Mondo del lavoro al bivio: figli o carriera?

Con i cambiamenti sociali in corso in Russia, sempre più spesso le donne iniziano a domandarsi quali ripercussioni può avere un figlio nello sviluppo della propria carriera lavorativa (Foto: PhotoXPress)

Con i cambiamenti sociali in corso in Russia, sempre più spesso le donne iniziano a domandarsi quali ripercussioni può avere un figlio nello sviluppo della propria carriera lavorativa (Foto: PhotoXPress)

Un terzo dei cittadini della Federazione è convinto che un'occupazione di successo sia quasi o del tutto incompatibile con l'avere una famiglia

Stando a quello che afferma un sondaggio, un terzo dei cittadini russi crede che avere famiglia e allevare bambini sia incompatibile con una carriera di successo. E gli under 24 antepongono la carriera alla famiglia.

Il sondaggio è stato condotto tra russi attivi nel mondo del lavoro e di età superiore ai 18 anni. Agli intervistati è stato chiesto: “Quando è più probabile per una donna avere successo nella carriera, prima o dopo aver avuto un figlio?”. Il 31 per cento ritiene che per una donna sia molto più difficile fare carriera dopo aver avuto un bambino e il 42 per cento degli intervistati più giovani ha scelto questa risposta, in percentuale notevolmente superiore rispetto agli intervistati della generazione più anziana. Al tempo stesso, oltre un terzo (38 per cento) degli intervistati di età superiore ai 45 anni crede che “avere figli non abbia ripercussioni sulla carriera di una donna”. Gli esperti del portale Web hanno osservato tuttavia che gli intervistati di fasce di età superiori considerano che carriera e famiglia “non siano correlate l’una all’altra”.

Il 22 per cento degli intervistati ha affermato che la carriera di una donna può davvero decollare dopo che ha avuto un bambino, spiegando che proprio il fatto di avere un neonato la può incoraggiare a guadagnare di più. Un terzo (33 per cento) di chi ha risposto al sondaggio non vede alcuna correlazione tra la carriera e i figli e crede che tutto dipenda dall’ambiente circostante e dalla disponibilità di qualche aiuto.

Il sondaggio ha rivelato un cambiamento in atto dovuto a fattori di età negli atteggiamenti dei russi. La maggioranza (42 per cento) degli under 24 sogna una carriera di successo che gli eventuali figli potrebbero far deragliare. Tale percentuale scende tra chi è nella fascia di età 25-34 anni e il 35 per cento crede che sia indispensabile aver fatto carriera prima di pensare di mettere al mondo dei figli. Soltanto il 27 per cento degli intervistati di età compresa tra i 35 e i 44 anni la pensa in questo modo e la percentuale si riduce ancora (26 per cento) tra chi ha più di 45 anni.

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Elena Balashova, ricercatrice capo presso il dipartimento di psicologia dell’Università statale di Mosca, concorda che in realtà la tendenza ad anteporre la carriera ai figli esiste: “La gente ha iniziato a considerare la carriera in modo del tutto diverso rispetto al passato. Ciò dipende dal fatto che le opportunità di crescita professionale sono aumentate rispetto a 30-40 anni fa. Oggi esistono possibilità di guadagni economici consistenti, lavorando all’estero, o di viaggiare”, ha detto l’esperta, che ha aggiunto che anche tra i suoi conoscenti molti si sono dedicati a crescere i propri figli per poi avere un ripensamento circa le scelte effettuate.

“In termini sociali si tratta di un trend positivo, ma c’è sempre l’altra faccia della medaglia. Che cosa è meglio per un bambino:  una madre che ha successo in società o una mamma dedita interamente alla casa e alla famiglia? - chiede la psicologa -. Anche il ruolo sociale della nonna è cambiato. In passato le donne preferivano andare in pensione e dare una mano ad allevare i nipoti, mentre oggi le pensionate cercano di lavorare in ogni caso. E nel frattempo, per avere una babysitter si spende una fortuna ed è pure difficile trovarla”.

Sergei Smirnov, direttore dell’istituto di scienze sociali presso la Scuola superiore di economia, considera i risultati del sondaggio del tutto normali. Egli è fiducioso che i giovani non intendano rinunciare del tutto a farsi una famiglia, ma vogliano soltanto rimandare nel tempo il momento in cui si sposeranno e metteranno al mondo dei figli. Ciò, almeno in parte, è dovuto alle opportunità formative diventate accessibili ai russi negli ultimi tempi.

“La gente paga il college e quando si laurea cerca di dare un giusto valore ai soldi. Ciò è possibile soltanto trovando un posto di lavoro molto redditizio. Oltretutto, un professionista appassionato e dedito al suo lavoro educherà i propri figli molto meglio delle famiglie in difficoltà”, ha detto il professore. Egli ha aggiunto anche che il carattere del singolo riveste un ruolo molto fondamentale in questi processi e il governo non può mettere bocca nelle modalità con le quali evolve la situazione demografica. “A ciascuno il suo: ad alcune persone va bene mettere su famiglia, mentre altre puntano a fare carriera. Il governo non può interferire in questi processi. Al massimo può controbilanciare la perdita di reddito famigliare”, ha detto.

Anche Elena Balashova è dello stesso parere: “Se il governo fosse veramente interessato ad aumentare il tasso di natalità, dovrebbe fare una proposta finanziariamente vantaggiosa a chi sceglie la maternità”. La psicologa spiega che è impossibile prevedere se il trend di chi sceglie “la carriera prima di qualsiasi altra cosa” sarà sostenibile sul lungo periodo. In futuro, tra qualche anno, questo trend potrebbe cambiare radicalmente, e la gente forse tornerà a essere maggiormente orientata sulla famiglia.

Alcuni esperti, tuttavia, credono che l’atteggiamento di apparente disinteresse nei confronti della famiglia rifletta un atteggiamento di immaturità tipico della generazione più giovane.

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