Onu, nel 2016 le Olimpiadi per la Pace

Natalia Paderina e Nino Salukvadze sul podio ai Giochi di Pechino 2008 (Foto: Wikipedia)

Natalia Paderina e Nino Salukvadze sul podio ai Giochi di Pechino 2008 (Foto: Wikipedia)

È la celebre tregua olimpica: una risoluzione per attivare il Comitato olimpico internazionale affinché si fermi ogni forma di conflitto durante la competizione

Lo sport che unisce, ricostruisce i rapporti tra Paesi. Un collettore di valori positivi che  abbatte steccati religiosi, etnici. Da qualche settimana ha preso corpo l'iniziativa Onu per la pace alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016. Una risoluzione per attivare il Comitato olimpico internazionale per fermare ogni forma di conflitto durante la competizione. La celebre tregua olimpica. Perché spesso competizioni sportive hanno portato avanti o inaugurato processi di pace prima dei rispettivi Paesi. Tra i casi più recenti, degni di far parte della letteratura sportiva, c'è l'abbraccio sul podio del tiro a segno a Pechino 2008 tra la russa Natalia Paderina e la georgiana Nino Salukvadze, la prima argento, la seconda bronzo nella gara della pistola 10 metri.

Erano due mamme, sapevano che il giorno prima era scoppiato un conflitto armato tra i loro Paesi in Ossezia del Sud. Una guerra civile da migliaia di morti. Chiedevano di vivere in un mondo di pace. Il flash di quell'abbraccio faceva il giro del mondo. Con la Salukvadze che era convinta di dover abbandonare i Giochi insieme al resto della delegazione. Poi era rimasta in Cina per concessione del presidente georgiano Mikhail Saakashvili. La georgiana aveva già vinto una medaglia d'argento venti anni prima, Olimpiadi di Seul 1988, quando esisteva ancora l'Unione Sovietica. E più volte si era battuta contro la Paderina, dalle Olimpiadi estive di Atene 2004, gli Europei 2005 a Tallin, i Mondiali di Zagabria 2006, gli Europei in Svizzera due anni dopo. Quell'abbraccio fu la vera impresa olimpica, andava oltre il risultato del campo, rappresentava lo spirito dello sport. Serviva una pistola, per siglare una pace.

Prima dell'abbraccio tra le due atlete, lo sport nel 1971 aveva unito Cina e Stati Uniti con la diplomazia del ping pong, lo scambio di doni tra il cinese Zhuang Zedong e lo statunitense Glenn Cowan ai Mondiali che portò al primo atto del disgelo tra il gigante orientale e gli americani dopo anni di mediazioni negate. E non va dimenticata la semifinale lunga otto ore e mezzo della Coppa del Mondo di cricket 2011 tra Pakistan e India, seguita in tv da un miliardo di spettatori. Ancora meglio ha fatto il rugby, che 20 anni portava i Mondiali in Sudafrica, nella Nazionale di casa (che vinse la Coppa davanti a Nelson Mandela) atleti bianchi, gli afrikaneer, assieme ai neri, che sempre avevano tifato contro perché con la palla ovale giocavano soprattutto i bianchi.

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