Quella competizione tra sport e politica

Il portiere sovietico Lev Yashin, immortalato nel 1965 (Foto: Wikipedia)

Il portiere sovietico Lev Yashin, immortalato nel 1965 (Foto: Wikipedia)

La Russia e gli europei di calcio. Una lunga storia fatta di leggende e partite indimenticabili

In campo per gli Europei. Per qualificarsi al torneo in programma tra due anni in Francia. La Russia di Fabio Capello, la nuova Italia di Antonio Conte, le nazionali più forti del Vecchio Continente. I Mondiali brasiliani sono alle spalle, ora si corre per sollevare un trofeo sollevato 64 anni fa proprio nel Paese transalpino e ideato mentre si stava svolgendo la fase finale del terzo torneo della Coppa Internazionale. Un campionato europeo per nazioni grazie al suo fondatore, Henry Delaunay. Un compito arduo. C'erano allora due blocchi contrapposti.

L'Occidente contro l'Est. Nonostante il disgelo politico con i Paesi socialisti e l'Urss destalinizzata avessero portato le nazionali in campo per la Coppa Internazionale. L'Unione Sovietica era già una potenza del pallone. E la partecipazione alla competizione aveva una grande rilevanza politica. Decidevano di starsene a casa Inghilterra, Scozia, Germania Ovest e Italia. Nobili del calcio. Non in gara neppure Svizzera, Belgio, Olanda. Europei dimezzati, ma con gli occhi del mondo addosso. La prima partita vedeva in campo proprio i sovietici, oltre 100 mila persone, il 29 settembre del 1958, a Mosca: successo 3-1 sull'Ungheria, bissato poi con l'1-0 nella gara di ritorno. E il primissimo gol in una gara ufficiale del campionato europeo portava la firma da Anatoli Iliyn, già realizzatore dell'unico gol nella finale dei Giochi olimpici di Melbourne 1956 e a segno anche nell'incontro che aveva fatto fuori l'Inghilterra dalla Coppa del Mondo 1958.

Alla fase finale del torneo, due anni dopo, arrivavano Jugoslavia, Urss, Francia e Cecoslovacchia. L'Unione Sovietica era però al centro di una delle più grandi controversie politiche nella storia della competizione calcistica europea. Ai quarti avrebbe dovuto affrontare la Spagna, ma il generale Franco decise di ritirare la squadra dalla manifestazione. Russi avanti senza giocare. Ma saltò il duello sportivo tra due degli atleti più forti in campo, Lev Yashin, il Ragno Nero, portiere della Cccp e Alfredo Di Stefano, argentino con la casacca Roja. Due leggende. Ma il caudillo Franco si oppose, nonostante la federazione spagnola avesse provato più volte a far disputare le due partite. L'Urss invece conquistava la finale rifilando tre reti ai cecoslovacchi. Per poi battere 2-1 la Jugoslavia al Parco dei Principi di Parigi. Primo titolo europeo della storia. Il secondo è sfumato nel 1988 in Germania, in finale contro l'Olanda. 

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