Le donazioni di sangue diventano gratuite

La nuova legge russa vieta ai donatori di sangue di ricevere compensi (Foto: Itar-Tass)

La nuova legge russa vieta ai donatori di sangue di ricevere compensi (Foto: Itar-Tass)

Una nuova legge entrata in vigore regola l'azione del singolo individuo come volontaria e spontanea, ma senza compenso

Il 21 gennaio 2013 è entrata in vigore in Russia la nuova legge sulle donazioni di sangue e dei suoi componenti. Approvata nell’estate 2012, la legge vieta di fatto di donare sangue dietro compenso di denaro: ad essere retribuite, d’ora in avanti, saranno solo le donazioni dei componenti del sangue e di sangue appartenente a gruppi sanguigni rari. Come incentivo, i donatori volontari riceveranno semplicemente un pasto.

Mentre la cifra da destinare ogni anno alla retribuzione di donatori “onorari” (come sono designati coloro che donano il proprio sangue e i suoi componenti almeno quaranta volte, o il proprio plasma almeno sessanta volte) è stata aumentata del 150 per cento e portata a 9.959 rubli (pari circa a 246 euro), la lista dei vantaggi offerti a donatori (sotto forma di sovvenzioni per i trasporti, l’alloggio e le utenze domestiche) è stata ridotta. Rimangono intatti i benefici intangibili, come la possibilità di andare in vacanza in dati periodi dell’anno, di vedersi accordate la precedenza nell’erogazione di cure mediche da parte di istituti statali e il diritto ad acquistare biglietti per villaggi turistici. 

Prima dell’entrata in vigore della nuova legge, le donazioni di sangue a Mosca venivano retribuite con 650 rubli (16 euro) ogni 100 ml di sangue (e se ne potevano donare 400-500 ml alla volta). Le piastrine erano valutate invece 4.500 rubli (circa 111 euro) e gli eritrociti 6.000 (149 euro). I donatori ricevevano inoltre un compenso di mille rubli (25 euro), inteso a coprire i costi di un pasto aggiuntivo.

La nuova legge descrive con minuzia di particolari le condizioni secondo le quali una persona può diventare donatore. La possibilità di donare sangue, un tempo riservata ai soli russi, è stata estesa ai cittadini di altri Paesi e ai minorenni, purché consapevoli dei propri diritti legali.

Vladimir Gorodetsky, direttore dell’Istituto per le trasfusioni di sangue intitolato a A.A. Bogdanov commenta: “Attualmente le persone si riversano qui da tre stazioni ferroviarie perché allettate dall’idea di ricevere mille rubli in cambio di sangue, cosa che noi non possiamo accettare. Investiamo il nostro tempo e il denaro necessario ad acquistare i reagenti e loro vengono qui per il denaro, mostrando documenti che non gli appartengono, magari dopo aver assunto dell’alcool. Occorre eliminare il movente della necessità e spiegare piuttosto che ognuno dovrebbe donare il proprio sangue almeno una volta nella vita, in modo da assicurare cure migliori ai piccoli malati di tumore che si trovano in ospedale e hanno bisogno ogni giorno di componenti del sangue”.

Alexander Saversky, presidente della Lega per la Sicurezza del paziente aggiunge: “In verità, molti di coloro che donano il sangue per interesse sono persone a rischio, molto spesso infette. I controlli complicano il nostro lavoro e la percentuale di rifiuti è alta. Per questo, a livello globale, la tendenza è ormai quella di accettare il sangue gratuitamente. Tuttavia, siamo tutti consapevoli del fatto che tra sei settimane in Russia non ci saranno più scorte di sangue. Spero davvero che il Ministero della Sanità sappia ciò che sta facendo e tenga il polso della situazione”.

“La maggior parte dei Paesi accetta e promuove le donazioni volontarie e non retribuita. Anche la legge federale appena entrata in vigore enfatizza le donazioni gratuite”, dice Anatoly Gulin, direttore del Reparto di prevenzione sanitaria.

Per Ekaterina Chistyakova, direttrice della fondazione Dono della vita, che opera a favore dei piccoli pazienti malati di tumore: “La legge è decisamente buona, ma occorrerà lavorare sodo per implementarla. Il numero dei donatori rischia di diminuire drasticamente e, se vogliamo che continuino a venire pur in mancanza di un compenso, occorrerà lanciare delle campagne di informazione e riorganizzare l’attività delle banche del sangue. Le postazioni che accettano le donazioni dovranno adottare degli orari agevoli per venire incontro ai donatori, e non rimanere aperte solo la mattina dei giorni infrasettimanali, come adesso”.

Galina Volkova, una donatrice, studentessa presso l’Università di Medicina di San Pietroburgo si unisce ai commenti: “A giudicare dal numero dei donatori, ritengo che il nostro Paese non si possa permettere di rifiutare il sangue di nessuno. Mosca fa sapere che i donatori non mancano. Che dire però di quelle province dove esiste una sola banca del sangue, ed è priva di scorte?”.

Konstantin Sokolov, di San Pietroburgo, donatore da dieci anni: “In base alla nuova legge, per ricevere lo status di donatore onorario occorre aver donato il plasma sessanta volte o il sangue quaranta volte. Io ho fatto quattordici donazioni di sangue e ventisei di plasma. Poiché sino ad oggi le donazioni di sangue erano valutate una volta e mezzo di più di quelle di plasma, risultavo aver fatto in tutto quarantasette donazioni. In base ai nuovi calcoli, però, quattordici delle mie donazioni non verranno contate, e mi sento ingannato. Continuerò a donare sangue perché ce n’è bisogno. Lo farò quando sarò libero, e a mie spese. Ma, in quanto donatore frequente, sento di aver ricevuto uno colpo nell’anima”.

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