Pelle artificiale Made in Russia

Il direttore artistico del corpo di ballo del Teatro Bolshoj di Mosca, Sergei Filin (Foto: AP)

Il direttore artistico del corpo di ballo del Teatro Bolshoj di Mosca, Sergei Filin (Foto: AP)

Grazie agli esclusivi ritrovati dei biofisici russi è stato possibile salvare il viso del direttore artistico del corpo di ballo del Teatro Bolshoj di Mosca, Sergei Filin

Il nome con cui comunemente viene indicata è "pelle artificiale". Questo materiale viene impiegato in tutto il mondo per il trattamento di gravi danni della cute. Pochi sanno però che pionieri della sua creazione furono alcuni scienziati della cittadina di Pushkino, nei dintorni di Mosca.

Nel laboratorio di coltura cellulare e tessutale dell'Istituto di Biofisica teorica e sperimentale dell'Accademia russa delle Scienze, i primi prototipi di "pelle artificiale", in grado di svolgere perfettamente le funzioni dell'epidermide distrutta apparvero già negli anni '80.

In trenta anni, a Pushkino, grazie all'ingegneria cellulare, sono stati sviluppati decine di preparati per la cura delle ustioni: pellicole e gel per la cura di danni superficiali, per la  medicina estetica, per la rigenerazione.

Uno degli ultimi tipi di gel, realizzato grazie all'ingegneria cellulare, è stato usato per curare le lesioni del direttore del corpo di ballo del Teatro Bolshoj di Mosca, Sergei Filin, a cui, a gennaio 2013, è stato gettato in viso dell'acido.

Il preparato è stato impiegato fin dai primi giorni di terapia. "La rigenerazione dei tessuti danneggiati è stata iniziata immediatamente. E i risultati hanno sbalordito persino alcuni dei medici, che inizialmente avevano dichiarato che il paziente avrebbe dovuto sottoporsi a una serie di complesse operazioni di chirurgia plastica, senza alcuna garanzia di riacquistare il suo aspetto di un tempo -, racconta il responsabile del laboratorio di coltura cellulare e tessutale dell'Istituto di Biofisica teorica e sperimentale dell'Accademia russa delle Scienze, nonché membro dell'Unione internazionale per la lotta ai danni da ustione, Boris Gavriljuk. - Invece, senza bisogno di alcuna operazione, solo con l'impiego dei nostri preparati, dopo appena cinque giorni quasi non è rimasta traccia delle ustioni. La pelle del paziente è liscia, priva di cicatrici e di segni". 

Il professore riconosce che la Russia oggi probabilmente dispone dei preparati più efficaci al mondo per la cura delle ustioni.

Boris Gavriljuk ricorda che il compito di imparare ad aiutare i pazienti colpiti da gravi ustioni fu assegnato agli scienziati sovietici subito dopo la tragedia di Chernobyl. Bisognava capire se fosse possibile, dato il pericolo di catastrofi nucleari che comportano un enorme numero di persone ustionate dai raggi ultravioletti e dai raggi gamma, creare una "pelle artificiale" per curarle.

Nacque la necessità di mettere a punto dei materiali con caratteristiche corrispondenti a quelle dell'epidermide, e che fossero in grado di rigenerare gli strati sottostanti della cute, ormai distrutti. Esperimenti durati molti anni portarono infine alla comparsa del cosiddetto colloide biologico, nel quale si riuscì a combinare le proprietà terapeutiche dei materiali sintetici e le caratteristiche biologiche dei polimeri naturali.

"Prima di allora, per la cura dei vari tipi di danni della cute, venivano impiegati principalmente i cosiddetti rivestimenti per lesioni -, racconta il professor Gavriljuk. - Questi rivestimenti possiedono buone caratteristiche meccaniche, proteggono la lesione dagli agenti esterni e contribuiscono in una certa misura alla sua guarigione. Ad essi mancava però la cosa più importante: la capacità di regolare il processo di rimarginazione della ferita. Noi abbiamo ideato un sistema che permette di gestire questo processo consentendo la completa rigenerazione e la normale ricostituzione e reintegrazione dei tessuti. Il risultato si è rivelato di gran lunga migliore".     

In altre parole, i componenti di questo gel colloidale contengono sostanze della giusta viscosità che stimolano il movimento delle cellule nella direzione necessaria: così ha inizio il processo di rigenerazione.

Secondo le stime più modeste, il bacino di utenza dei pazienti affetti da ustioni di varia gravità è di circa 700mila persone all'anno. Per non parlare di oltre un milione di pazienti affetti da vari tipi di lesioni trofiche della cute e da lesioni causate dal freddo.

"I preparati di questo genere offrono nuove possibilità alla medicina contemporanea", dichiara il direttore dell'Istituto di biofisica teorica e sperimentale dell'Accademia russa delle Scienze e socio corrispondente dell'Accademia delle Scienze Genrikh Ivanitskij.

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