Meteoriti, una minaccia chiara e lontana

Ogni anno, decine di migliaia di tonnellate di meteoriti entrano nell'atmosfera terrestre, ma la maggior parte brucia in essa, secondo gli scienziati (Fonte: Marat Akhmetvaleev / marateaman.livejournal.com)

Ogni anno, decine di migliaia di tonnellate di meteoriti entrano nell'atmosfera terrestre, ma la maggior parte brucia in essa, secondo gli scienziati (Fonte: Marat Akhmetvaleev / marateaman.livejournal.com)

Dopo la pioggia cosmica sugli Urali, intervista a Sergei Lamzin, vicedirettore dell’Istituto statale di Astronomia “P. Shtenberg”, sui reali pericoli provenienti dallo spazio

Gli astronomi hanno più o meno già imparato a monitorare gli oggetti potenzialmente pericolosi che possono arrivare dallo spazio. Ma l’uomo non ha ancora inventato un sistema per distruggere gli ospiti indesiderati del cielo prima che entrino nell’atmosfera terrestre. Questo è il punto di vista che Sergei Lamzin, vicedirettore dell’Istituto statale di Astronomia “P. Shtenberg”, ha espresso nell’intervista a Russia Oggi.

Qual è il grado di pericolosità che meteoriti e asteroidi rappresentano per la vita sulla Terra? Si può parlare di scenari apocalittici o è una minaccia in gran parte gonfiata dai mass media?
Ogni anno decine di migliaia di tonnellate di meteoriti superano l’atmosfera terrestre, ma in linea di massima bruciano una volta che l’hanno raggiunta. Questi meteoriti hanno dimensioni microscopiche. I corpi con una massa superiore al chilogrammo sono in grado di volare fino alla superficie terrestre già divisi in frammenti. Più è grande il meteorite, maggiore è la sua energia cinetica e quindi il danno che può arrecare. Se il meteorite di Tunguska avesse “ritardato” di qualche ora sarebbe caduto nei pressi di San Pietroburgo, provocando probabilmente distruzioni su vasta scala. Se sulla Terra cadesse un corpo celeste molto grande – dal chilometro in su – sarebbe una catastrofe di dimensioni planetarie. C’è un’ipotesi ampiamente discutibile secondo la quale fu proprio la caduta di un meteorite, avvenuta milioni di anni fa nella zona del Golfo del Messico, a provocare l’estinzione dei dinosauri.

Si può dire che la probabilità di caduta di meteoriti o asteroidi sulla Terra è più alta in alcune zone rispetto ad altre? C’è sulla Terra un luogo sicuro o dobbiamo rassegnarci all’idea che qualcosa può sempre caderci in testa dal cielo?
La probabilità che sulla testa le cada un meteorite è estremamente esigua. In tutta la storia c’è stato un solo caso di un meteorite che è caduto su un’abitazione. Ha bucato il tetto della casa, finendo sulla donna che si trovava sotto. Ma di fatto la signora non ha subito alcun danno, il meteorite aveva già perso tutta la sua energia per bucare il tetto. Le possibilità di avere un incidente stradale sono incommensurabilmente più alte. Gli astronomi hanno già rilevato tutti gli asteroidi di dimensioni superiori ai cento chilometri che si trovano nelle immediate vicinanze della Terra. E si può forse aggiungere che è stato scoperto un numero considerevole di asteroidi più lunghi di 10 chilometri. Secondo i calcoli degli scienziati, nel giro di un secolo o due nessuno di loro incrocerà l’orbita terrestre. Non siamo minacciati dall’apocalisse. Ma qui stiamo parlando degli asteroidi che osserviamo vicino alla Terra e che si muovono su orbite relativamente non allungate. Non si può però escludere che ci siano comete, per esempio, con dimensioni di dieci chilometri o più che si muovono su orbite molto allungate. Magari non sono state ancora individuate e potrebbero intersecare l’orbita del nostro pianeta. Per quanto riguarda, invece, la domanda su dove possa cadere un corpo celeste, frammenti di meteoriti si trovano su tutti i continenti. Ce ne sono molti soprattutto nell’Antartide e non perché lì cadano con maggiore frequenza, ma perché sul bianco del ghiaccio è più facile vedere i frammenti scuri.

Quali sono i metodi più efficaci per tenere d’occhio la traiettoria di meteoriti e asteroidi ed esistono ora dei sistemi per intercettarli o modificare la loro direzione?
Gli astronomi tengono sotto osservazione i settori del cielo. Se vedono un oggetto che si muove nella nostra direzione iniziano a seguirlo e a calcolare la sua orbita. Ma più il corpo celeste è piccolo, più è difficile rintracciarlo. D’altronde più è piccolo, minore è il danno potenziale che può arrecare. Prima riusciamo a scoprire un oggetto potenzialmente pericoloso, più tempo abbiamo per prepararci e avvertire la popolazione. Per questo occorre investire capitali nelle ricerche astronomiche, bisogna creare una rete di telescopi automatizzati di medie dimensioni con un ampio campo visivo che possano controllare continuamente il cielo. Reti del genere si stanno già costruendo, per esempio, negli Usa. E le spese per realizzarle non sono elevate. C’è però un altro problema: come distruggere questi oggetti. A questo per ora non siamo assolutamente preparati. È ingenuo pensare che possiamo far esplodere una bomba atomica vicino a un asteroide e il problema è risolto. Questi corpi, a differenza dei nostri missili, si muovono alla velocità di una decina di chilometri al secondo e possiedono masse smisurate, di migliaia e centinaia di migliaia di tonnellate. C'è un mare di idee non banali, come per esempio, quella di dirigere verso l’asteroide che rappresenta una minaccia, come in un biliardo spaziale, qualche piccolo corpo celeste, che scontrandosi con quello più grande possa cambiare leggermente la sua traiettoria. Ma per ora rimangono soltanto delle idee. 

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta