A zonzo per Mosca, fino a Venezia

Mosca vista dal basso di un'italiana. I post
Credit: Niyaz Karim

Insieme a Kolya ho imparato a conoscere Mosca. Ho passeggiato con lui per la piazza Rossa, mi sono infilata nei grandi magazzini Gum. Ho attraversato la città in metropolitana e scoperto il fascino dei viali di Chistye Prudy. All’inizio facevo fatica a capirlo. Sforzavo l’orecchio nel tentativo di identificare le singole parole che pronunciava, molte delle quali avevano per me un significato ancora del tutto sconosciuto. Poi con il tempo, il mio orecchio si è abituato. E ora posso guardare e riguardare quel film che mi ha fatto sognare senza particolari problemi di comprensione.

Una scena tratta dal film “Ya shagayu po Moskve”, a zonzo per Mosca (Foto: ufficio stampa / Mostra del Cinema di Venezia)

Kolya è il protagonista del film “Ya shagayu po Moskve”, a zonzo per Mosca. Una delle prime pellicole che ho visto quando mi sono avvicinata alla Russia. Un cult, che tutti gli studenti prima o poi si ritrovano a guardare, con fascino e devozione, perché quella è la città in cui si vorrebbe andare. Quella è la lingua che si vorrebbe imparare. E quelle sono le strade che si vorrebbero attraversare, non fosse altro che per la soddisfazione di vedersi ricompensare gli sforzi fatti sui libri. E le ore trascorse a sognare Mosca. Kolya è il simpatico protagonista del film “Ya shagayu po Moskve”. Un Nikita Mikhalkov giovanissimo. Entrato nella storia del cinema sovietico grazie a quella pellicola che ogni russo conosce a memoria. 

La colonna sonora di sottofondo è una canzoncina che ti si infila in testa e la canti per giorni e giorni. Guai a non saperla a memoria! È come l’abc, per chi vuole vantare una discreta conoscenza della cultura russa. 

E vedere che proprio questo film è stato selezionato alla Mostra del Cinema di Venezia e verrà riproposto nella sezione Classici, mi riempie di gioia. Un piccolo capolavoro del cinema sovietico che finalmente riesce a superare i confini del proprio paese, per raggiungere anche quegli stranieri che hanno meno confidenza con la Russia. Un’ottima scelta, direi, per portare un briciolo di Russia in Italia. E per tornare a sorridere e a sognare insieme a Kolya, sui gradini di quella scala mobile della metropolitana di Mosca che porta sempre più in alto, fin sotto alla scritta Vykhod. Uscita. Alla scoperta della città.  

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