Gay, le contestazioni fermano il meeting di San Pietroburgo

La manifestazione era stata organizzata per la Giornata internazionale del Coming Out, ma non si è svolta a causa delle contestazioni (Foto: AP)

La manifestazione era stata organizzata per la Giornata internazionale del Coming Out, ma non si è svolta a causa delle contestazioni (Foto: AP)

Organizzato per rivendicare i diritti della comunità omosessuale, il raduno è stato bloccato da un gruppo di oppositori e si è concluso con 67 arresti

Si è conclusa con l’arresto di 67 persone la manifestazione a difesa dei diritti degli omosessuali, organizzata il 12 ottobre 2013 a San Pietroburgo, nel Campo di Marte. Il meeting era stato voluto in occasione della Giornata internazionale del Coming Out, legata al riconoscimento volontario del proprio orientamento sessuale.

Il raduno, organizzato dagli attivisti Lgbt Kirill Kalugin e Natalia Tsymbalova, con il sostegno dell’associazione “Vykhod” (“Uscita”) e dell’alleanza degli eterosessuali per l’uguaglianza delle comunità Lgbt, era stato voluto per far sentire la voce di tutti coloro che dicono “no” alla discriminazione sessuale.

Credit: Dan Pototsky
La Russia e la questione omosessuale

Visto che non è richiesta alcuna autorizzazione per i meeting in questo territorio, il Campo di Marte si è trasformato in poco tempo in una specie di Hyde Park pietroburghese, senza incontrare ostacoli da parte dell’amministrazione locale.

Tutto ciò, però, ha scatenato il malcontento degli oppositori del movimento Lgbt. Valentin Botsin, responsabile dell’Unione delle associazioni dei veterani di San Pietroburgo, si è rivolto con una lettera al metropolita della Capitale del Nord, evidenziando la propria indignazione davanti a questo “raduno di omosessuali sul Campo di Marte”, invitandolo a “prendere parte alla lotta silenziosa per la salvezza delle anime dei nostri figli”.

A un’ora dall’inizio della manifestazione, la zona è stata circondata dagli uomini dell’Omon, le forze speciali russe. Alcuni nazionalisti, insieme a dei sacerdoti e ai rappresentanti dei distaccamenti cosacchi, si sono presentati sul posto del raduno, benché fossero molto meno numerosi degli altri attivisti.

Il capo del distaccamento dei cosacchi, rivolgendosi ai manifestanti, ha ricordato che la Duma di Stato russa ha recentemente approvato una legge che vieta la propaganda dell’omosessualità “che devia i nostri giovani”. Al suo discorso hanno fatto seguito gli interventi di alcuni religiosi, un musulmano e tre ortodossi. I rappresentanti della Chiesa hanno manifestato la loro contrarietà nei confronti della comunità Lgbt.

Il meeting, alla fine, non si è svolto: i partecipanti non sono riusciti a raggiungere il posto prestabilito poiché gli oppositori, scandendo alcune preghiere e gettando oggetti e acqua benedetta sui manifestanti, non hanno permesso loro di avvicinarsi al centro del Campo di Marte.

Quando poi gli attivisti hanno cercato di rompere la catena umana per raggiungere il centro dell’area, è scattato l’intervento della polizia.

Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, la manifestazione si sarebbe conclusa con l’arresto di 67 persone, tra attivisti Lgbt, rappresentanti ortodossi e cosacchi: ovvero coloro che, secondo la polizia, non avrebbero rispettato la legge. Il 14 ottobre 2013, comunque, i manifestanti sono stati liberati. “Nessuno è rimasto ferito – ha detto Natalia Tsymbalova -, anche se qualcuno di loro ha riportato delle lievi lesioni”.

Ricordiamo che la legge che fa divieto di propaganda dell’omosessualità e della pedofilia in presenza di minori è entrata in vigore il 30 marzo 2012 a San Pietroburgo, fra il plauso dei sostenitori e la contrarietà di coloro che si opponevano a questo provvedimento.

Per chi infrange la legge è prevista un’ammenda che varia dai 5.000 ai 500.000 rubli.

La precedente manifestazione a sostegno delle comunità gay e lesbiche si era svolta il 6 settembre 2013 sul Campo di Marte a San Pietroburgo: aveva riunito circa 70 persone e si era conclusa senza arresti.

L'articolo è stato preparato sulla base di materiali tratti da Ria Novosti, Moskovsky Komsomolets, Gazeta.ru, Fontanka.ru e Rossiyskaya Gazeta

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