Se il mistero abita nella stanza accanto

Evgeny Stepanov. (Foto d'archivio)

Evgeny Stepanov. (Foto d'archivio)

Un tragitto nelle parole di Evgeny Stepanov. Tra humor raffinato e dedizione all'Arte

Oggi vorrei parlarvi di un autore russo: prosatore e poeta contemporaneo, come egli stesso si presenta. Nato e cresciuto nel periodo sovietico, a mio avviso è uno dei pochi intellettuali del Paese, anche se lui preferisce definirsi un uomo d’affari. Direttore generale di una casa Editrice, Premio letterario A. Delvig 2014, capo redattore di diverse riviste letterarie possiede una serie di “titoli buffi”( vedi Presidente dell’Associazione degli scrittori del XXI sec.) come mi disse quando gli chiesi di elencarmene alcuni. E non vorrei essere fraintesa nell’uso del termine intellettuale. No, egli non è un liberale e non fa parte dell’opposizione. Evgeny Stepanov, così si chiama, (e non è un mio parente) è un rappresentante di quell’intellighenzia russa che tanto ci piace: colto, intelligente, romantico, umile, laborioso e privo dell’arroganza autoreferenziale.

Sono dell’idea che il talento non si coltivi a spese della contestazione. È un dono, semplicemente, e come tale va vissuto. E Stepanov, in poche parole, è uno scrittore russo. Oh, sono certa che Anton Cechov avrebbe apprezzato non solo il suo modo di essere: pacato, gentile, amabile, con una punta di elegante ironia; ma anche i suoi scritti di finissimo humor. Sarebbe piaciuto Evgeny anche a Hermann Hesse e magari non saprei dirvi se per lo stile o il carattere della scrittura, che ben si differenziano da quelli di Hesse, ma di sicuro il grande tedesco gli avrebbe riconosciuto ciò che egli stesso insegnava: senza amore non può esserci Arte.

E proprio la presenza della compassione per il prossimo, altrimenti detta amore, che fa la differenza nei brevissimi racconti di Evgeny Stepanov. La stessa ha fatto sì che la sua raccolta di racconti “La donna nella stanza accanto” è stata la più venduta a Mosca nella prima metà del 2014, nella più grande libreria della capitale russa. Non è affatto un risultato da poco nel mondo d’oggi dove vigono le leggi di pubblicità, contestazione, provocazione; in un mondo che ubbidisce alle regole del successo, impegnato nell’incessante ricerca, quasi scientifica, di formule per stupire, scandalizzare, insinuare, sorprendere.

 

Ebbene sì, anche in Russia. Nonostante un lungo periodo della cortina di ferro la Russia, dopo gli anni 90, ha fatto presto nell’allinearsi al resto di questo nostro folle mondo. D’altro canto, già i nostri vecchi dicevano: tutto il mondo è paese. Significherà pure qualcosa! E sembra evidente che oggi il consumismo, ammiccante al pressappochismo, si è già imposto, attraverso le sue disinvolte  maniere, nell’ambiente della letteratura russa. E qui entra in campo il nostro Evgeny: a sorprenderci senza scandalizzare. Leggendo i suoi racconti  ci viene spontaneo il sorriso perché non possiamo non riconoscerci in molte situazioni descrittovi. E da notare la brevità dei racconti. Uno stile più che contemporaneo, dettato dalle esigenze di una comunicazione rapida e non impegnativa. Per me è stata una gradevolissima scoperta e mi sono divertita, leggendo “La donna nella stanza accanto”. Inoltre rimasi incantata da alcune miniature di puro lirismo. Ho tradotto per voi qualche racconto tra i più brevi. Iniziamo dai poeti:

Solo

Il presentatore di una serata di poesia: “Prego tutti i poeti di salire sul palco”.  Tutti si alzarono e salirono sul palco. Rimasi solo in sala.

Oppure eccovi un demenziale falegname della serie “siamo quello che mangiamo”:

Falegname Syroezhkin

Falegname Syroezhkin dimagriva di 5 kg al giorno. Non mangiava niente, e lavorava, lavorava. Una sera andò al bagno, si sedette sulla tazza del wc e  dopo un po’ diede un’occhiata dentro: vi galleggiavano dei fiori.

Vai - e prendi

Il mondo è arrendevole e indifferente.

E puoi diventare quello che vuoi.

E puoi prendere quello che vuoi.

Vai - e prendi.

Pattinando a Petrovka

Sono stato a pattinare con una ragazza carinissima. Cosa che non mi succedeva più da una trentina d’anni. Provai un piacere incredibile. Un accogliente cortile moscovita e tutt’intorno vecchi palazzi e chiese. E - ghiaccio...E - pattini. E - insicuro, buffo scivolare. E, naturalmente, una bella baryshnia (signorina). E come fosse l’inizio del secolo scorso. E come fosse un addio...

Il senso

Nulla rimane nelle mani,

Niente si conserva.

La vita non ha senso se non si comprende che l’umanità è una cosa sola, un tutt’uno.

L’immortalità è qui.

...I sogni degli uomini - sono realtà. 

Sogno

Il computer compone dei versi.

Sono arrivati i nuovi programmi - i sentimenti.

Tre pastiglie di cibo bastano per tre anni.

Con uno sguardo si ingravida una donna.

Nere, metalliche foglie adornano un albero d’acciaio.

Ivan Petrovic’ Bodibobo sta andando a casa. Egli abita in una lussuosa villa.

Nel giardino di casa sua cresce un albero vero.

Il critico Garfunchel

Ivan Garfunchel’, abile e talentuoso critico letterario, servendosi dei termini generici, scriveva sempre la stessa, identica recensione: cambiava solo il titolo del libro. Nessuno se n’era mai accorto. Nel XXI secolo la gente non leggeva più, giusto i giornali e i gialli. E gli scrittori leggevano solo le pubblicazioni che parlavano di loro. 

Un dialogo leggermente inventato svoltosi nella redazione di una rivista letteraria 

-    Cosa, che cosa vorresti? 

-    Vorrei proporvi dei versi. 

-    Ma sei impazzito? Lo sai che tempi d’attesa abbiamo qui? 

-    Ma anche io sono un poeta russo. 

-    No, caro mio, i poeti russi sono altri. Evgeny Evtushenko, Andrei Dement’ev, Dmitry Bykov, Bahyt Kenzheev, Alexei Zvetkov, Sergey Gandlevskij, Timur Kibirov... E tu potresti scrivere un articolo su di loro, sui poeti russi. Lo pubblicheremo volentieri. Qual è il tuo nome? 

-    Sergey. 

-    E il cognome? 

-    Esenin.                

La donna nella stanza accanto

La donna nella stanza accanto guarda la televisione. Sono sdraiato sul divano e - come Munhausen -  sogno o scrivo poesie. Certo che i miei versi sono sciocchi, senza senso, da grafomane. Ma io sono felice lo stesso. La donna nella stanza accanto guarda la televisione.

E con Evgeny Stepanov, un mio omonimo, e la sua “La donna nella stanza accanto” vi auguro le buone vacanze e divertitevi, magari leggendo qualche scrittore russo!

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