Due passi verso la Luna

Gli scienziati russi guardano alla Luna con grande interesse e ipotizzano soluzioni per rendere abitabile il satellite naturale della Terra (Foto: NASA / Wikipedia)

Gli scienziati russi guardano alla Luna con grande interesse e ipotizzano soluzioni per rendere abitabile il satellite naturale della Terra (Foto: NASA / Wikipedia)

Gli scienziati russi inizieranno nel 2015 la conquista su vasta scala del satellite della Terra, a partire dal lancio del dispositivo “Luna-Glob-1”

La Luna che ci incanta per la sua inaccessibilità è sempre stata al centro dell’attenzione degli scienziati. Il Novecento ha posto le basi per la conquista di questo satellite della Terra. Oggi i ricercatori russi stanno già ipotizzando come abitare l’astro della notte.

Gli scienziati parlano di un possibile utilizzo dell’acqua e dei materiali da costruzione disponibili sul satellite naturale della Terra. Se così fosse, come ritiene Yuri Makarov, direttore del Dipartimento di pianificazione strategica e dei programmi finalizzati di Roskosmos, la Luna è motivo di interesse per la scienza, in particolare perché non presenta oscillazioni sismiche. “Si possono costruire degli impianti da utilizzare per scopi scientifici”.

Tuttavia siamo comunque ancora lontani da piantagioni e centri fitness. Inizialmente bisogna condurre un’accurata analisi della superficie lunare, del suo terreno. Per fare ciò tre sonde automatiche, destinate a lavorare sulla superficie lunare, sono in fase di elaborazione presso un gruppo di specialisti russi dell’Istituto di ricerca spaziale (Iki) dell’Accademia delle scienze.

La prima, che dovrebbe volare nel 2015, è la sonda semplice di atterraggio “Luna-Glob-1”, riservata principalmente alla messa a punto della piattaforma di atterraggio; dopo un anno toccherà alla sonda orbitante “Luna-Glob-2”. Nel 2017 sarà lanciato il dispositivo d’atterraggio “Luna-Resurs” con un set ampliato di strumentazioni scientifiche e forse un minirover lunare di origine indiana.

Come spiega Igor Mitrofanov, responsabile del laboratorio di spettroscopia gamma dell’Istituto di ricerca spaziale, i lavori per la costruzione della sonda “Luna-Glob-1” sono già frenetici. “Il contratto prevede qualche miliardo di rubli, una cifra normale per una stazione interplanetaria automatizzata - rileva lo scienziato. - Facciamo di tutto perché il progetto possa realizzarsi”.

Per quanto riguarda le prospettive di lontani voli sulla Luna, il direttore dell’Istituto di ricerca spaziale, il professor Lev Zelenyj, in un’intervista esclusiva a Russia Oggi ha osservato: “Oggi nello spazio sta avvenendo qualcosa di simile alla corsa degli anni Sessanta e Settanta. Obiettivo di questa competizione, come in quegli anni, è diventata la Luna. La Cina ha già dichiarato l’intenzione di far atterrare i suoi astronauti sul satellite della Terra. Questo accresciuto interesse nei confronti della Luna può essere per certi versi spiegato dagli ultimi risultati delle ricerche eseguite da scienziati americani con la partecipazione di quelli russi. Il dispositivo progettato nell’Istituto di ricerca spaziale ha mostrato la presenza sulla Luna di grandi riserve d’acqua e questa è già un fattore importante sul piano della creazione sul nostro satellite naturale di qualche nucleo abitato”.

Secondo lo specialista, tutto ciò che gli scienziati russi stanno facendo al momento nello spazio può essere raggruppato in due principali indirizzi: la ricerca e la conquista. Nello spazio esiste un numero piuttosto ingente di oggetti spaziali per la ricerca. Dal punto di vista della conquista soltanto la Luna è motivo d’interesse, ma anche lei in prospettiva piuttosto lunga.

Per il momento nel programma nazionale in atto c’è una sola missione di ricerca lunare ben delineato: il “Luna-Glob”. Si tratta di uno studio articolato, che prevede la disamina della topografia, della composizione chimica e mineralogica delle rocce lunari, la ricerca di ghiaccio acqueo nelle cosiddette “trappole fredde” nei pressi dei poli lunari, la ricerca degli effetti di interazione della Luna con l’ambiente interplanetario. Si suppone che sulla superficie lunare saranno portati alcuni penetratori (sonde di perforazione) per lo studio della composizione interna del satellite della Terra. Tra le varie idee c’è anche il progetto “Luna-Resurs” che si dovrebbe realizzare insieme ai colleghi indiani. Come per il progetto “Luna-Glob”, l’attenzione principale è rivolta alle ricerche nelle regioni polari della Luna.

Una continuazione dell’odierno programma lunare potrebbe diventare l’impiego della Luna come laboratorio naturale per le indagini; per esempio si potrebbe costruire un radiotelescopio automatico, composto da ricevitori separati di radioemissioni, disposte uniformemente sulla superficie. Il vantaggio principale di un tale osservatorio radioastronomico rispetto a quelli terrestri è la mancanza di atmosfera, il che garantisce un’alta sensibilità dello strumento e una risoluzione angolare di quanto osservato.

“Ovviamente ci sono presupposti precisi anche per la conquista delle risorse naturali della Luna che contemplano la presenza dell’uomo. Ma a quanto pare si tratta di un futuro piuttosto remoto. Dobbiamo imparare ad atterrare su altri pianeti, per questo all’inizio vogliamo compiere due allunaggi con l’aiuto dei dispositivi Luna-Glob”, ha rilevato il professor Lev Zelenyj.

In relazione a ciò, non si può non pensare alle prospettive dei voli su Marte. “Se confrontiamo i progetti sulla Luna e su Marte, a mio parere, la Luna deve diventare il preludio alla conquista di Marte, ma dal punto di vista degli obiettivi di ricerca la preferenza deve essere data al pianeta rosso. Lo studio di Marte potrebbe fornire le informazioni chiave per comprendere i processi climatici e della biosfera sulla Terra”, ha sottolineato l’accademico.

È chiaro che lo spazio circumterrestre sta stretto all’uomo e c’è la voglia di spingersi sempre più in là nello spazio. “Ci siamo perfettamente abituati ad altezze di 350-400 chilometri”, afferma Gennadij Rajkunov, direttore generale del grandissimo ente spaziale russo, l’Istituto centrale di ricerca per la costruzione di macchinari. “Sono sicuro che dopo la Ssi (Stazione Spaziale Internazionale) spunteranno nuovi obiettivi: si dovrà costruire un’infrastruttura spaziale per conquistare la Luna e progettare voli su pianeti più lontani…”.

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