La verità sugli orsi russi

Ci sono alcune cose importanti da sapere nel caso si facesse un incontro ravvicinato con un orso russo (Foto: Lori/Legion Media)

Ci sono alcune cose importanti da sapere nel caso si facesse un incontro ravvicinato con un orso russo (Foto: Lori/Legion Media)

Ora che si avvicina il caldo, chi sta per intraprendere un’escursione nella natura farebbe bene ad acquisire alcune conoscenze specifiche sulle abitudini dei plantigradi di Sakhalin

In tema di stereotipi molto diffusi, tutti abbiamo sentito parlare di canguri che saltellano sulla pista di atterraggio dell’aeroporto di Sydney, di leoni che sbucano fuori all’improvviso per salutare gli alunni nel centro di Nairobi o di mucche che se ne vanno a passeggio per le strade delle città indiane (beh, sì, questo è un  fatto vero). Per alcuni russi, molte regioni a Est degli Urali sono terre esotiche, con permafrost e gulag ormai chiusi. Altri, invece, associano spesso l’Estremo Oriente russo agli orsi.

Gli orsi dell’isola di Sakhalin, ricca di petrolio, ricorrono in molte battute e non c’è niente che infastidisca di più un abitante di quell’isola (compreso il sottoscritto) che chiedergli se gli orsi  vanno a passeggio lungo il corso principale del capoluogo Yuzhno-Sakhalinsk. In tutta sincerità, ancora nel 2006 si sentiva parlare di orsi che attraversavano le foreste e arrivavano sulla pista principale di decollo dell’aeroporto.

Non equivocate, però: questi animali di dimensioni enormi non sono cordiali creature amiche alla ricerca di un cestino da pic-nic. Ogni anno si ha notizia di  persone rimaste uccise dall’aggressione di un orso nelle foreste di Sakhalin o nell’arcipelago di Shantar, un gruppetto di isole molto remote e selvagge appartenenti al territorio di Khabarovsk.

La maggior parte di questi incidenti si verifica nel mese di aprile, quando gli orsi si svegliano dal letargo e non trovano facilmente di che sfamarsi. In realtà non si mettono affatto alla ricerca di un bel pezzo di carne umana russa da divorare, ma  sono estremamente irritabili nel  periodo in cui perfino le bacche sono rare da trovare.

Il grande orso bruno di Sakhalin, che lo crediate o no, è un animale riservato e soltanto il suo istinto di conservazione lo spinge ad aggredire. Le madri proteggono i loro cuccioli nello stesso modo di una gallina protegge i suoi pulcini. Naturalmente un orso può infliggere ferite molto più serie di quello che farebbe una gallina, e pertanto è meglio tenersi a distanza di sicurezza.

La regola fondamentale da tener presente quando si ha a che fare con gli orsi è che in nessun caso si deve toccare un cucciolo, a prescindere da quanto un “mishka” possa essere adorabile.

Inutile dire che ciò vale anche se non si vede la madre nei paraggi. Con l’arrivo della bella stagione, i salmoni risalgono i fiumi per deporre le uova e gli orsi tendono a non essere particolarmente interessati nei confronti degli esseri umani. Ma da lontano tengono d’occhio il pescatore. Coloro che sono entrati in  contatto visivo con gli orsi (e, soprattutto, sono sopravvissuti per poterlo raccontare) dicono che quei grandi animali attaccano unicamente se si sentono minacciati.

La seconda regola più importante da tenere a mente è non scappare mai al cospetto di un orso. Per semplice istinto animale, l’orso in tal caso inseguirebbe il fuggitivo, lo butterebbe a terra e lo concerebbe davvero male, uccidendolo. Se vi sembra che un orso stia per caricarvi, dovete semplicemente arretrare, con molta lentezza. E non dategli le spalle per nessun motivo.

Meno esseri umani vede un orso, più schivo sarà. Un gruppetto di sole tre persone è in grado di spaventarlo e di renderlo aggressivo. In questo caso sarà il panico degli uomini a scatenare l’aggressione.

Un mio vecchio amico, un autentico veterano esperto della vita nella natura selvaggia, mi ha detto che se si trovasse in questa situazione, un gruppo di persone potrebbe provare a imitare il ruggito del leone o della tigre. Secondo lui questo sistema funzionerebbe e l’orso scapperebbe. Per fortuna, a me non è mai capitato di affrontare niente del genere dal vero.

Un altro modo per incutere paura a un orso è percuotere una padella o qualcosa che produca un forte rumore. Se avete la voce grossa, potete anche provare a cantare: in teoria l’orso dovrebbe darsela a gambe.

Quanti vogliono assolutamente vedere un orso dal vivo nel suo ambiente naturale dovrebbero andare a cercarli alla fine di maggio, quando si saranno sfamati. Tenete sempre ogni vostra scorta di cibo ben sigillata in appositi contenitori (il loro odore attrae ogni genere di animale selvatico poco gradito) e accendete falò (il fuoco li spaventa).

Nell’Estremo Oriente russo si dice che gli orsi sono volubili come le belle donne: ragione di più per non andare loro troppo vicini, dato che è scontato che un orso può  arrecare molti più danni di un adorabile esponente del gentil sesso.

I mesi più caldi sono il momento migliore per andare nei grandi spazi aperti russi, ma è sempre consigliabile farlo sempre con una guida o quantomeno in compagnia di persone che conoscano sufficientemente bene le foreste e i sentieri.  

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