Contro i meteoriti uno scudo comune

La caduta del meteorite su Chelyabinsk (Foto: RIA Novosti)

La caduta del meteorite su Chelyabinsk (Foto: RIA Novosti)

Dopo la pioggia spaziale su Chelyabinsk, torna in auge la proposta del vicepremier Dmitri Rogozin su un sistema di difesa spaziale

Il "saluto" dallo spazio agli abitanti della città di Chelyabinsk, nella regione dei Monti Urali, sotto forma di frammenti di un grosso bolide esploso nell'atmosfera è l'ennesima eclatante conferma del fatto che l'umanità ha bisogno di un sistema efficace di allarme e di intercettamento degli oggetti provenienti dal cosmo, non creati dall'uomo, che si avvicinano pericolosamente alla Terra.

Dopo quanto è accaduto a metà febbraio 2013 a Chelyabinsk, una vera e propria tragedia in cui sono rimaste ferite oltre un migliaio di persone, in Russia si torna a parlare della creazione di un sistema universale di allerta per i pericoli provenienti dallo spazio. Il vicepremier e presidente della Commissione per l'Industria militare Dmitri Rogozin si è espresso ancora una volta a favore della creazione di un sistema di rilevamento degli oggetti spaziali pericolosi.  

"L'umanità dovrà creare un sistema di rilevamento e di neutralizzazione degli oggetti pericolosi per la Terra", ha dichiarato Rogozin su Twitter. Il vicepremier due anni fa aveva già avanzato una proposta simile, in qualità di rappresentante speciale del Presidente russo, riguardo al sistema di difesa antimissilistica realizzato in Europa dagli americani. Rogozin aveva proposto di riorientare il sistema antimissilistico puntandolo verso gli asteroidi, ma all'epoca l'idea del vicepremier non aveva avuto seguito. 

Alcuni giorni dopo la disintegrazione di un meteorite sopra la città di Chelyabinsk, gli esperti dell'Istituto di Astronomia dell'Accademia delle Scienze della Russia hanno reso noto di avere elaborato insieme agli specialisti dell'industria aerospaziale russa un programma federale per difendere il paese dai pericoli provenienti dallo spazio. Si è saputo inoltre che gli scienziati stanno lavorando al programma fin dal 2010.

Come ha raccontato ai giornalisti la responsabile del settore di astrometria spaziale dell'Istituto di Aastronomia dell'Accademia delle Scienze russa Lidia Rykhlova, le spese per la realizzazione del programma ammonteranno a circa 58 miliardi di rubli e il tempo richiesto è di 10 anni. Rykhlova ha osservato che il programma riguarda la minaccia rappresentata sia dagli asteroidi che dai rifiuti spaziali.

Come ha spiegato l'esperta in un'intervista al periodico online russo Gazeta.ru, il programma prevede un ammodernamento dei piccoli telescopi delle scuole e delle università (con specchio di diametro fino a 60 centimetri), oltre alla costruzione di alcuni grandi telescopi grandangolari (con specchio di diametro intorno ai due metri). Il loro compito sarà quello di monitorare il cielo in cerca di potenziali pericoli. È indispensabile inoltre la creazione di un centro unico di informazione e analisi, simile a quello esistente negli Usa.

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