Una spada di Damocle su chi critica la Chiesa

Un poliziotto controlla i documenti di un partecipante ad una manifestazione a sostegno del gruppo punk Pussy Riot a San Pietroburgo (Foto: RIA Novosti / Vadim Zhernov)

Un poliziotto controlla i documenti di un partecipante ad una manifestazione a sostegno del gruppo punk Pussy Riot a San Pietroburgo (Foto: RIA Novosti / Vadim Zhernov)

La nuova legge, che tutela la sensibilità religiosa dei cittadini russi contro le offese e gli atti derisori e che prevede sino a tre anni di carcere per i contravventori, entrerà in vigore il 1° luglio 2013

Il nuovo emendamento al Codice Criminale, che entrerà in vigore dal 1° luglio 2013, prevede che “i gesti pubblici che esprimono una palese mancanza di rispetto nei confronti della società e mirano ad offendere la sensibilità religiosa dei credenti” potranno essere puniti con una multa sino a 300.000 rubli (9.300 dollari) o una condanna massima a un anno di carcere.

Nel caso in cui tali gesti siano compiuti “in un luogo di culto”, la multa potrà invece raggiungere i 500.000 rubli (15.400 dollari) e la reclusione potrà essere di tre anni di carcere. In passato, l’articolo “Sulla tutela della sensibilità religiosa dei cittadini della Russia” contenuto nel Codice amministrativo prevedeva un’ammenda massima di mille rubli (30 dollari).

“Non abbiamo avuto difficoltà nel formulare la nuova legge”, ha detto Mikhail Fedotov, che dirige il Comitato presidenziale per la Società civile e i diritti umani.

La legge originaria, emanata nel settembre del 2012, prevedeva una condanna massima di cinque anni (anziché tre) di reclusione. E la frase “offendere la sensibilità e le convinzioni religiose” è stata cambiata in: “gesti pubblici… che mirano ad offendere la sensibilità religiosa dei credenti”.

Fedotov ha sottolineato che “offendere la sensibilità religiosa” non era sufficiente. “Occorre poter dimostrare la deliberata intenzione di offendere la sensibilità religiosa, ferma restando la presunzione di innocenza”. L’affermazione “Dio non esiste”, ad esempio, non è perseguibile per legge. Ma il gesto di chi “si presenta in una chiesa con un cartello che dichiara: Dio non esiste, o intona la stessa frase all’interno di un luogo di culto, e in particolare durante un servizio religioso, rappresenta invece una chiara violazione della legge”.

Fedotov fa notare che la nuova legge tutela anche gli atei. “Gli appartenenti alle fedi religiose e gli atei sono entrambi credenti: i primi credono nell’esistenza di Dio, i secondi credono nel contrario”.

Il Comitato per la società civile e i diritti umani si è battuto, invano, affinché nella legge venisse inserita una clausola secondo la quale le denunce possono essere presentate solo dalla parte lesa. In base all’attuale formulazione della legge, invece, un individuo può essere accusato solo in base a quanto contenuto nei verbali redatti dalla polizia.

Henri Reznik, presidente della Camera degli avvocati di Mosca, fa notare che la nuova legge non è che la rielaborazione di una terminologia già esistente nella giurisprudenza russa.

Il Codice Criminale contiene già degli articoli sull’incitamento all’odio religioso e sull’offesa dell’onore e della dignità per motivi religiosi. Ad oggi nessuno è mai stato accusato di offesa alla sensibilità religiosa: un articolo che è contenuto da oltre dieci anni nel Codice amministrativo della Federazione Russa.  

“Il fatto che questo particolare articolo sia rimasto intoccato per più di dieci anni dimostra quanto sia difficile provare che simili azioni siano state realmente commesse”, afferma Reznik.

Egli ritiene inoltre che da un punto di vista legale il concetto stesso di “offesa alla sensibilità religiosa” si presti a diverse interpretazioni, e quindi alla possibilità di abusi di potere.

“In che modo possiamo definire i termini offesa e sensibilità? - domanda Reznik. - Sono molte le cose che possono offenderci. Proviamo sentimenti morali, e sentiamo ciò che riteniamo giusto. Ad esempio, le leggi che oggi vengono approvate nella Federazione Russa rappresentano un insulto alla mia sensibilità giuridica”.

“Dovremo aspettare e vedere cosa accade quando si tratterà di applicare la legge”, ha dichiarato in un’intervista alla radio Ekho Moskvy Mikhail Barshchevsky, rappresentante del governo russo presso la corte suprema. Barshchevsky ha inoltre fatto notare che quando fu approvata la legge, altrettanto discussa, sull’estremismo, “eravamo tutti preoccupati che potesse essere formulata in termini così generici da far apparire qualsiasi cosa un atto di estremismo”.

“Ad oggi, e con pochissime eccezioni, i cittadini normali che rispettano la legge non sono stati toccati dalla legge sull’estremismo”, ha aggiunto Barshchevsky, il quale si è detto “assai preoccupato riguardo alla seconda parte [della nuova legge]: quella che si riferisce ad atti commessi all’interno di luoghi di culto”.

“Se questo è quanto si legge nella seconda parte, la prima parte deve riferirsi dunque a gesti commessi in luoghi che non sono di culto – ovvero, ovunque: in pubblico, in ascensore, nella propria abitazione, alla radio”.

“Il governo dovrebbe promulgare delle leggi eque, ma ad essere onesti qui esisterà sempre un pregiudizio a favore della chiesa ortodossa russa”, dichiara Aleksandr Shatilov, preside del Dipartimento di Sociologia e Scienze Politiche dell’Università Finanziaria presso il governo della Federazione Russa. Stando a Shatilov, i mezzi di comunicazione vicini alla sinistra sono impegnati in una campagna contro la Chiesa ortodossa russa e il patriarca Kirill, che “sono chiaramente schierati con il partito al governo, causando lo scontento dell’opposizione”.

“Offendere qualcuno per motivi religiosi e profanare gli oggetti venerati è sempre stato considerato inaccettabile. Adesso però la pena prevista per atti simili è molto più severa, e spero che ciò aiuterà a prevenire in futuro la profanazione dei simboli religiosi e a porre fine all’accanimento religioso”, ha detto Vsevolod Chaplin, direttore del Dipartimento russo per la Cooperazione tra chiesa e società, citato da Ria Novosti.

Anche Rushan Abbyasov, vicepresidente del Consiglio dei mufti della Russia, vede di buon occhio la legge appena adottata. “Questa nuova legge potrebbe contribuire a raffreddare alcuni animi e prevenire molti gesti che mirano a incitare all’odio etnico e religioso”.

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