Come evitare di offendere la sensibilità religiosa

La nuova legge prevede pene detentive fino a tre anni per coloro che offendono i sentimenti religiosi dei cittadini russi (Foto: Reuters)

La nuova legge prevede pene detentive fino a tre anni per coloro che offendono i sentimenti religiosi dei cittadini russi (Foto: Reuters)

Un avvocato definisce la sottile differenza che passa tra il commettere un reato insultando il credo altrui e l'esprimere la propria opinione

Da adesso in poi le forze dell’ordine russe dovranno avere dimestichezza con le questioni religiose ed essere in grado di determinare le motivazioni di fondo di un reato. La nuova legge che tutela “i diritti dei credenti” stabilisce infatti severe punizioni per chiunque offenda “la sensibilità religiosa”, mentre quanti tengono un comportamento incivile se la caveranno con qualche piccola contravvenzione.

In rari casi, si renderanno necessarie valutazioni di ordine linguistico e culturale. Secondo Vladislav Grib, membro della Camera pubblica russa, del Presidio delle Associazioni degli avvocati russi, vicepresidente del Consiglio di amministrazione dell’Associazione degli avvocati russi, la polizia è già in grado di distinguere tra insulti e comportamento incivile.

Signor Grib, è possibile che la nuova legge possa alla fine scontrarsi con i diritti degli atei?

Foto: Kommersant
L'avvocato Vladislav Grib: "La legge
non avrà alcun effetto sulla possibilità
di esprimere la propria visione del mondo
e di renderla pubblica"
(Foto: Kommersant)

La legge non avrà effetti sulla possibilità di esprimere le proprie opinioni e renderle pubbliche. Tra le altre cose, in nessun modo essa preclude la possibilità di avere opinioni atee. La gente avrà ancora la possibilità di esprimersi liberamente, per iscritto o a voce, ma è importante che esprima  solo le sue opinioni, senza insultare. C’è una sottile differenza tra le due cose, ma siamo tutti capaci di distinguere tra affermazioni sprezzanti e opinioni, in modo particolare se una dichiarazione fa uso di turpiloquio. Un comportamento irriverente, gridare in chiesa, scrivere sui muri delle chiese o sulle tombe può essere interpretato anche come un reato.

Come possiamo distinguere tra gli insulti alla sensibilità dei credenti e l’inciviltà comune?

Se le affermazioni ingiuriose sono fatte in una chiesa o di fronte a un gran numero di persone, saranno schedate come un insulto alla sensibilità dei credenti. Lo stesso vale per le scritte oscene. Lo scopo di queste dichiarazioni, la loro finalità consistente nell’essere deliberatamente e arrogantemente irridenti, costituirà l’elemento principale del reato, e ciò comporterà la responsabilità penale. Quando si svolgono indagini sui casi di vilipendio della religione, potrebbe rendersi necessaria una valutazione linguistica, che  difficilmente si rende necessaria nel caso delle oscenità, dato che la loro interpretazione non è ambigua. Per esempio, abbiamo già definizioni precise per il vandalismo, il teppismo e altre cose, quindi la legge molto verosimilmente sarà applicata in modo simile. Quando c’è di mezzo un’opera letteraria, potrebbe rendersi necessaria un’analisi letteraria. In realtà, il Codice penale russo definisce già che cosa è un insulto, ma da questo punto di vista lo si considererà un insulto a un principio religioso invece che a una persona. La libertà di religione e la difesa della religione sono diritti costituzionali.

Che cosa è cambiato, dunque?

In precedenza, eravamo in grado di infliggere una pena alle persone che offendevano la religione, ma le loro azioni erano considerate alla stregua di un atto di teppismo ed erano punite a dir tanto con una multa di poche centinaia di rubli. Da questo punto di vista, più che proteggere la sensibilità dei credenti, si trattava di una questione di ordine pubblico. Eppure, insultare qualcuno per strada, entrare in una chiesa e gridare oscenità di fronte a decine di persone lì riunite sono reati di gran lunga differenti, dato che in questo ultimo caso chi delinque non solo agisce in modo malvagio, ma si ripropone di offendere la sensibilità dei credenti. La legge adesso invece distingue tra teppismo senza intenti particolari e teppismo con l’intenzione di offendere la sensibilità religiosa. Questo provvedimento sarà anche molto utile a risolvere i conflitti interconfessionali, quando le persone credenti utilizzano metodi inappropriati per dimostrare la correttezza delle loro argomentazioni.

Dunque lei ritiene che le forze dell’ordine saranno in grado di distinguere gli insulti veri e propri dal semplice gesto di inciviltà?

I casi di offesa alla sensibilità religiosa sono alquanto complessi e la polizia e i tribunali di sicuro avranno bisogno di maggiori spiegazioni. Il punto cruciale qui è determinare le motivazioni. Inoltre la polizia dovrà avere anche conoscenze di base sulle varie confessioni religiose. A mano a mano che la legge sarà applicata se ne avrà una comprensione migliore. Molto probabilmente occorreranno due anni o più per raccogliere i dati iniziali necessari all’applicazione della legge; poi, qualora si rendesse necessario, se ne farà una sintesi o se ne emenderà il testo.

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