La primavera arriva in bicicletta

Mosca vista dal basso di un'italiana. I post
Credit: Niyaz Karim

“Voi italiani siete matti. L’ho capito quella volta che ho visitato l’Italia: tutti in bici! Non solo nei parchi, ma nelle strade, in mezzo alle macchine! Con gli autobus che passavano. È pericoloso! Ho visto addirittura delle mamme portare i bambini in bicicletta: li sistemavano dietro o davanti, su dei seggiolini. Una cosa davvero impensabile da noi!”.

Con l’arrivo della primavera (che a Mosca esplode improvvisa, un giorno, quasi senza rendersene conto), mi sento di dividere i moscoviti in due categorie: quelli che amano la bicicletta, la usano con disinvoltura anche in mezzo al traffico e allo smog. E quelli che in bici non ci sanno andare affatto. Come la mia amica Katia, che vede la bici come un semplice svago per i bambini. E dopo averla provata da piccola, non ci è più salita. 

Pavel, invece, ha passato mesi alla ricerca di una bici da comprare a prezzi modici: qua anche le due ruote hanno prezzi folli, e per portarne a casa una, anche usata, bisogna spendere svariate centinaia di euro. Lui voleva addirittura farsela spedire dall’Italia, dove, a quanto pare, insieme al caffè e alla pasta, costa molto meno. Ci ha rinunciato non sapendo come infilarla in aereo. 

Una ragazza in bicicletta nel centro di Mosca (Foto: Alena Chendler)

Le poche piste ciclabili di Mosca, comunque, sono il primo segno di come la città stia subendo il fascino di questo mezzo di trasporto. Io stessa ho provato un paio di volte ad attraversare la città così. E Mosca, in sella a una bicicletta, ha tutt’altro volto: si scorgono angoli mai visti, incroci inaspettati, strade che dalla metropolitana non avrei mai attraversato.

Mi sono presa della pazza quando ho detto a un’amica che l’avrei raggiunta in centro in bicicletta. “Con quel traffico! - mi ha risposto -. Vuoi farti ammazzare!".

Il segreto sono i marciapiedi: ce ne sono di larghissimi, e le biciclette, facendo attenzione, riescono in questo modo a evitare le auto, facendo slalom tra i pedoni. L’importante, poi, è studiare un percorso che non preveda molti sottopassaggi: attraversare le enormi strade di Mosca, che hanno 4-5 corsie per ogni senso di marcia, diventa un’impresa impossibile. Così l’unica alternativa è prendere la bici sotto braccio, e scendere e risalire i gradini dei perekhod - i sottopassaggi pedonali - facendosi una bella sudata. Se poi noi donne abbiamo la fortuna di incrociare un ragazzo all’imbocco del sottopassaggio, il gioco è fatto: sarà ben felice di aiutarci a sollevare la bici. Trasportandola lui stesso su per i gradini.

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