere in piazza a sostegno dei residenti del quartiere moscovita Biryulevo, insorti, dopo l’assassinio di un giovane russo per mano di un immigrato di origine caucasica. Saratov, Krasnodar, Omsk, Volgograd e Astrakhan manifestano chiedendo una revisione della politica russa sull’immigrazione. Secondo gli esperti, la situazione migratoria costituisce da tempo un problema nelle regioni e il conflitto scoppiato a Mosca ha contribuito solo a infiammare gli animi dei russi.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Interfax, dopo il conflitto interetnico scoppiato nel quartiere Biryulevo di Mosca, anche nella città russa di Saratov si è verificata una rissa tra un gruppo di giovani del posto e alcuni immigrati originari del Caucaso. Lo scontro ha visto coinvolte, in totale, circa 20 persone. Nello stesso giorno, nel centro cittadino è stata organizzata una marcia di nazionalisti in segno di solidarietà con le proteste avvenute domenica 13 ottobre 2013 nel quartiere moscovita Biryulevo.

Anche gli abitanti di Krasnodar, nel Sud del Paese, hanno deciso di esprimere il loro sostegno ai moscoviti, convocando una manifestazione non autorizzata il 14 ottobre 2013. Secondo quanto riportato dall’agenzia Interfax, la polizia è riuscita, tuttavia, a troncare sul nascere la manifestazione nazionalista non autorizzata. Solo poche decine di persone hanno risposto agli appelli diffusi sui social network e su diversi forum giovanili che chiedevano ai cittadini di Krasnodar di riunirsi alle ore 19 in Piazza Teatralnaya in segno di solidarietà nei confronti dei residenti di Biryulevo. All’ora stabilita, la piazza principale di Krasnodar è stata transennata dagli agenti di polizia, che hanno mantenuto la situazione sotto controllo.

Oltre a Saratov e a Krasnodar, anche in altre importanti città russe come Stavropol, Rostov-sul-Don, Volgograd, Astrakhan e Tula sono state organizzate simili manifestazioni di massa a sostegno della rivolta di Mosca. Inoltre, sui social network i giovani di Omsk hanno dichiarato di essere pronti a scendere in piazza per dimostrare il loro sostegno ai manifestanti di Biryulevo.

Come ha spiegato a Russia Oggi, Alexei Skopin, capo del Dipartimento delle Politiche regionali e di geografia economica della Scuola Superiore di Economia, il conflitto di Mosca è solo l’ultima goccia nel mare di corruzione che domina il rilascio dei permessi di lavoro agli immigrati.

“Questa tensione è iniziata nelle regioni e solo ora è arrivata a Mosca. Nella capitale c’erano già state sollevazioni simili, legate a conflitti isolati, ma esse non si erano mai propagate in questo modo prima d’ora. La difficoltà principale sta nel fatto che si tratta di una questione molto trascurata, - ha detto l’esperto. - Naturalmente, in una situazione simile, il conflitto di Biryulevo continuerà a evolversi. Nell’ambito dell’immigrazione illegale, circolano così tanti soldi che nessuna delle persone coinvolte vorrà rinunciarvi spontaneamente. Finché l’ordine non verrà ristabilito, la situazione è destinata solo a peggiorare. Mediante il pagamento di una tangente, un individuo può assicurarsi il diritto di soggiorno e la clemenza delle autorità, mentre il resto dei costi esterni viene scaricato sulla popolazione. Sempre più spesso sono i cittadini stessi a dover provvedere, da soli, alla propria sicurezza, nonostante questo sia, in realtà, un compito delle autorità”.

Il presidente dell’associazione dei veterani della divisione speciale “Alfa”, nonché deputato della Duma comunale di Mosca, Sergei Goncharov, è convinto che la propagazione del conflitto sia legata in primo luogo alla grande diffusione di Internet e alla possibilità di divulgare rapidamente informazioni. “Mi connetto a Internet e vedo questi appelli a scendere in piazza. Va anche ricordato, poi, che Mosca, in qualità di capitale, costituisce una sorta di punto di riferimento per il resto delle città russe, pertanto la gente reagirà a quanto sta succedendo al centro”, spiega Goncharov. Il deputato osserva che, visto lo stato attuale delle cose, non è più sufficiente limitarsi a campagne di controllo degli immigrati, è necessario ricorrere a soluzioni politiche serie.

Secondo Alexei Skopin, una delle soluzioni possibili potrebbe essere l’introduzione di un regime di visti con i Paesi dell’Asia Centrale. Egli è convinto che alla Russia basti il 30 per cento dell’attuale flusso migratorio.

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