Migliorando la didattica nell'era della tecnologia

Durante la Guerra fredda, agli studenti americani si raccomandava di studiare tanto per competere con i loro coetanei sovietici. Come si colloca l’istruzione in Russia oggi?

Quando è in classe Svetlana Levkovets, un’insegnante di 49 anni di San Pietroburgo, si è ormai abituata a competere con i telefoni cellulari e dice che cerca di assegnare compiti a casa che costringano i suoi studenti a studiare facendo a meno della tecnologia. “È sufficiente assegnare loro compiti nei quali debbano mettere a confronto alcuni fatti e Internet non sarà loro di aiuto”. Ma oggi gli adolescenti russi hanno qualche altro asso nella manica, oltre ai gadget tecnologici.

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di Mosca: guarda il video

A maggio 2013 Vkontakte, il social  network chiamato“il Facebook russo”, ha pubblicato in anteprima le risposte per l’Esame unico di Stato, che nelle intenzioni doveva rivoluzionare il sistema della scuola secondaria in Russia, sostituendo gli esami più specifici e soggettivi previsti per i diplomandi delle superiori.

Lilia Brainis, 24 anni, ha insegnato per tre al Liceo 1.535 di Mosca, spesso considerato uno dei  migliori istituti scolastici della capitale, e dice che non ha senso combattere contro la tecnologia, e che nell’epoca in cui ogni risposta può essere trovata online spetta agli insegnanti adeguarsi.

Irina Abankina, direttrice dell’Istituto per lo Sviluppo dell’istruzione presso la scuola superiore di Economia, crede che i problemi dell’Esame unico di Stato riflettono la mancanza di valori della società moderna e che, tutto sommato, la riforma dell’istruzione si sta muovendo nella direzione giusta.

Secondo i dati forniti dall’istituto di Abankina, da quando nel 2009 è stato introdotto l’Esame unico di Stato, il numero degli studenti che si è traferito in un’altra città per ragioni di studio è aumentato del 16 per cento, e secondo lei tale aumento è da ricondurre proprio ai risultati del test. In precedenza, ogni università prevedeva un proprio esame e gli studenti che volevano iscriversi dovevano recarsi sul posto per sostenerlo.

Di conseguenza, molti studenti si sono iscritti all’università nella stessa città nella quale sono cresciuti. Prima dell’Esame unico di Stato gli studenti che vivevano fuori dalle grandi città “non avrebbero mai osato” iscriversi a uno dei migliori istituti scolastici russi, dice Abankina.

Con un altro passo avanti mirante a uniformare il settore dell’istruzione e far sì che i migliori studenti si preparino al meglio per l’università, a cominciare dalla primavera 2013 tutti gli alunni che frequentano la nona classe devono superare un esame denominato Certificazione finale di Stato (Gia), per proseguire gli studi negli ultimi due anni di scuola superiore. Chi non supera l’esame può continuare gli studi in una scuola professionale.

Malgrado questi piccoli cambiamenti, il sistema della pubblica istruzione nella Russia moderna non differisce molto da quello in uso nell’Unione Sovietica. I bambini iniziano a frequentare la scuola a sette anni e trascorrono i primi quattro anni con lo stesso insegnante e gli stessi compagni.

L’istruzione primaria è ritenuta molto valida nelle materie fondamentali, ma quando gli studenti passano alla scuola secondaria, le differenze tra il curriculum di studi russo e quello delle scuole di altri Paesi si fanno più marcate.

Il Programma per la valutazione internazionale degli studenti, realizzato nel 2009 dall’Ocse (Organizzazione per la cooperazione  e lo sviluppo economico), ha evidenziato che i quindicenni russi non sono capaci come i loro coetanei di altri Paesi di risolvere problemi nell’ambito della vita reale e di riflettere sul significato di ciò che leggono.

I risultati della valutazione colpiscono in maniera particolare, perché gli studenti russi più giovani compaiono regolarmente nelle posizioni più alte delle classifiche internazionali. I trend nello studio internazionale della matematica e delle scienze eseguito nel 2011 collocano i russi al quarto posto e gli studenti dell’ottava classe nei primi dieci posti di ogni categoria su 57 Paesi.

Secondo Abankina questi risultati hanno evidenti motivazioni: “La capacità di applicare ciò che si sa, di pensare, di condurre ricerche e lavorare a progetti specifici: questo continua a essere il nostro punto debole. E lo era anche ai tempi della scuola sovietica”.

Occorre guardare al futuro, non al passato

Le riforme dell’istruzione che determineranno un’evidente rottura con il passato sovietico sono state varate da poco, sotto forma di una nuova Legge sull’Istruzione entrata in vigore il 1° settembre 2013.

In base a tale nuovo sistema, che sarà operativo integralmente in tutto il Paese soltanto nel 2020, gli studenti delle scuole superiori sceglieranno alcune materie da approfondire e seguiranno altre materie opzionali a loro scelta.

Un’altra parte della riforma comporta il consolidamento delle scuole. La crisi demografica del Paese ha avuto come conseguenza una perdita di studenti in molti istituti e tra il 2000 e il 2011 è stato chiuso quasi il 30 per cento delle scuole russe.

Alcune piccole scuole sono state accorpate tra loro, così che più istituti condividessero un’unica amministrazione oppure, come nel caso della Scuola 685 di San Pietroburgo dove insegna Svetlana Levkovets, due scuole sono state riunite in un unico edificio nuovo, situato accanto a un’autostrada trafficata,  invece che nel   cortile pieno di alberi nel quale si trovava la vecchia sede.

Ma Levkovets resta ottimista: “È interessante vedere come funziona il nuovo modello. Nel peggiore dei casi, le cose continueranno ad andare avanti così”.

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