Storia di Nikita, il ragazzo siberiano che a 20 anni ha già conquistato il cosmo con la sua startup

Nikita Cheban; Pixhere; Pixabay; Reuters
Non immaginatevi la Nasa, ma la sua aziendina va bene, e manda a qualche chilometro dalla terra – principalmente per ragioni pubblicitarie – piccoli carichi a bordo di speciali aerostati. E ora anche Elon Musk si è accorto di lui

Molte persone hanno sentito parlare di ToSky il 2 giugno 2019, dopo che la società ha lanciato nello spazio un modellino giocattolo di Zhigulì, la storica auto sovietica, con un cartonato di Dmitrij Rogozin, il direttore generale di Roscosmos, l’agenzia spaziale russa. Per fare ciò, una startup di Tomsk (3.700 chilometri a est di Mosca) ha utilizzato uno stratòstato, un aerostato per ascensioni nella stratosfera.

Ma Nikita Cheban, il ventenne fondatore della compagnia ToSky, aveva già lanciato la sua prima “astronave” 2 anni fa, subito dopo aver superato l’esame di maturità, nel 2017.

Il cosmo dopo la scuola 

I risultati del primo volo verso la bassa stratosfera lo lasciarono stupito: “L’aerostato salì a un’altitudine di 15 chilometri. Il segnale che trasmetteva era abbastanza stabile. Ciò ha dimostrato che gli stratostati possono sollevare apparecchiature radio e coprire di segnale una vasta area”.

L’obiettivo principale dei voli che ToSky e altre società più note (come l’americana Loop) perseguono è quello di fornire comunicazioni efficienti nelle aree difficili da raggiungere di tutto il mondo. 

“Nel mio villaggio c’è sempre stato un problema con le comunicazioni radio. L’unico modo per creare una copertura è trovare una sorta di punto elevato che sia più alto di edifici e alberi”, dice Cheban.

Poiché ci sarebbero voluti molti soldi per costruire qualsiasi altro tipo di struttura, Cheban si è chiesto se non fosse più comodo usare gli aerostati. 

Il prezzo di un lancio 

Il costo del lancio di un aerostato è comunque alto. A seconda dell’attività, del carico, dell’altitudine di volo e della qualità dei materiali utilizzati per costruire il pallone, può variare da 70 mila rubli (975 euro) a diversi milioni di dollari (nel caso di quelli della Nasa). 

Questa startup di Tomsk, composta da cinque persone, spende da 70 a 300 mila rubli (975-4.175 euro) per lanciare un pallone aerostatico. Allo stesso tempo, secondo il fondatore dell’azienda, il valore di mercato di un lancio di un aerostato automatico a un’altezza di 25 km con un carico di 80 kg può variare da 4 a 7 milioni di rubli (circa 56-98 mila euro). 

Naturalmente, l’altezza di volo degli aerostati di questa compagnia è molto inferiore, così come il carico che portano negli strati inferiori dell’atmosfera. Questo può ridurre in modo significativo il costo dei lanci. 

L’azienda guadagna dalla pubblicità. Una buona parte della sua attività è lanciare nell’atmosfera album musicali, pacchi di corrieri, scatole di pizza e altri oggetti per video promozionali. 

Per costruire i suoi palloni volanti il team di ToSky utilizza i materiali domestici più comuni.

“Acquistiamo il polietilene in rotoli, lo tagliamo, lo stendiamo e iniziamo a saldare”, dice Cheban. L’elio la società lo acquista da un impianto locale: l’ultimo lancio ha richiesto quattro bombole da sei metri cubi l’una. 

Non è pericoloso per gli aerei? 

ToSky non ha alcuna relazione con i programmi di Stato di Roscosmos. Per la società statale una piccola startup privata di cinque persone non è interessante come partner. 

“Non competiamo con Roscosmos. Non interferiscono con noi, e noi non ci rivolgiamo a loro per chiedere aiuto”, dice Cheban. 

“Il nostro obiettivo è che questo movimento si animi in qualche modo in Russia. Dal 2013, nessuno nel Paese ha lanciato un numero di aerostati a lunga percorrenza come noi”, afferma il fondatore di ToSky. 

La cooperazione con le agenzie governative si limita al coordinamento dei voli con Rosaviatsia. Questo è necessario per evitare possibili collisioni in aria. “Tre o quattro giorni prima del lancio previsto, presentiamo un piano di volo, dove indichiamo i parametri e la traiettoria. Successivamente, contattiamo telefonicamente la torre di controllo e, se tutto è a posto, lanciamo la l’aerostato, afferma Cheban. 

“Tutti i palloni hanno riflettori radio: sono avvolti con materiale metallico e i radar degli aerei li vedono perfettamente”. 

Il responsabile di ToSky ha ancora vaghe idee su dove l’azienda possa puntare nei prossimi 10 anni, e i lanci stanno ancora avendo luogo, come si vede dal video, da un sito circondato da case private.

In una situazione del genere, anche un breve scambio di battute con Elon Mask su Twitter può dare fiducia alla startup russa per il futuro.

 

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