Nonni allo specchio

Gli anziani di oggi, che affollano i bar di paese, sono coloro che hanno contributo al boom economico dell’Italia, e ora si possono permettere una serena vecchiaia. Un confronto tra gli over 70 russi e italiani
Niva Mirakyan
(Archivio personale)

Quanto più vivo in Italia, tanto più giungo alla piacevole conclusione che le persone più felici in questo Paese siano probabilmente gli anziani.

Può sorprendere, ma proprio gli uomini e le donne che da un pezzo hanno superato la soglia dei 70 anni, nonostante la loro veneranda età, riescono a godere a pieno di questa vita, a volte non proprio semplice.

Quella degli anziani è forse la categoria più gioviale tra gli italiani, e può tranquillamente competere in questo senso con quella dei bambini.  Questo perché, a mio parere, gli anziani, a differenza di molti giovani che spesso scioccamente "bruciano" le loro giornate sui social network, sono in grado di organizzare il loro tempo libero virtuosamente e con gli anni non perdono la curiosità e l'interesse per quanto accade intorno.

Anziani al bar (Foto: Alamy/Legion Media)

Per confermare ulteriormente questa osservazione, non è stato necessario andare troppo lontano. A dirla tutta, è bastato attraversare la strada. Tanto più che da un po' ho notato un bar molto carino, vicino casa, dove non si trova quasi mai posto ed è sempre allegro e pieno di gente. Con mia grande sorpresa, questo localino dall'aspetto così divertente deve tutto non ai suoi giovani frequentatori. A "fare cassa” contribuiscono nonnine e nonnini, dai 75 anni in su, che con grande piacere trascorrono qui le loro giornate e serate, animandole con accese dispute e dibattiti politici. Qualcuno di loro viene a "chiacchierare con i coetanei" con le proprie gambe mentre quelli che non riescono a vincere un acciacco più serio "fanno un salto" in carrozzella con l'assistenza di un infermiere, o addirittura solennemente accompagnati in automobile.

Verso le otto di sera, gettato un rapido sguardo al caffè, ho scoperto che la stragrande maggioranza dei clienti appartiene alla categoria degli attempati. Questi non più giovani signori occupano in fretta e con destrezza alcuni tavoli e iniziano a godersi il lusso della semplice compagnia umana. E così ogni santo giorno! Mi sono avvicinata di proposito per verificare l'attaccamento delle persone al posto e, cosa più importante, l'affetto reciproco.

“Perdonatemi, vi vedo qui ogni giorno”, ho detto rivolgendomi timidamente a una vecchietta di circa 80 anni, cliente abituale di questo “club”, che di solito siede a capotavola e fuma gravemente una sigaretta dopo l'altra. “Cosa vi piace così tanto di questo posto? Venite qui quasi come fosse un lavoro…”

“È molto più di un lavoro. Si può dire che io vivo qui. Di sera mi vedo con i miei amici e le mie amiche, mentre di giorno andiamo insieme in spiaggia, oppure al cinema o a fare spese. Ci piace passare il tempo insieme perché abbiamo sempre qualcosa di cui parlare e, ovviamente, su cui spettegolare - dice ridendo -. Ci diamo la carica a vicenda. E poi, cosa ho da fare a casa? Mio marito è morto alcuni anni fa. I figli sono cresciuti da un pezzo e anche i nipoti hanno ormai una vita loro”.

Nella mentalità russa, la vecchiaia, per definizione, non può essere felice. Il peso degli anni vissuti non permette di godersela fino in fondo. Da noi si è soliti pensare che gli anziani debbano (per non dire siano obbligati) a vivere solo per i propri figli e nipoti, e i loro piaceri personali debbano rimanere confinati in un qualche luogo del passato. Come negare, tra l'altro, che i pensionati dello spazio post-sovietico semplicemente non hanno i mezzi per permettersi la frequentazione quotidiana di bar e ristoranti e degli altri passatempi della famigerata “dolce vita”.

Senza dubbio, gli anziani italiani sono stati più fortunati. La maggioranza di essi non vive con una sola pensione, possiede due appartamenti, uno dei quali, normalmente, viene dato proficuamente in affitto. Molti ricevono anche buone percentuali dai loro risparmi bancari, non di rado piuttosto considerevoli. Tutto ciò gli permette di sentirsi molto più al sicuro, rispetto ai loro giovani parenti che in questo momento, per usare un eufemismo, non sono in vena di piaceri, ma sono costretti a combattere (sfortunatamente, non sempre con successo) per un "posto al sole".

“Grazie a Dio, sono perfettamente in grado di mantenermi da sola. In più, riesco anche ad aiutare i miei nipoti, che non sono ancora economicamente indipendenti”, prosegue la mia interlocutrice, aspirando intensamente l'ennesima sigaretta.

E qui, un pensiero felice mi ha illuminato: a voler essere precisi, di cosa mi sorprendo? A pensarci, le nonne e i nonni di oggi sono quegli stessi giovani, ragazzi e ragazze, a cui l'Italia deve il suo famoso "boom economico" degli anni '60. È grazie a loro che l'Italia è diventata un importante Paese industriale e, come si ripete spesso al giorno d'oggi, "la terza economia d'Europa". Perciò, tutto appare perfettamente legittimo: i pensionati italiani si sono guadagnati questo tipo di vecchiaia.

Resta solo da sperare e credere sinceramente che il nuovo boom economico in Italia sia alle porte e che i giovani d'oggi tra 40-50 anni prenderanno il posto dei loro nonni negli animati caffè e ristoranti. Riuscendo a godersi in maniera allegra e spensierata la propria meravigliosa vecchiaia.

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