Non aprite quel regalo!

Mosca vista dal basso di un'italiana. I post
 
Credit: Niyaz Karim

Inizialmente credevo fosse un caso. O la mancanza di accortezze. Poi è capitato una seconda volta. E poi una terza. Alla quarta volta ho iniziato a pormi delle domande. Perché i russi spesso non scartano i regali? 

Dovendo tirare delle somme molto approssimative, mi sembra di aver notato che spesso i pacchetti vengono aperti quando ci si trova in pochi intimi. Allora, in questo caso, il festeggiato apre il dono, che di solito è accompagnato - così come tradizione russa vuole - da una lunga e pensata serie di auguri. Auguri che non sono affatto banali come i nostri. Ma spaziano dall’augurio di tanta felicità a quello di una lunga vita; dall’auspicio di avere tanti soldi a quello di trovare il lavoro ideale. Le felicitazioni, in Russia, non sono mai nulla di scontato. Richiedono una grande concentrazione, una buona conoscenza del festeggiato e una bella dose di fantasia. “Ti auguro tanta felicità, successo, salute e molti viaggi!”, ho sentito dire all’ultima festa.

Fiori e cadeau per un regalo (Foto: Vladimir Filonov / MT)

Ma torniamo ai regali. Nel primo caso, quello in cui il protagonista della festa si trova accerchiato da pochi intimi conoscenti, ho notato che il cadeau viene aperto di buon gusto. Se invece il pensiero viene offerto nel cuore dei festeggiamenti, magari tra un brindisi e l’arrivo di nuovi invitati, rischia di rimanere in un angolo. Chiuso e infiocchettato così come è uscito dal negozio. 

In più di un’occasione, infatti, i miei regali non sono stati aperti. Molto tempo fa, qualcuno di cui non ricordo né il nome né il volto, mi aveva detto che è un’usanza di origine sovietica: evitare di scartare i regali in presenza di chi ha fatto il pensiero è considerato un gesto di attenzione e rispetto: lo sconcerto, davanti a un dono misero o deludente, potrebbe essere imbarazzante per tutti.

Ma non ho capito se tale versione fosse una rivisitazione un po’ inventata di qualche straniero che, come me, ha cercato di dare una spiegazione a questa strana usanza; o se, al contrario, in tali parole ci fosse un minimo di verità. 

Rovesciando poi la situazione, anche il solo fatto di ricevere un dono da parte di un russo può riservare delle sorprese: per il mio compleanno Sasha, un ragazzo alto quasi il doppio di me, mi ha regalato un bellissimo paio di guanti a manopola… Li ha estratti dallo zaino e me li ha infilati in mano. Nessun pacchetto. Niente fiocchi. Me li ha dati così, esattamente come li ha presi dal negozio. 

Ho dedotto infatti che anche impacchettare i regali, in Russia, sia una cosa non troppo di moda. L’importante è il contenuto, evidentemente. E non il pezzo di carta che lo contiene.

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