Export Alliance, insieme per l’export

Leonora Barbiani, segretario generale della Camera di Commercio italo-russa.

Leonora Barbiani, segretario generale della Camera di Commercio italo-russa.

: archivio personale
Dall’analisi di mercato allo stoccaggio delle merci, dal supporto commerciale al marketing. La piattaforma Export Alliance vuole facilitare tutte le procedure legate all’export. Obiettivo? Accompagnare le imprese italiane in Russia. Minimizzando i rischi

Testare il mercato della Federazione prima di lanciarsi nell’export. È l’obiettivo della piattaforma Export Alliance. Promosso dalla Camera di Commercio italo russa, il progetto ha richiesto 10 mesi di lavoro in cui l’associazione è stata affiancata dal partner Unionsped, operatore logistico specializzato nell’immagazzinamento merci, e Gruppo BPC International, esperto in internazionalizzazione e sviluppo commerciale. 

La piattaforma, che prevede anche un sito web vetrina per i prodotti in vendita, vuole essere un “facilitatore” di opportunità, come spiega Leonora Barbiani, segretario generale della Camera di Commercio italo-russa.  

“Ci siamo resi conto che molte aziende italiane perdono importanti occasioni di esportare in Russia perché conoscono poco questo mercato, per timore, o semplicemente perché non sanno da dove iniziare. Abbiamo stimato che ogni anno si perdono circa 100 opportunità di business in Russia -  afferma la manager -. La Camera di Commercio italo-russa conta già un’esperienza concreta sul territorio e un’ottima conoscenza delle sue dinamiche di mercato. Ci è sembrato naturale quindi creare una formula a sostegno dell’export Made in Italy”.

Il principio è semplice. Un’azienda italiana decide di vendere i propri prodotti sul mercato russo, Export Alliance gli propone di testare un primo pallet di merce. Il pallet viene immagazzinato nel centro operativo di Mosca e da lì inizia la fase di marketing e commercializzazione per far conoscere e vendere il prodotto ai diversi buyer. La novità consiste nella possibilità di minimizzare i rischi grazie all’abbattimento dei costi di spedizione ripartiti su un insieme di pallet di diverse aziende, facendo una sorta di test di gradimento del mercato prima di investimenti più ingenti. 

“Pensiamo sia fondamentale poter testare la reazione del mercato - afferma Leonora Barbiani -, ed è per questo che abbiamo ideato Export Alliance. Un modo per accompagnare le aziende nel salto verso la Russia permettendo loro di fare delle verifiche concrete e decidere poi la migliore strategia”. 

Fonte: ufficio stampaLa presentazione del progetto. Fonte: ufficio stampa

Alla base c’è sempre il prodotto e l’azienda italiana con i suoi obiettivi. “L’azienda è e deve essere presente in tutte le fasi del progetto. Noi analizziamo il contesto in base alle informazioni che l’azienda ci dà sul suo prodotto, sulla sua capacità produttiva e sopratutto sui suoi obiettivi - spiega -. In base a queste informazioni proponiamo una strategia che deve essere condivisa dall’azienda”. 

Non ci sono limiti di prodotto e di taglia dell’azienda per partecipare, quello che conta è un progetto di export solido e il buon esito dell’analisi di mercato portata avanti dal team Export Alliance. Se, a seguito dell’analisi condotta con l’azienda, il team Export Alliance giudica che questa non è pronta oppure che il prodotto scelto non è quello più adatto per il target individuato, il progetto non parte. “Il nostro ruolo è anche di dire no - spiega l’esperta -. Non avrebbe senso incoraggiare progetti che sappiamo a rischio. A volte è meglio fermarsi e prendere il tempo per avviare bene le cose”. 

Il progetto dura un anno. Si inizia con la prima spedizione di un pallet, inclusa nella quota di adesione. Il prodotto viene imballato, trasportato, sdoganato e immagazzinato nel centro operativo Export Alliance a Mosca. A questo punto inizia la fase di commercializzazione. Il team russo è rigorosamente madrelingua. Se la merce viene smaltita rapidamente e c’è richiesta, l’azienda provvede a una seconda spedizione, questa volta a carico suo. E così via, fino a esaurimento scorte o domanda. Alla fine del primo anno di progetto si fa un bilancio con l’azienda e si decide come proseguire, insieme. “Abbiamo anche immaginato il caso in cui diventi più conveniente produrre direttamente in loco - precisa Barbiani -, tutti i casi sono contemplati purché ci sia una vera riflessione a monte. Siamo chiaramente consapevoli che in questo momento il Governo russo incentiva le produzioni locali e infatti contempliamo questa opportunità quando le condizioni lo permettono, ma ad esempio i prodotti DOP o DOC sono necessariamente prodotti in Italia”. 

Oltre al test di mercato, le aziende beneficiano anche di un ritorno d’immagine positivo e della fidelizzazione dei buyer. La prova che uniti si è più forti, anche nell’export.

Come partecipare a Export Alliance

Un’azienda interessata al progetto può innanzitutto contattare la Camera di Commercio italo-russa o fare riferimento al sito informativo. Quando decide di entrare nel programma, l’azienda si iscrive versando una  quota di adesione di 3.300 euro. La quota comprende : l’analisi di mercato e l’impostazione della strategia con gli esperti di Export Alliance, la prima spedizione merci, il diritto allo spazio di stoccaggio merce nel magazzino a Mosca (uno spazio garantito per tutta la durata del progetto annuale senza costi aggiuntivi anche in caso di nuove spedizioni), la presenza dei suoi prodotti sul sito vetrina, l’attività commerciale e di marketing. Le spese doganali restano a carico dell’azienda. 

Alla fine del primo anno, l’azienda può decidere di rinnovare il progetto, uscire da Export Alliance oppure continuare a esportare in Russia in modo autonomo. 

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