A caccia del meteorite sommerso

Il lago Chebarkul, a Ovest di Chelyabinsk, dovrebbe custodire il frammento di meteorite caduto dai cieli russi nel febbraio 2013 (Foto: Lori / Legion Media)

Il lago Chebarkul, a Ovest di Chelyabinsk, dovrebbe custodire il frammento di meteorite caduto dai cieli russi nel febbraio 2013 (Foto: Lori / Legion Media)

A sei mesi dalla pioggia cosmica caduta a Chelyabinsk, partono le ricerche per recuperare il corpo celeste custodito nel lago Chebarkul

Caccia grossa al meteorite nascosto. Il 23 agosto 2013 a Chelyabinsk si svolgerà una gara d’appalto per recuperare il corpo celeste che giace nel fondo del lago Chebarkul, a 16 metri di profondità. Chi si aggiudicherà l’impresa, avrà 28 giorni di tempo per recuperare il meteorite, “esploso” nei cieli di Chelyabinsk il 15 febbraio 2013. L’onda d’urto ha distrutto i vetri di molti edifici, ferendo 1.600 persone.

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Secondo i calcoli dell’Accademia Russa delle Scienze il corpo celeste caduto sulla regione di Chelyabinsk era di alcuni metri di grandezza, per una massa pari a dieci tonnellate; il meteorite è entrato nell’atmosfera terrestre con una velocità di 15-20 chilometri al secondo (70mila chilometri l’ora) e si è distrutto a 30-50 chilometri d’altezza. Da un punto di vista tecnico, sollevare il meteorite dal fondo del lago non è eccessivamente difficile, come evidenzia Igor Marinin, redattore di Novosti Kosmonavtiki: “Come prima cosa bisogna ritrovarlo. Poi sarà necessario scavarci attorno per poterlo raggiungere da tutti i lati. Sicuramente sarà impantanato nel fango e nella melma. Ma per questo ci sono delle speciali draghe galleggianti che usano apposite manichette capaci di spazzare via il fango dai lati. È un lungo lavoro. Successivamente, un elicottero si alzerà in volo e ripescherà il pezzo di meteorite”.

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La notizia del tentativo di recupero è arrivata a fine luglio 2013. Marina Aleksandrova, segretario stampa di Aleksandr Galichin, ministro per la Sicurezza sulla Radioattività e l’Ecologia della regione, ha riferito che per i lavori verranno reclutati dei palombari professionisti e organizzazioni specializzate.

“Il servizio di salvataggio dell’oblast dirigerà i lavori – ha precisato -. Alcune organizzazioni esterne verranno assunte per portare a termine le operazioni tecniche. Si tratta di organizzazioni che hanno a disposizione delle apparecchiature speciali che permettono di effettuare delle ricognizioni territoriali, volte a individuare l’oggetto delle ricerche”.

Per il momento non sono ancora state rese note quali saranno le organizzazioni che prenderanno parte al progetto. Probabilmente si tratterà di organizzazioni militari o di qualche altro ente delle Forze Armate.

Difficile dire se il recupero del frammento di meteorite porterà a scoperte scientifiche particolari. Molti specialisti, però, dubitano che verrà trovata qualche cosa sul fondo del lago. Georgy Grechko, astronauta russo, ha avanzato l’ipotesi che si trattasse del nucleo di una cometa, composto di ghiaccio e condriti. Se così fosse, dato che il ghiaccio si è sciolto, nel lago non sarebbe rimasto nulla. Se, al contrario, il meteorite ci fosse, e venisse ripescato, si tratterebbe senza dubbio di un risultato eccezionale. Si verrebbe così in possesso di un corpo celeste che per milioni di anni non è stato sottoposto all’influsso della Terra.

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