La felce si fa buona

La felce cresce spesso nei terreni ricchi di iodio e quest’ultimo elemento è presente nella pianta in una forma facilmente digeribile (Foto: Mikhail Fomichev / RIA Novosti)

La felce cresce spesso nei terreni ricchi di iodio e quest’ultimo elemento è presente nella pianta in una forma facilmente digeribile (Foto: Mikhail Fomichev / RIA Novosti)

Sulle tavole occidentali è quasi del tutto sconosciuta. Ma in Estremo Oriente e in Siberia viene consumata abitualmente. Ecco tutte le proprietà di questa pianta sana e misteriosa

La Festa di San Giovanni Battista era una festa molto popolare tra i contadini russi. Alla vigilia del giorno di Ivan Kupala, come viene chiamato dai russi, la gente ballava la khorovod (danza russa femminile in cerchio, ndr), saltellava attorno ai falò ed eseguiva riti di fertilità che non possono essere descritti qui nel dettaglio. Le felci ricoprivano un ruolo in uno dei riti più misteriosi.

Secondo la leggenda, in occasione di questa festa la felce, che di solito non fiorisce, ma si riproduce con le spore, riproduceva solo per un attimo un fiore magico che ardeva di una luce rosso scarlatto, e chi lo raccoglieva era in grado di vedere tutti i tesori sepolti, per quanto nascosti in profondità. Questa persona fortunata era in grado di acquisire altri poteri magici, come il potere di diventare invisibile e di poter fuggire da qualsiasi prigione con facilità. Ma raccogliere il fiore rappresentava una sfida per via degli spiriti malvagi posti a guardia di esso.

Nei giorni non di festa la gente raccoglie la felce comune da terreni, burroni e sul bordo umido dei boschi per scopi completamente diversi. I giovani germogli, lunghi meno di 20 cm, le cui foglie non si sono ancora aperte, sono sorprendentemente gustosi se salati o in salamoia. Essi ricordano il tradizionale fungo russo o le alghe del Giappone.

La felce viene consumata abitualmente in Siberia e in Estremo Oriente. Ma ad Ovest delle montagne degli Urali, che dividono le parti europee e asiatiche della Russia, è quasi sconosciuta. Non si sa bene perché.

La felce fresca è velenosa, ma lo sono anche molti funghi e questo non ha mai impedito ai russi di metterli in ammollo e cuocerli per rimuovere il veleno e poi preparare decine di piatti a base di questa pietanza. Per coloro che vivono in Siberia e in Estremo Oriente, la felce non è solo una prelibatezza, ma un bene prezioso. I germogli vengono raccolti, salati tre volte nelle botti (prima nel 30 per cento del sale, in seguito la salamoia ottenuta viene travasata e la quantità di sale viene ridotta, e successivamente ridotta ancora una volta) con centinaia di tonnellate di prodotto che vengono esportate in Giappone.

I turisti che visitano questo Paese molto probabilmente provano piatti a base di felce, ma sono del tutto ignari della sua origine. A quanto pare, i russi siberiani hanno imparato dagli asiatici come mangiare la felce, che se correttamente preparata non solo non è dannosa, ma al contrario molto sana.

Cresce spesso nel terreno ricco di iodio e quest’ultimo elemento è presente nella pianta in una forma facilmente digeribile, tanto che i dietologi raccomandano alle persone che sono a rischio di esposizione alle radiazioni di mangiare la felce. Per questo l'incidente di Fukushima ha dato solo ulteriore popolarità a questa pianta. I russi non preparano le felci in stile orientale, ma secondo le proprie usanze. Le usano come ripieno nel famoso piroshki russo. La felce cotta a vapore o salata viene lavata e poi spremuta per eliminare l’acqua. In seguito viene mescolata con pezzetti di uovo sodo, cipolla tritata, pepe e burro. L’impasto viene utilizzato come ripieno per i piroshki fatti con pasta lievitata e cotti in un forno russo o in uno tradizionale. Con un bicchiere di vodka ghiacciata (l’alcol elimina anche la radiazione), questo snack è buono quanto i classici antipasti russi, ma aiuta anche a depurare il corpo. La cosa importante è fare tutto con moderazione.

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