Ricerca, atenei russi calamite di investimenti

Secondo uno studio, le università russe occupano l’undicesimo posto a livello mondiale per la quantità di denaro che ricevono dalle grandi aziende (Foto: PhotoXpress)

Secondo uno studio, le università russe occupano l’undicesimo posto a livello mondiale per la quantità di denaro che ricevono dalle grandi aziende (Foto: PhotoXpress)

Le università della Federazione hanno battuto gli Stati Uniti e la Germania per quantità di denaro che ricevono dalle grandi aziende al fine di finanziare i giovani studiosi

Secondo il ranking degli atenei, redatto da Times Higher Education in collaborazione con Thomson Reuters, le università russe occupano l’undicesimo posto a livello mondiale per la quantità di denaro che ricevono, per ricercatore, dalle grandi aziende. Con un indice di 36.500 dollari, la Russia ha superato Stati Uniti (25.800), Hong Kong (20.000), Germania (14.900) e Israele (13.600).

La classifica delle migliori università del mondo (The World University Rankings), stilata dalla rivista britannica Times Higher Education in collaborazione con l’agenzia di stampa Thomson Reuters, è considerata una delle classifiche più importanti e riconosciute a livello mondiale. La graduatoria è stata creata nel 2010 al posto della classifica “World University Rankings”, che la rivista Times Higher Education pubblicava, dal 2004, assieme alla società Quacquarelli Symonds. 

Nella stesura della classifica, la somma che le imprese destinano a una determinata università viene calcolata in dollari statunitensi secondo il criterio della parità dei poteri d’acquisto. Questo metodo, a differenza del calcolo sulla base del tasso di cambio, tiene conto del fatto che, con un dollaro, in molti Paesi si può acquistare una grande varietà di prodotti e servizi. Successivamente questo importo viene diviso per il numero di ricercatori di detta università.

Secondo il parere degli esperti, la posizione della Russia nel rating è davvero molto alta; ciò si deve, in gran parte, al fatto che gli analisti hanno preso in considerazione solo gli investimenti aziendali destinati alle 400 università considerate migliori in termini di qualità dell’istruzione. Le principali università della Federazione ricevono di fatto molto denaro dalle imprese, ma, nel complesso, secondo gli esperti la situazione nel Paese non è così rosea. Si osservano, in ogni caso, anche alcune tendenze positive: attualmente, nella maggior parte delle università russe, si stanno creando dei dipartimenti speciali per la gestione della proprietà intellettuale e la sua commercializzazione.

Timur Nigmatullin, analista dell’agenzia Interfax, ritiene che la posizione della Russia nella classifica sia del tutto giustificata, considerando che i calcoli sono stati effettuati in base al criterio della parità dei poteri d’acquisto.

“Come esempio dei passi avanti compiuti dalle università russe si possono citare i successi dell’Università statale di Mosca nel campo della ricerca dei processi geologici moderni nei margini continentali sottomarini e la creazione di un software per i super computer impiegati nell’estrazione di gas e petrolio. Il Mifi, l’Istituto di ingegneria e fisica di Mosca, inoltre, ha sviluppato delle pastiglie a base di combustibile nucleare, materiali ad alto rendimento basati su elementi che assorbono neutroni e sono pertanto utilizzabili nelle centrali nucleari, e sistemi capsulari per la realizzazione di ricerche endoscopiche”, sottolinea l’esperto.

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