Libri russi per far rinascere un quartiere

Alcuni dei libri russi donati alla Biblioteca "Annalisa Durante" di Forcella.

Alcuni dei libri russi donati alla Biblioteca "Annalisa Durante" di Forcella.

ufficio stampa
I volumi sono stati donati dall'Associazione Maksim Gorki alla Biblioteca di Forcella (Napoli), intitolata ad Annalisa Durante, morta nel 2004 durante uno scontro a fuoco tra malviventi. Gli ideatori dell'iniziativa: "Investiamo nella cultura per combattere la violenza"
Rubrica "Mosaico"
L’immagine di un Paese non è altro che un mosaico composto da milioni di schegge. Un caleidoscopio di specchi variopinti che formano una vetrata. Riflettendo l’influsso di un’altra cultura, i raggi superano le frontiere reciproche. E, modificandosi, questo mosaico assorbe le tradizioni di diversi luoghi, seppur lontani. Ciò che ci circonda, il nostro MicroCosmo, non è altro che un mondo effimero che diventa reale. Lentamente. Attraverso mostre, eventi, personaggi. Che uniscono le persone. Formando una visione più globale del mondo. Letteratura, musica, tradizioni. Simboli di generazioni legate, che riflettono in sé l’unicità del popolo russo e l’anima del Belpaese. Legando a doppio filo Napoli e Mosca.

La magia delle fiabe popolari russe per educare alla cultura i ragazzi a Forcella, un percorso di rinascita civile in uno dei quartieri più difficili di Napoli. L’Associazione Maksim Gorki, uno dei megafoni a Napoli della cultura russa, tra forum, spettacoli, concerti e mostre, ha deciso di donare alcuni volumi, circa 50, di fiabe russe in lingua italiana alla Biblioteca dedicata ad Annalisa Durante, 14enne napoletana morta quasi 12 anni fa, il 27 marzo 2004, nel suo quartiere, Forcella, colpita da una pallottola vagante in un conflitto a fuoco tra malviventi della criminalità organizzata.

La biblioteca polifunzionale, che ospita corsi gratuiti di fotografia, di informatica ma anche aule studio per gli universitari che vengono da Avellino, Benevento e Caserta, è stata data in gestione dal Comune di Napoli sei mesi fa al padre di Annalisa, Giovanni, che in pochi mesi ha raccolto oltre seimila libri. Un patrimonio letterario per la rinascita civile del quartiere, per portare nella parte buona del recinto di vita i ragazzi che rischiano di perdersi, dopo aver perso sua figlia. “La cultura salva le anime” ripete più volte papà Giovanni, bibliotecario della struttura comunale che porta il nome di sua figlia che racconta del flusso continuo di stranieri, compresi turisti russi oppure residenti a Napoli che portano testi per la Biblioteca.

“Ci sono arrivate fiabe dalla Russia, consegnate a mano da turisti russi venuti a Napoli ma tanti testi sono arrivati qui dalla Cina, dall’Australia, dagli Stati Uniti. Non riesco più a tenere il conto, come se ci fosse stata una mobilitazione in nome della cultura, del rispetto, un segnale importante che prova la forza della parola scritta. A tutti ripeto: se avete da donare, donate!”.

Ecco quindi le fiabe russe a Forcella, Fiabe dei popoli dell’Urss, Fiabe per la mia bambina, di Mamin Sbiriak, Favole di Aleksandr Pushkin, Favole di Kornej Chukovskij, altre fiabe come Il Contadino, l’Orso, l’Uovo d’oro, la Rapa gigante, fiabe di cartoni animati in lingua russa “Nu pogodi!”, “Cheburaska i Krokodil Gena” e altre come Masha e l’Orso, il successo televisivo del momento, seguito in Italia da piccoli e anche adulti, racconti divenuti mainstream tra cd con le colonne sonore nei negozi, film al cinema e gadget di ogni tipo. Assieme a libri in lingua italiana di cultura generale sulla Russia e sui Paesi ex Urss, con volumi in lingua originale per bambini russi o russofoni del quartiere. Storie semplici, il tratto della Russia popolare per stimolare sentimenti positivi nei ragazzi. E la conferma dell’asse culturale Napoli – Mosca.

“L’Associazione Gorki ha subito sostenuto quest’iniziativa – spiega Ivan Marino, che assieme a padre e fratello cura le attività dell’Associazione -, investire nella cultura è uno dei pochi modi per combattere violenza, illegalità, puntando sul rispetto, sulla bellezza, sul sapere. E in questo senso la nostra presenza conferma il filo rosso che annoda Napoli e la Russia, che vantano una straordinaria tradizione letteraria”. 

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