Un'altra stazione nello spazio

Gli scienziati russi stanno mettendo a punto un laboratorio spaziale polifunzionale che lavorerà in orbita congiungendosi con la Stazione Spaziale Internazionale (Credit: NASA / STS-114, ISS Expedition 11)

Gli scienziati russi stanno mettendo a punto un laboratorio spaziale polifunzionale che lavorerà in orbita congiungendosi con la Stazione Spaziale Internazionale (Credit: NASA / STS-114, ISS Expedition 11)

La Iss non sarà più sola: Roskosmos intende mandare in orbita un laboratorio di ricerca della fisica al plasma, della biologia e della medicina

Se per ora nello spazio circumterrestre è in funzione soltanto una Stazione Spaziale Internazionale (Iss) permanente, presto potrebbero comparire dei vicini. La società spaziale russa “Energija” ha siglato con Roskosmos un contratto di 350 milioni di rubli per l’abbozzo del progetto di laboratorio orbitale “OKA-T-MKS”.

Si tratterebbe di un laboratorio spaziale polifunzionale che lavorerà in orbita in modo autonomo, congiungendosi di tanto in tanto con la Iss, il cui equipaggio fornirà assistenza tecnica ai dispositivi scientifici, si occuperà del rifornimento e di altre operazioni. La massa complessiva degli apparecchi scientifici ammonta a circa 850 chilogrammi e saranno installati sia dentro il dispositivo sia sulla sua superficie.

Nel laboratorio si prevedere di svolgere ricerche applicate fondamentali nel campo della scienza dei materiali spaziali, della fisica al plasma, della biologia e della medicina.

Nell’unità dovrà esserci un compartimento ermetico con un bacino e un nodo di giunzione da cui gli astronauti potranno entrare per la manutenzione dei dispositivi. “Oka” potrà volare in autonomia per 90-180 giorni, dopo di che si aggancerà alla ISS.

Contemporaneamente la stessa Stazione Spaziale internazionale continua ad ampliarsi, almeno per quanto riguarda il suo segmento russo. In questo momento la parte russa della Iss è composta da cinque moduli: il modulo ausiliario “Zvezda”, il functional cargo-block “Zarja” (che formalmente è americano, dato che è stato costruito con finanziamenti dagli Stati Uniti), il modulo di agganciamento “Pirs”, i piccoli moduli di ricerca “Poisk” e “Rassvet”.

Secondo una comunicazione ufficiale del Centro “Chrunichev”, a metà dicembre 2012 gli specialisti hanno terminato l’assemblaggio del Multipurpose Laboratory Module (Mlm) “Nauka”, spedendolo per ulteriori test alla società spaziale russa “Energija”. Il lancio di questo modulo con il razzo vettore “Proton” potrebbe avvenire a marzo del 2014. La massa del modulo alla partenza sarà di 20,3 tonnellate, mentre quella dell’apparecchiatura scientifica raggiungerà le 3 tonnellate. Secondo i piani il modulo “Nauka” sarà agganciato al nodo del modulo “Zvezda”.

Il “Nauka” è designato per ospitare e far funzionare l’apparecchiatura scientifica e quella del braccio robot europeo Era (European robotic arm, ndr), per la conservazione dei carichi, il supporto parziale delle funzioni di sopravvivenza, il controllo della ISS con l’aiuto di motori installati su un Pma (Pressurized Mating Adapter, ndr), e per fornire un ponte per il congiungimento delle navi da trasporto e dei moduli di ricerca, del transito di carburante dalla nave da carico “Progress” al modulo ausiliario “Zvezda”.

Il “Nauka”, con l’aiuto di una speciale conca della chiusa fissata su uno dei portelli laterali del Mlm e dell’Era, può effettuare il trasporto dell’equipaggiamento e dei materiali della parte ermetica della stazione sulla sua superficie senza che sia necessario compiere un’uscita nello spazio aperto. Per di più il modulo “Nauka” sarà fornito di un impianto igienico. Si prevede di allestire tre spazi per il lavoro degli astronauti.

Oltre ai nuovi moduli scientifici per la ISS Roskosmos ha indetto un concorso per la progettazione del modulo scientifico (NEM-1). L’obiettivo tecnico è di protrarre la durata di funzionamento del modulo a non meno di 17 anni, dei quali 2 verranno utilizzati per la conservazione e la preparazione al lancio e 15 saranno quelli operativi nel segmento russo della ISS.

Le batterie solari del modulo devono generare energia elettrica di potenza media annuale non inferiore ai 18 kw all’inizio dell’utilizzo.

All’interno del modulo NEM-1 saranno collocati dei rack universali per il supporto medico, simulatori e mezzi per la profilassi di fattori avversi al volo spaziale, insieme ad altri dispositivi e impianti.

Parallelamente la Russia può costruire anche una stazione orbitante tutta sua. Vladimir Popovkin, direttore di Roskosmos, ha rilasciato al salone aeronautico “Farnborough 2012” dichiarazioni in cui afferma che “stiamo mettendo a punto nuovi modelli per la ISS contando di poterli impiegare come blocchi di base per la futura generazione di stazioni pilotate. Se non troviamo ulteriori linee di sviluppo di collaborazione internazionale, i moduli potrebbero essere gestiti in autonomia, come la stazione russa”.

A suo parere, nella cooperazione dei Paesi che utilizzano la Iss, secondo le raccomandazioni della parte russa, è stato creato un gruppo di lavoro che è chiamato a decidere il destino della stazione e a stabilire i tempi della sua messa in funzione.

Secondo trattative preliminari i paesi partner del programma “Iss” prevedono di prolungare il periodo di impiego della stazione fino al 2020, dopo il quale la stazione sarà deorbita e affondata.

“Per ora sono in corso discussioni che non sembrano portare a nulla. Si stanno vagliando alcune ipotesi per costruire piccole stazioni con obiettivi concreti sull’orbita circumterrestre, una stazione internazionale nei punti di equilibrio tra la Luna e la Terra oppure dall’altro lato della Luna”, ha dichiarato il capo di Roskosmos. 

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